Mosella
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Ecco il racconto vincitore del primo Racconta & Vai.
Fermino G.E. italiano che vive per lavoro a Barcellona ci ha inviato un racconto che per qualità di immagini e genuinità del testo ci ha colpito particolarmente. Un racconto che accompagna nella lettura il lettore come un’onda accarezza la pelle.

Soprattutto deve lasciare qualcosa alla sua fine: in questo caso il sentimento d’amicizia. Una magia nordica.
Ribadiamo che non è stato facile scegliere quale tra tutti i racconti arrivati qual’era il più meritevole. Infatti anche altri brani avrebbero potuto aggiudicarsi il titolo. Tutti i viaggiatori che raccontano le loro esperienze meriterebbero un premio.
La scelta è stata difficile, non solo per la quantità di materiale arrivato e che è stato esaminato.
Purtroppo alcuni brani sono stati esclusi perchè non erano in regola con le indicazioni date, altri perché non erano brani esclusivi e mai pubblicati, altri perché mancavano le immagini.
Ma non disperate e continuate a seguirci e a scriverci raccontandoci le vostre esperienze di viaggiatori. Perché viaggiare è l’emozione più bella da provare…

Scoprire un Tesoro

Vi ricordate le barzellette: c’è uno spagolo, un italiano, un tedesco, una irlandese ed un francese che… Bene questa volta non è una barzelletta ma il racconto un viaggio in una piccola ma magica zona della Germaina: una Magia Nordica.

Pensavo fosse un paese freddo, di quelli che non hanno nulla o poco da offrire. Di quelli che turisticamente parlando non danno molte soddisfazioni ai viaggiatori. Un paese dove regna solo il grigio.Invece ho scoperto un tesoro.

Ottobre 2005 primo viaggio in Germania. Io che per lavoro vivo a Barcellona e sono abituato al sole per la maggior parte dell’anno non pensavo potessi trovare un paese con tali colori.
L’occasione era una rimpatriata di amici. Dalla Francia, dall’Italia dalla stessa Germania ci siamo trovati e siamo andati alla scoperta di una zona che non pensavamo fosse così ricca di storia ma soprattutto di tipicità.
Infatti in quei pochi giorni di rimpatriata tra amici, abbiamo visitato una zona ricca di storia. Infatti tra Koblenza e Triviri scorre uno dei fiumi più belli tipici e particolari di tutta Europa: la Mosella.

Come un lungo serpente dalle spire arrotolate questo fiume rende la zona come una delle più particolari di tutta la terra tedesca.
Qui già in epoche passate civiltà ormai scomparse hanno trovato casa. I romani per esempio hanno fondato Triviri. Questo lungo Canyon non ha nulla da invidiare ai più famosi nel resto del mondo.

Innumerevoli paesi si susseguono navigando sul fiume.
Un paesino più bello dell’altro,come una collana di gemme dal valore inestimabile, con le loro chiese dai campanili appuntiti, con le case dalle travi a vista in graticcio. Con le rocche che dominano il fiume che placidamente scorre.

Qui imperi si sono scontrati in passato. Qui più volte il colore dell’acqua è passato dal verde al rosso. Ma ne è passata di acqua sotto i ponti e le cose ora sono fortunatamente cambiate. Base della nostra spedizione in terra germanica è stata Traben-Trarbach, un paese che in realtà sono due. Infatti questo piccolo e carino paese diviso dal fiume ma collegato come gli uomini sanno fare da un bel ponte.

La cittadina ha una dolcissima piazzetta dove la sera suonano orchestrine e la gente balla e chiacchiera ad alta voce.
Poi dicono che sono i mediterranei che fanno chiasso!
Si gode di una vista mozzafiato dalle rovine della rocca che si raggiunge non con poca fatica. Prima di arrivarvi scopriamo un monumento ai caduti delle guerre del ‘800 un’aquila di bronzo con il suo occhio severo sorveglia il fiume. Ogni tanto un’enorme chiatta caricata quasi all’inverosimile fende le placide acque, per poi richiudersi e tornare calme.
La rovina della rocca è stata in verità trasformata in un bar aperto durate la stagione più mite. Qui tra le dure e scure mura soffia un vento pungente anche se non proprio freddo. Che sembra sussurrare di storie passate.

La sera Traben-Trabach si anima di molteplici locali dove si può mangiare dal cervo al cinghiale ai tipici prodotti germanici.
Passando davanti alle locande si sentono le risate e i canti dei tedeschi.
Il tutto innaffiato da litri di vino bianco. Dovete sapere infatti che non è proprio vero che i tedeschi amano solo la birra.

Qui l’industria enogastronomia è fiorentissima. Certo il vino non è forte come quelli mediterranei ma sicuramente piacevole. Si sente che l’uomo è ancora legato alla terra. Lo è talmente che ha piantato migliaia di chilometri di filari di vite quasi in verticale.
Ci si ferma a guardare questi filari e ci si chiede quanta fatica e quanto amore il contadino deve metterci per arrivare fin lassù. In alcuni posti c’è persino strani marchingegni ce sembrano ascensori.

