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Ogni città che oggi viviamo, è probabile che in futuro non esista più. Un esempio pratico sono le civiltà Khmer, Maya, Romane, ecc, che costruivano fantastiche città, che il tempo ha cancellato. I luoghi vissuti e abbandonati suscitano interesse e curiosità, un pò per magia, un pò perché ci incuriosisce la loro storia e la loro fine.

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L’uomo è sempre affascinato dalle vestigia passate, che siano ricche di storia o che siano solo dei posti abbandonati. In realtà tutti i luoghi vissuti, sono permeati di una loro storia e della vita passata di chi li ha frequentati. Ognuno di noi da piccolo è entrato o ci ha provato in una casa abbandonata; alla ricerca di improbabili fantasmi e di qualcosa con cui giocare. I luoghi abbandonati, hanno questo fascino attrattivo. Ci inducono a pensare chi prima di noi è stato li.

Si cercano tracce, di trovare qualcosa che racconti un pezzetto di vita di chi, in quei posti, ci ha passato la vita: un piccolo tesoro dimenticato, che sia un coccio, un bottone, una bottiglia o un pezzo di vetro colorato. E se una costruzione ci suscita emozione, pensate ad un intera città abbandonata.

Voyager & Traveller vi porta alla scoperta di alcune di queste città;  ce ne sono tante, tantissime. Luoghi appunto magici o quasi…

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  • AFRICA

Antinoupoli La città sorgeva sulla riva est del Nilo in Egitto, costruita ai piedi della collina su cui era posto Besa, la città si trova quasi esattamente di fronte ad Ermopoli. Fu fondata per volere dell’imperatore romano del II secolo Publio Elio Traiano Adriano nei pressi di un villaggio egizio per commemorare il giovane Eromenos Antinoo divinizzato dopo la morte.

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Kolmanskop non avventuratevi qui se avete paura degli spiriti. Viaggiatori sostengono di aver incrociato fantasmi erranti nelle casa abbandonate. Situata a pochi chilometri dalla città portuale di Lüderitz, Kolmanskop rappresenta la curiosità turistica del deserto del Namib. Ed è una tappa obbligata da vedere in Namibia.

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Nova Cidade de Kilamba è una città dell’Angola, nella municipalità di Kilamba Kiaxi e nella provincia di Luanda, inaugurata l’11 luglio del 2011 e progettata da una società cinese che sta investendo miliardi di dollari per colonizzare l’Africa allo scopo contenere la sede amministrativa della circoscrizione di Belas, recentemente creata. Il progetto fu concepito per essere sviluppato in tre fasi, con un totale di 82.000 abitazioni e una superficie totale di 54 chilometri quadrati. In questa città non ci sono fantasmi ma la speranza di un futuro migliore.

 

  • AMERICA

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Bannack fondata nel 1862 ai piedi delle Pioneer Mountains, Bannack nasce a seguito dell’improvvisa scoperta di una miniera d’oro particolarmente importante, che attira oltre che hai minatori, una folla di avventurieri. La città è caratterizzata dagli edifici fatti tutti di tronchi.

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Calico  è una città fantasma della contea di San Bernardino, nel sud della California, situata nell’area delle Calico Mountains.Le miniere di Calico producevano argento per un valore compreso tra i 13.000.000 e i 20.000.000 di dollari. Se quindi nella primavera del 1882, Calico contava solamente 100 abitanti, nella seconda parte degli anni ottanta del XIX secolo, Calico conobbe un incremento demografico che la portò a raggiungere i 1.200 abitanti.Agli inizi del nuovo secolo, però, a causa della caduta del prezzo dell’argento e l’esaurimento dei giacimenti di borace, la città fu abbandonata dai minatori. Già nel 1907, si presentava così come una città fantasma.

Epaquén  è stato un villaggio turistico situato nel Dipartimento di Adolfo Alsina nella Provincia di Buenos Aires, in Argentina. Attualmente abbandonato, le sue rovine si trovano sulla sponda orientale della laguna Epecuén, circa 7 chilometri a nord della cittadina di Carhué. Il 10 novembre 1985 nel lago si verificò un raro e intenso evento di sessa causato dall’abbassamento della pressione atmosferica, che causò un moto ondoso dalle grandi proporzioni. Questa situazione causò la distruzione della diga posta a protezione della città, che in pochi giorni venne sommersa completamente.

