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(La seconda parte del racconto)

Bufali nel Parco
Panaorama all’interno del Parco. Qui gli gnù e i bufali si godono la pace.

Safari nei parchi: Tarangire e Ngorongoro

Proseguiamo il nostro safari ed arriviamo ad un grosso albero e ad un piccolo lago. Qui si ritrovano tutte le guide per pranzare al sacco. Si può così scendere a piedi. La guida ci avverte però di non pranzare in piedi e quando gli chiediamo spiegazione ci fa segno di guardare in alto. Sopra di noi volteggiano moltisimi falchi. Ci sediamo e mangiamo il nostro pranzo con gli occhi al cielo. Marco getta per prova un pezzetto di carne e in un lampo un falco lo piglia e scappa.

Il volo del falco
Il falco sospeso nel cielo controlla tutto quello che accade a terra.

Proseguiamo in cerca di Simba il leone, ma scopriamo solo tracce del suo passaggio: carcasse di animali morti e ossa sparse sul terreno. Il re della foresta non si fa vedere ma è stato sicuramente qui. Prima di intraprendere il viaggio di ritorno verso Arusha ci fermiamo ancora un attimo in una piccola oasi dagli alberi d’ oro. Qui u

Fiume africano
Nel Ngorongoro i leoni ci sono e sopratutto si vedono i resti che si lasciano dietro.

n gruppetto di scimmie staziona e si avvicina ai turisti. Una sale persino sulla jeep per rubare un pacchetto di biscotti.

Kilimanjiaro
Il vulcano ghiacciato: il Kilimanjiaro

Lasciamo così Ngorongoro e ci dirigiamo in città. Dopo cento chilometri arriviamo in albergo e qui ci attende un’atra esperienza incredibile. Tuttavia la stanchezza è veramente tanta e dopo aver fatto una doccia fredda, cenato con un piatto a base di carne d’impala, andiamo a dormire al Meru West Inn, 10$ la doppia (abdul_mhoammed@hotmail.com). Domani si parte per il ritorno a Dar Es Salaam, partenza alle cinque e 700 chilometri di coriera. Una passeggiata.

Alba africana
Una vacanza carica di colori. Alba africana

Mentre ci godiamo un viaggio ad elevate emozioni, alla media dei 120 orari con un autobus di linea su strade strette e tortuose, abbiamo la possibilità di ammirare ancora una volta questo camaleontico paese. I colori cambiano in continuazione: dal giallo, al rosso, al verde. Sfioriamo la montagna d’Africa il kilimanjiaro, con la sua vetta bianca di neve.Gli immensi Baobab ci accompagnano sul cammino. In agenzia torniamo a riprendere gli zaini, lasciati in custodia e dopo aver chiarito che non siamo proprio allocchi cerchiamo di tirare ancora sul prezzo. Dopotutto ci avevano promesso un trattamento leggermente diverso. La discussione dura almeno un’ora e alla fine per appianare le divergenze, ci viene promessa una cena per tutti in una bella località: accettiamo.

Gendayeka spiaggia solitaria e mare ad un passo dalla metropoli

Il villaggio
Pace e tranquillità al Gendayeka Village.

Decidiamo di attendere il volo di ritorno in competo relax, in una località vicina alla città: Gendayeka. Si tratta di una lunga distesa di sabbia bianca, che si raggiunge attraversando a bordo di un ferry boat la zona del porto. Dopo una quindicina di minuti d’ automobile si raggiunge questa bella spiaggia. Cercando sempre di non smentirci saliamo tutti e nove più il proprietario dell’agenzia turistica, la sorella e l’autista a bordo di un pick-up. Come sacchi sul cassone posteriore con tutti gli zaini, raggiungiamo la meta.

Quando si abbassa la marea si scopre un mondo fantastico, ricco di molluschi e conchiglie.

Gendayeka è un posto solitario, frequentato solo dai locali la domenica o durante le festività mussulmane. Qui il mare cambia colore ogni ora, si passa dal verde, al blu, al turchese, al cobalto. La spiaggia si estende per chilometri e chilometri e può capitare di fare lunghe passeggiate prima di incontrare qualcuno. A volte non si incontra che qualche uccello, i pesci o un solitario pescatore. Qui non vi sono alberghi, non vi sono supermercati, non vi è nulla. Solo palme, mare e sole. In passato questo luogo era molto conosciuto, come testimoniano i ruderi che si ergono tra la vegetazione. Poi è stato dimenticato. Ora vi sono solo un campeggio il Kipepeo Campsite (htryland@hotmail.com ) con un fornito bar a gestione europea e il Gendayeka Beach Village (gendayeka@yahoo.com) gestito da locali.

Kilimanjiaro
Posto romantico…

Il nostro “residence” è costituito da una decina di bungalows, tutti senza luce, con il tetto in paglia e il bagno fuori. Un vero paradiso. La notte vi è un cielo che sembra cosparso di mille schegge di diamanti. Le camere sono pulite ed accoglienti, tutte con almeno tre grandi letti e con la zanzariera. Quando scende l’oscurità la luce delle lampade a olio rischiara il nostro cammino e le nostre stanze. La brezza del mare e il rumore delle onde sulla battigia ti cullano nelle braccia di Morfeo. Grossi granchi vengono fuori e corrono sulla spiaggia, scappando quando ci si avvicina. La luce dei falò sulla spiaggia tradiscono l’unica presenza umana. Quando il mare si ritira lo spettacolo diventa emozionante. Secche lunghissime e ricche di conchiglie si liberano dalle acque. E’ incredibile come un posto talmente bello e solitario sia vicino ad una chiassosa e popolata metropoli.

Bassa marea
Spiagge incantate e solitarie…

I tre giorni passano in fretta, e presto arriva il momento di salutare questa magnifica terra. Dopo aver preso il pick-up, il ferry boat, arriviamo all’aereoporto. Qui si fanno le ultime compere, e si riparte verso casa. L’aereo della Emirates fa uno scalo tecnico in Kenya, con atterraggio che ci ha fatto perdere almeno dieci anni a testa. Scalo anche a Dubai, con le sue mille luci, le sue faraoniche piscine e i suioi mega centri commerciali. Poi rotta verso casa, stanchi ma felici di aver scoperto un nuovo paese, con le sue tradizioni e i sui ritmi, chissà dove andremo la prossima volta? Una cosa l’abbiamo imparata tutti: in Africa la certezza non esiste, l’importante è godersi il presente. Il futuro è un’altra storia…

Fabio B. & Max S.

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