Purtroppo con il passare del tempo c’è sempre meno gene che vuole faticare per coltivare il vino. E infatti di altri giovani a parte i turisti qui non se ne vedono. Preferiscono lavorare nelle grandi città dove tutto è in teoria più facile o più comodo.
Anche se ho dei dubbi su questo fatto.

Noleggiando un’automobile e proseguendo verso sud si passa per Bernkastel, stupendo paesino dominato da una grande rocca. Qui le stradine strette ed affollate di turisti si ammirano antiche case che sembrano ormai tenute in piedi l’una sull’altra. Infatti sono tutte storte, cosi storte che sembrano cadere da un momento all’altro. Una appoggiata all’altra…

E tantissimi negozietti di souvenir. Se siete fortunati potete assistere a una parata con i vestiti tipici del posto e con la banda con tanto di fiocchi colorati di rosso e giallo. Sembra quasi di essere in Spagna…

Anzi in Francia dalle case… No anzi in Olanda da come sono i vestiti tipici delle persone in costume… Forse è proprio questa la bellezza di questa zona. Proviamo a raggiungere il possente castello il Burg Landshut, ma all’arrivo scopriamo che è stato anche questo trasformato in un ristorante. Si può salire sulla torre ma l’ingresso è a pagamento ed anche da qui la vista sul fiume non è male.

Navigare Decidiamo con Mark, Giomm, Marzio, Ady e Sara di provare a navigare, a fare una piccola gita sul fiume. Quindi arriviamo ad uno degli imbarcaderi e facciamo una minicrociera. Naturalmente ci mettiamo a prua, la temperatura è mite ed il sole scalda ancora. Ma non è una crociera senza un brindisi… Mi fa ancora male la testa da ieri sera e con fatica mando giù ancora dell’alcol.

Che figura per un mediterraneo come me… Ma chissà perché il vino bianco mi martella le tempie. Ieri sera non ho fato una grande figura nella gara con la Francia e la Germania. Meno male che Marzio mi ha dato man forte, se tra noi mediterranei non ci si aiuta…
La crociera sulla Mosella è così rilassante che mi addormento.

Verso Nord
Il giorno dopo facciamo rotta verso Koblenza.
Attraversiamo Krov con le sue antiche cantine e palazzi del 1658, ancora perfettamente conservati. Zell che possiede una piccola e tipica torre dal tetto di bronzo. Il Castello di Burg Arras, la cattedrale di Bullay, le minacciose rovine di Burg Metternich e arriviamo a Cochem.

Qui un magnifico castello domina l’ansa del fiume. Ma non solo, il paese è veramente grande ed affollato, tanto che a fatica troviamo parcheggio. All’arrivo una grande torre con tanto di bandiera sventola ed accoglie i visitatori da tutto il mondo. In effetti qui i turisti non tantissimi.

Le antiche vie, i vicoli e le chiese sono pieni di gente. Tra le grandi botti di vino e le gastronomie volendo si ingrassa solo a sentire gli odori. Ma se si distoglie lo sguardo da tutto quel ben di dio e lo si alza il panorama è magnifico.

Finestre che traboccano di fiori colorati, tetti in legno con travi intagliate, il campanile dalla forma tipicamente nordica e l’orologio dalle lucenti lancette dorate. Ma se veramente si vuole vedere qualcosa di emozionante bisogna raggiungere Burg Cochem, il castello.
Si arriva a piedi salendo la collina tra ville, boschetti e casette tranquille. Ma la rocca è veramente incantevole. Un grande mosaico dorato con San Cristoforo di 32 mq occupa un lato del torrione del castello.

Anche noi abbiamo i castelli in Spagna, i nostri italiani sono molto belli ma i tedeschi sembrano uscire da un racconto fatato, sono allo stesso tempo affascinanti, magici e anche un po’ paurosi.

Castello Fatato. Arrivati all’ingresso una guida in costume d’epoca medievale ci accompagna attraverso le stanze. Sono talmente organizzati che esistono informazioni sul castello in italiano, spagnolo, francese e persino russo. Quindi anche se non si capisce tedesco od inglese durante la guida non si perde niente.

Attraverso le indicazioni si scoprono sale di un bellezza incredibile. Con armi, armature, tappeti, trofei e cimeli che si fanno ammirare e che sono ricordi di un tempo ormai passato.Veduta mozzafiato dalla torre, si può dominare tutta questo angolo della Mosella. Veramente un luogo incantevole.

Con i ragazzi si ammira tutto questo e poi si raggiungono le auto.

E’ arrivata infatti l’ora di salutarci. Ognuno tornerà al rispettivo lavoro alle rispettive case.
Io a Barcellona, Marzio e Ady in Italia, Mark e Sara a Colonia, Giomm a Parigi.

E’ un arrivederci triste ma sappiamo cheè solo un arrivederci.

Presto ci si rivedrà magari ospite di qualcuno.

Il bello dell’Europa di oggi è questo: anche se per anni non ci si vede ognuno sa che in qualunque direzione volge lo sguardo prima o poi incontra quello di un amico…

Fermino G.E.

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