Minorca faro
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Minorca, la seconda isola per dimensioni delle Baleari, ha tutte le risorse per essere considerata una destinazione ideale per il turismo anche finita l’estate. Nel mese di ottobre, grazie alle giornate ancora lunghe e al clima mite, l’isola si presta per far scoprire tutte le sue bellezze, a cavallo, a piedi o in bicicletta.

Minorca è tra le Baleari quella che più di tutte mantiene un forte contatto con la natura e grazie alla varietà dei suoi paesaggi è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO. Sull’isola si trovano esempi dei principali habitat mediterranei, snocciolati tra dirupi, grotte e voragini, zone umide, dune, isolotti, piccole colline ed ampi spazi aperti di carattere rurale. Il territorio minorchino è esplorabile via terra in escursione – in bicicletta, a piedi o a cavallo – e tra le tante rutas percorribili, la più suggestiva è certamente il “Cami de Cavalls”. Questo reticolo circolare di antichi sentieri è segnato con pannelli informativi ogni 50-100 metri, ha una lunghezza complessiva di 185 km e circonda tutta l’isola attraversando vari paesaggi: praterie, spiagge, borghi medievali, scenari rocciosi e di terra rossa. Il percorso può essere intrapreso da qualsiasi punto, ma il chilometro zero si trova nel porto di Maó, dove inizia la prima tappa. Il livello di difficoltà è mediamente basso ed il cammino è quindi adatto anche ai meno allenati.

Minorca eco

Gli amanti della bicicletta potranno esplorare l’isola in lungo e in largo attraversando i molti percorsi cicloturistici. Uno dei più apprezzati è la “Ruta por los Faros de Menorca”, un vero e proprio itinerario alla scoperta dei sette fari dell’isola, alcuni dei quali sono stati abitati fino a pochi anni fa. In ordine di anzianità, i fari sono: Maó, Cap de Cavalleria – inaugurato nel 1857 si trova nel punto più settentrionale di Minorca ed è costruito su una scogliera alta 94 metri, poco distante dall’ecomuseo Cap Cavalleria, dove è possibile scoprire l’interessante patrimonio naturale e culturale dell’area circostante -; Cap d’Artruitx – che segna il punto più a sud-ovest dell’isola -; Faro de la Isla del viento, costruito su un piccolo isolotto di fronte alla spiaggia di Punta Prima, nel primo punto da cui scorgere l’alba, il più a sud di Minorca; Sa Farola a Ciutadella, Punta Nati e Favàritx. Quest’ultimo si trova all’interno del parco naturale di Albufera che, se a primo impatto risulta arido e spettrale, a causa della peculiarità del paesaggio e del terreno composto da ardesia grigia e nera costantemente sferzata dal vento di tramontana, ha sicuramente un’aura intrigante.

Un’altra interessante località isolana – raggiungibile in bicicletta o anche a piedi – è il Monte Toro – chiamato semplicemente El Toro – che con i suoi 358 metri è il punto più alto di Minorca. Dalla sua vetta è visibile tutto il profilo dell’isola e in condizioni climatiche favorevoli anche parte di Maiorca. In cima oltre alle grandi vedute, si trova il Santuario della Vergine del Monte Toro, costruito nel XVII secolo su una chiesa gotica. All’interno del santuario è custodita un’antica statua della Vergine scolpita nel legno, che ha dato vita a molte leggende sulle origini dello stesso luogo sacro. Oggi il santuario è gestito dall’ordine religioso francescano della Misericordia ed è abitato da suore di clausura. I visitatori potranno acquistare ricordi della loro visita presso il negozio di souvenir e rifocillarsi presso il piccolo ristorante, entrambi in cima al Monte Toro.

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