Humberstone  è la regione più secca del pianeta , eppure in questo universo inospitale è stata costruita una città, sorta a causa della presenza nel sottosuolo di un minerale particolarmente prezioso nel XIX secolo perché serviva a confezionare polvere da sparo per i cannoni: il salnitro.

  • ASIA

Agdam passeggiare per Agdam provoca immancabilmente un senso di malessere. È per il silenzio? Per il contrasto tra l’atmosfera sinistra di una città devastante e la bellezza della natura circostante? Statue fatiscenti troneggiano in mezzo a piazze deserte, una vegetazione selvaggia ha la meglio sull’asfalto e carri armati arrugginiti sono disseminati per le strade, mentre gli edifici ereditati dall’epoca sovietica pascolano le capre selvatiche.

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Bam con le sue interminabili mura merlate dedalo di vie, le arcate e le cupole, Bam intermpreta a meraviglia il ruolo della fortezza Bastiani isolata nel cuore di montagne desertiche dell’iran.

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Oasi imprescindibile sulla via della seta e della spezie, la città-fortezza che si estende per oltre 6 km₂ non è tuttavia un miraggio.

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Fatehpur Sikri con le sue cupole rosa che si profilano nel cielo lattiginoso, l’antica città di Fatehpur Sikri si staglia su un’immensa pianura, suddivisa in riquadri dalla scacchiera dei campi di senape. Costruita a partire dal 1572 su un altopiano roccioso a sud-ovest di Agra, fu fondata dall’imperatore Akbar.

Kayakӧy la città fantasma  di Kayakӧy, si trova a appena 8 km dalla vivace Fethiye, una stazione balneare molto frequentata della Costa Turchese. Colpisce il contrasto tra l’animazione di questo litorale mediterraneo situata tra Smirne e Adalia e la sinistra atmosfera che regna sugli edifici in pietra grigia di Kayakӧy, che innalazano verso il cielo le loro sagome priva dei tetti; con finestre spalancate che sembrano fissare l’orizzonte montuoso come altrettanti sguardi ciechi.

  • EUROPA

Colesbukta nel nord di quella Norvegia dalle notti chiare e dai fiordi che hanno riflessi metallici, i paesaggi sembrano sfuggire al tempo, i ruderi di questa città mineraria, raccontano una storia molto particolare. Di un agglomerato che contava millecento abitanti negli anni 50, non rimangono che rare costruzioni grigiastre disperse sulle rive dell’Isfjorden, tra i resti di roccia e ferraglia arrugginita, ciò che rimane della miniera di Grumat.

Fleury-Devant-Douaumont  erano nove modesti villaggi contadini disposti in prima linea rispetto a Verdun, nello stesso paesaggio di colline boscose. Nove villaggi annientati per sempre nel 1916 da una tempesta di fuoco senza precedenti, un disastro in cui fleuty-devant-Douaumont gioca il ruolo principale.

Prora la lunga fascia di palazzoni si allunga per quattro chilometri e mezzo lungo la costa est di Rϋgen, un’isola tedesca del Mar Baltico. Ai piedi degli edifici, la vegetazione sembra non essere mai stata potata. I sinistri blocchi di cemento delle finestre sventrate, che fanno immancabilmente pensare a una prigione, cocepito degli ufficiali di Hitler come premio per gli operai modello del terzo Reich.

Varosha quatriere balneare della città di Famagosta, porto un tempo rinomato per le sue attività mercantili e di pesca. Se la sua architettura in calcestruzzo deturpa il paesaggio costiero per quasi 6 chilometri sul litorale est, i suoi abitanti possono beneficiare di una visita idilliaca sul mare. Al limite della zona proibita, cartelli rosso scarlatto avvertono i più temerari con messaggi quanto mai espliciti: Non vi è consentito scattare foto, chi siete? E via dicendo.

Sono solo alcuni posti che a mio parere ci fanno pensare; ma è importante è che ci facciano pensare. L’uomo è qui per un tempo limitato, nulla è eterno.

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