Elefanti giocosi
Ehi tu che hai da fotografare?
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(La prima parte del racconto)

Per andare alla scoperta dei Parchi africani non occorre essere degli esploratori, basta sapersi adattare alle condizioni del luogo, tenere gli occhi aperti e le mani a posto. No non è una battuta, bisogna avere un certo spirito di adattamento ma sopratutto seguire quello che indicano le guide. Occorre poi sapere che sarà una vacanza piuttosto dura e faticosa ma che darà alla fine ottime soddisfazioni.

 

Elefanti
Elefanti in lontananza, mentre si fanno il bagno…

Safari nei parchi: Tarangire e Ngorongoro

 

Simba
Simba, anche se in questo caso è una leonessa.

La mattina siamo pronti per il grande evento: il safari. apoca distanza dall’albergo ci aspettano le nostre guide con i nostri mezzi: una jepp e un minibus. La nostra guida si chiama Masawi. Sulla jeep vengono poi caricate le provviste, le tende e i sacchi a pelo.I sacchi a pelo? Manon dovevamo dormire in un lodge? Altra cosa da tenere presente in Africa: le cose non sono mai come quelle che ti vengono dette! Pazienza. Partiamo e poco dopo raggiungiamo la nostra meta.

 

 

Il Tarangire

Il primo safari che affrontiamo è quello del Tarangire. Si accede al parco da un’entrata sorvegliata da soldati armati. nel parco risiedono elefanti, impala, gazzelle, gnu, giraffe, zebre, scimmie, babbuini, leopardi e moltissime specie di uccelli.

Fiume africano
Oltre a leoni, zebre ed elefanti potete vedere branchi di iene nella loro sgraziata corsa.

Quello che colpisce subito è comunque la bellezza e la maestosità dei Baobab. Ve ne sono moltissimi, tutti enormi. E all’ombra di uno di questi vediamo il primo elefante. E’ uno spettacolo incredibile, affacinante, emozionante.Vedere uno di questi grandi animali nel loro ambiente da un’emozione unica e difficile da spiegare. Il palcoscenico di questo spettacolo della natura è una sterminata savana, dalle colorazioni giallo oro punteggiata da alberi immensi. Anche una giraffa si incuriosice al nostro passaggio e si avicina, tutti le scattano una fotografia. Ha una grazia nei movimenti veramente leggera.

Bufali
Bufali nella nebbia…

Arriviamo attraverso il percorso segnalato ad una grande terrazza su una vallata dove scorre un torrentello. Dall’alto vediamo tantissimi animali che bevono: zebre in branchi, giraffe e tanissime famiglie di elefanti. Dopo questa visione ci avviciniamo agli animali in libertà. Le zebre ci passano tanto vicino da sentire il loro odore pungente. Proseguendo il nostro percorso scopriamo un gruppo di elefanti che giocano in acqua. I piccoli corrono avanti e indietro spruzzandosi con le loro proboscidi, mentre gli adulti cercano di disfarsi dei parassiti copendosi di terra. I barriti degli animali sono veramente potenti. Poco più in là gruppetti di gazzelle saltano a destra e a sinistra, mentre gli gnu sonnecchiano al sole.

Panorama cratere
Il cratere Ngorngoro

Verso il tardo pomeriggio poi usciamo dal parco e ci dirigiamo verso il nostro campeggio. Ci aspetta una notte in tenda, altro che lodge, ma in fondo un’avventura deve proprio essere così. Durante il percorso il paesaggio cambia nuovamente: dalla savana al deserto roccioso inframezzato da alti termitai e da villaggi Masai. I Masai sono un popolo fiero di guerieri e ora pastori. Si riconoscono subito perchè indossano una tunica rossa ed hanno sempre la lancia. Al passaggio della nostra spedizione ci salutano saltellando. La pista poi si addentre nelle montagne, li ci attende il campeggio per il meritato riposo. arriviamo quando è già buio e c’è appena il tempo di frsi una doccia per togliersi la polvere di dosso e poi tutti a pranzo. il cuoco del gruppo ci fa una minestra di verdura con del riso. Non ci poniamo molte domande su cosa ci sitia propinando, il sapore è buono e la fame non manca. Poi tutti a nanna che domani si parte presto.

Il cratere Ngorongoro

Fiume africano
Ippopotami, Masai e termitaio

IppopotamiSveglia verso le quattro, colazione rapidae poi via. Fa freddo e tutto il campeggio è in fermento. Saliamo sul nostro minibus e sulla jeep e ci dirigiamo verso l’altro parco: Ngorongoro. Si sale fino a 2400 metri avvolti nella nebbia. Sembra quasi un paesaggio alpino. Poi si entra nel parco e si scende dentro un cratere vulcanico del diametro di 30 chilometri. Qui vi sono moltissime specie di animali che vivono indisturbate e protette dalle alte e ripide montagne. Questa volta i primi animali che scorgiamo sono dei bufali immersi nella nebbia. All’interno del parco vi è un grande lago salato dove i fenicotteri rosa vivono, capita spesso di incrociare immense mandrie di bufali in continuo movimento. Migrano anche zebre e i gnu. Con un cannocchile scorgiamo anche un branco di iene. Si avvicinano ai nostri mezzi ma non sono pericolose, fanno solo un poco schifo, sono belle ma nello stesso tempo veramente brutte. In lontananza Masawi scorge un branco di leonesse che hanno appena cacciato. E’ uno spettacolo che toglie il fiato vedere cibarsi degli animali selvaggi. Ma lo spettacolo non si ferma. Poco dopo troviamo alcune leonesse dormicchiare vicino ad un cordo d’acqua. Probabilmente hanno appena mangiato e ora si godono la siesta. Ci avviciniamo quasi da poterle toccare, ma siamo ben consci che sono animali selvaggi e quindi stiamo attenti.Scopriamo poi in una pozza alcuni ippopotami che fanno il bagno. Sopra di noi invece volteggiano grossi avvoltoi.

(La terza parte del racconto)

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