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Made in Italy. “Perdersi e Ritrovarsi”, un seminario nell’era dei tablet e navigatori sul telefoni cellulari ha ancora un senso? La risposta non ha dubbi: Sì. Imparare a destreggiarsi nella natura con pochi riferimenti è e sarà sempre importante oltre che divertente. Osservare, decidere, dirigersi…

Dal 6 all’8 ottobre la Scuola del Viaggio Lento ospita un seminario dedicato a chi ama “navigare a vista”

Nell’era di Google maps e degli smartphone con Gps, perdersi sembra impossibile: un puntino azzurro indica costantemente la nostra posizione su una mappa digitale, e l’evoluzione della tecnologia va di pari passo con la regressione del nostro senso dell’orientamento.

Franco Michieli, geografo ed esploratore, 20 anni fa ha capito che la tecnologia rischiava di uccidere il gusto per l’esplorazione. Da allora organizza spedizioni nelle terre più selvagge orientandosi esclusivamente a vista: niente mappe, niente strumenti, e nemmeno un telefono satellitare per chiedere soccorso. E arriva a destinazione, dimostrando che l’uomo possiede un senso dell’orientamento innato, che puó essere affinato semplicemente grazie a un’attenta osservazione del territorio, dell’orografia, del paesaggio.

Dal 6 all’8 ottobre Franco Michieli condividerà le sue esperienze e le sue competenze nel seminario “Diventare esploratori”, che si terrà presso la Casa del Movimento Lento, rifugio per viandanti in cammino lungo la Via Francigena piemontese.

La Casa ospita la Scuola del Viaggio Lento, che organizza seminari e iniziative dedicate alla divulgazione del viaggio a piedi e in bicicletta.

Gli obiettivi del corso
Il corso serve a scoprire che con giusto approccio e con una preparazione accessibile a tutti è possibile ristabilire una relazione molto personale e libera con il territorio. Si può superare la paura di perdersi e imparare a capire dove si è, dove si può andare, quante cose ci accadono intorno mettendo in gioco la personalità. Ciò ci può permettere di rivoluzionare la dimensione delle nostre escursioni, di qualche lungo trekking, di vere avventure, ma anche di comuni momenti della vita quotidiana. Chi lavora nel campo del turismo, dell’accompagnamento in montagna o natura, dell’educazione o anche dell’arte, può trarre spunto da questa esperienza per sviluppare progetti innovativi.
Il corso, della durata di 16 ore, prevede alcuni momenti teorici, con spiegazioni accompagnate da immagini esemplificative delle più diverse situazioni, e altre parti pratiche, in cammino e osservazione sul territorio.
Alla fine dei due giorni ci sarà uno scambio di opinioni su quanto appreso per mettere in luce i diversi orizzonti che l’approccio esplorativo apre in ciascuno dei partecipanti.

Il programma
Venerdì:
Ore 17-18: Accoglienza
Ore 18: lezione introduttiva alla lettura del cielo e della terra
Pre 20: cena condivisa

Sabato:
Ore 9: uscita pratica, senza portare con sé alcuno strumento per orientarsi o per telecomunicare, con osservazioni e ascolto di tutto quanto nel paesaggio può aiutarci a orientarci e a individuare percorsi.
Ore 13: pranzo al sacco e ritorno alla Casa
Ore 15: lezione in aula su alcuni segreti dell’orientamento e sul concetto di mappa mentale.
Ore 18: proiezione del film “La via invisibile”.

Domenica:
Ore 9: nuova escursione “a vista”, cercando di allontanarsi dalla base fuori da strade o sentieri per poi riorientarsi e fare ritorno lungo un diverso itinerario;
Ore 13: pranzo al sacco e ritorno alla Casa
Ore 14: prova di disegno di una mappa approssimativa del territorio conosciuto nelle due giornate, cercandone gli elementi significativi nella memoria;
Ore 16: conclusioni e saluti

Il corso si svolgerà con un numero minimo di 10 partecipanti, un numero massimo di 15.

Attrezzatura consigliata: un paio di scarponcini o scarpe da trekking, uno zainetto da escursioni con borraccia e giacca a vento. Utile un quaderno con matita o biro per appunti e schizzi del territorio.

Il docente
Classe 1962, geografo, redattore di Alp e della Rivista della Montagna, originale esploratore e garante internazionale di Mountain Wilderness, è tra gli italiani più esperti nel campo delle grandi traversate a piedi di catene montuose e terre selvagge. Dopo i percorsi integrali delle Alpi (81 giorni), dei Pirenei (39 giorni) e della Norvegia (150 giorni) compiuti da giovanissimo, continua tutt’ora la ricerca dei significati dell’esplorazione, specie nelle terre artiche e sulle Ande, ma anche sulle montagne di casa. Dal 1998 propone una testimonianza controcorrente rispetto a una civiltà sempre più virtuale: con uno o due compagni attraversa a piedi terre impervie interpretandole esclusivamente con occhi e facoltà umani, in vero isolamento nella natura: senza Gps, strumenti ricetrasmittenti, mappe, bussola e orologio, cioè come un animale migratore o un umano antico, mostrando che nel rapporto concreto fra uomo e natura si trovano molte soluzioni che la civiltà ipertecnologica ha dimenticato. Ha raccontato le sue esperienze in centinaia di articoli, conferenze e nel film La via invisibile.

Per informazioni sui prossimi corsi e prenotazioni:

Segreteria organizzativa – 0161 987866 – 335 7979550

 

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