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Porto di grande interesse strategico sul Mar Nero, Sevastopoli, durante il periodo sovietico, rappresentò la base principale della Flotta del Mar Nero. Attualmente ospita ancora la Flotta russa, ma il porto militare è ora condiviso con la Flotta ucraina. È un fatto singolare vedere, tra le vie della città, passeggiare o marciare nelle loro rispettive uniformi i marinai di entrambe le flotte.

La città vanta origini antiche. Venne fondata dai greci nel 422 a. C. col nome di Khersones (le sue rovine, oggi visitabili, sono ancora oggetto di scavo), divenne romana e dopo aver subito una lunga serie d’invasioni barbariche, ritornò ad avere una certa importanza sotto l’impero bizantino.

La storia di Sevastopoli coincide con la storia della Crimea. Nel 1270 venne invasa dai Mongoli, che nel 1441 dopo la distruzione dell’Orda d’Oro da parte di Timur fondarono il Khanato di Crimea. Con le successive conquiste turche alla fine del ‘400 il Khanato passò sotto il controllo dell’Impero Ottomano, fino a che, come esito della estenuante guerra russo-turca, nel 1787 la Crimea passò definitivamente nelle mani della Russia.

Sevastopoli divenne famosa durante la guerra di Crimea nel 1854-46 quando la Francia e l’Inghilterra, coalizzandosi con la Turchia, attaccarono la città per contrastare l’espansione russa verso il Mediterraneo. In quel periodo subì pesanti bombardamenti dalle forze occupanti.
Tragicamente la storia si ripeté un secolo dopo, quando, durante la seconda guerra mondiale, dopo un lungo assedio venne assediata e devastata dalle truppe tedesche. Stalin la proclamò, come altre città ucraine, “città eroe” per aver così a lungo contrastato e resistito alla furia nazista.

Passeggiando per la città è ancora percepibile questa “nostalgia sovietica”, nella toponomastica, nella conservazione e cura di molti monumenti di quel periodo celebranti l’eroica resistenza della città: Via Lenin, il monumento dedicato al Komsomol, l’obelisco e il monumento dedicato alla Grande Guerra Patriottica.. 

Il suo monumento più rappresentativo è però la Colonna dell’Aquila che si erge su uno scoglio all’entrata del porto. Ricorda le navi russe che durante la guerra di Crimea si autoaffondarono per bloccare il passaggio alla navi nemiche.

Nei dintorni di Sevastopoli è possibile visitare la baia di Balaklava, che si può raggiungere facilmente anche con i mezzi pubblici.
Questa località, al di là del suo rilevante interesse storico, merita una visita anche solo per la sua bellezza naturale. È una profonda insenatura che s’incunea nelle alture circostanti. L’entrata nella baia è dominata dai resti di 3 torri di un’antica fortezza genovese, superate le quali si può ammirare un panorama mozzafiato che spazia all’orizzonte sulla costa del Mar Nero.
La baia, nel ‘400, era un avamposto genovese fino a che, nel 1475, venne espugnata dai turchi.

L’insenatura custodisce un porticciolo che ai tempi della Guerra Fredda racchiudeva il famoso Nido del Pesce: un’importante base di sommergibili sovietici occultata in una grotta fortificata sotto le alture. Ora, rimossa la segretezza e i divieti di accesso, Balaklava è diventata una località turistica. Nel porto vi attraccano soprattutto gli yatcht dei nuovi miliardari emersi dopo il crollo dell’URSS.

Non distante da Balaklava, in una vallata attualmente ricoperta da vigneti, tristemente nota come “la valle della morte”, venne combattuta, sempre ai tempi della guerra di Crimea la celebre omonima battaglia: l’epica ma anche sfortunata e inutile “carica dei seicento” cavalleggeri inglesi contro il fuoco delle artiglierie russe. Una delle più note battaglie di tutta la storia militare, immortalata anche dalla cinematografia.

Di Eliseo Bertolasi

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