topkapi museum
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Il viaggio era stato deciso tenendo conto di 2 fattori: costi e vicinanza. Il primo perché per arrivare all’estate 2004 dovevamo stringere la cinghia, il secondo per motivi legati al lavoro e quindi al tempo.

Quindi perché non fare un bel viaggio in Turchia? Volevamo fare mare, un bel mare, andare alla scoperta di antichi templi e conoscere una cultura nuova. La Turchia era la nostra meta perfetta.

Tuttavia man mano che passavano i mesi antecedenti alla partenza ci siamo accorti che verso questo paese del mediterraneo (in realtà non molto diverso dal nostro sud) vi era una titubanza e un ignoranza ancestrale. Come quando abbiamo visitato il Viet-Nam la risposta a quanti parlavamo di Turchia era “Non è un paese sicuro. C’è vicino la Guerra…”

Effettivamente la Turchia confina con l’Iraq ma è come dire che l’india confina con il Pakistan… Dipende dove si va. E poi la sicurezza al giorno d’oggi esiste veramente? Francamente non lo penso. Esiste un posto sicuro in occidente o in oriente? Milano è più sicura di Roma, di Istanbul di Madrid, di Londra, di New York? Ne siete sicuri? Si fa quello che si riesce a fare e poi allora dovrei stare chiuso in casa, ma se poi entrano i ladri o viene un terremoto o una tromba d’aria o un fulmine?(e vi assicuro che può venire, l’ho provato).

Quindi ignorando allarmismi e avvertimenti più o meno sentiti abbiamo scelto. E si è rivelata una scelta ottima.

Partenza da Malpensa con volo di linea Czek Airlines il 14 Agosto, scalo a Praga per due ore con annessa visita all’aeroporto ancora in fase di finitura (c’è anche un ristorante giapponese ed un casinò all’interno) e poi volo fino a Istanbul con arrivo la sera.

Di notte Istanbul cambia veramente volto, ma l’avremmo scoperto solo l’ultima notte…Un infinità di luci che si riflettono sulle acque del Mar di Marmara come pietre preziose.

Atterrati preso un pulmino con relativa pelata, come poi avremmo scoperto, l’albergo prenotato dall’Italia ci aspettava vicino alla zona di Sultanammhet, il cuore dell’antica Istanbul, dove vi sono i musei, i bazar, i monumenti e le moschee.

Devo ammettere che tra le luci dei ristoranti, i locali notturni i bar e i supermercati la vita è sempre molto attiva e travolgente. Gli imbonitori turchi cercano sempre di fare il loro lavoro e di proporti il loro locale a volte persino trascinandoti all’interno, amichevolmente ma determinatamente.

La prima scoperta positiva è stata che i prezzi sono nettamente più bassi rispetto a noi ma di parecchio. L’unica precauzione è di cercare i supermercati con i prezzi esposti. Infatti la prima sera due bottiglia di acqua le ho pagare 1,50 Euro, il giorno dopo 70 Cent e poi ancora 4 per 70… Quindi prima sempre chiedere e trattare il prezzo o almeno farsi mostrare la lista. Se il prezzo non è esposto bisogna trattare o informarsi prima. Fate Attenzione poi ai milioni di lire turche che utilizzarete per comperare. E’ molto facile sbagliarsi o frasi “fregare”. Evitate poi i taxi non uficiali e senza tassametro.

Per quanto riguarda il cibo è ottimo anche se si mangia molto kebab, diverso dal nostro, sia di agnello che di montone, poi arrosti, spiedini, insalate gigantesche, frutta…

Insomma non siete sulla Luna, Istanbul è come una qualsiasi metropoli occidentale: traffico, gente, locali e tanto, tanto rumore. Infatti è questo quello che mi ha colpito di più. Una sera sono salito sul tetto dell’albergo in attesa del tramonto e osservando il mare e la città si sentiva questo continuo rumore di fondo, quasi la città fosse viva.

La cosa che colpisce di più sono i minareti della moschee che spuntano dai quartieri e dai palazzoni. E che sono illuminato la notte.

Di cose da vedere a Istanbul ve ne sono tantissime, due giorni sono pochissimi quindi o ci state di più oppure dovete tornarvi ma non è sicuramente un problema, lo si può fare anche durante un week-end.

Prima meta il quartiere di Sultan Ahmet dove vi sono La Mosche Blu, Santa Sofia , il Tokapi, le cisterne le antiche e tipiche case di legno i bazar e una miriade di moschee più piccole ma comunque stupende.

Per muoversi in città d’obbligo i mezzi pubblici: il tram è stato appena rinnovato ed è bello pulito e veloce. Il metro raggiunge anche l’aeroporto quindi sono più organizzati di noi…

Con il tram che avvisa delle fermate in turco e inglese si arriva di fronte alla Mosche Blu. Dopo una breve coda ci si toglie le scarpe che si infilano in n sacchetto di plastica fornito all’ingresso e si entra. Come sapete le moschee non hanno immagini al contrario delle chiese, dei templi indù o buddisti, ma quello che stupisce sono le dimensioni, l’enorme spazio vuoto, le ceramiche e le maioliche che coprono tutto, le luci tremolati dei candelabri, i tappeti colorati e la luce che filtra dalle vetrate multicolori. La Mosche Blu prende il suo nome perché all’interno il blu è il colore dominante. Uno spettacolo suggestivo. Vicino alla mosche Blu vi è Santa Sophia ex-chiesa, ex-moschea, ora museo.

Santa Sophia è enorme e se anche all’interno vi è poco colpiscono sono i pavimenti letteralmente consumati e i mosaici del soffitto tutti dorati. Quando è stata finita, sotto l’Impero Bizantino, doveva essere così bella che toglieva il fiato. La luce diffusa questa volta è sul giallo. Si può salire anche al pino superiore ed ammirare il lavoro certosino delle colonne e dei mosaici che raffigurano Maria e l’Arcangelo e molti santi. C’è da dire poi che sotto l’intonaco bianco vi sono ancora moltissimi mosaici coperti quando l’onda dell’Islam sommerse Costantinopoli.

A questo proposito una nota è vero i Turchi sono di religione musulmana ma comunque laici, quindi le stesse ragazze possono camminare per la città o con il foulard sui capelli o senza. Non vi sono limitazioni. Inoltre si può bere una birra tranquillamente in molti locali, mentre altri hanno scelto di non servirla. Quindi libertà nel rispetto delle tradizioni di ognuno. Prima di uscire è d’obbligo uno stop alla “colonna della fertilità” dove si infila il pollice e bisogna fare un giro di 80 gradi alla mano e poi esprimere desiderio per avere un bambino.

A Santa Sophia l’unico neo è il costo del biglietto d’ingresso veramente caro come in tutti i musei e i siti archeologici e naturali della Turchia.

Una altra meta da non perdere nelle vicinanze sono la antiche cisterne. Situate proprio di fronte alla piazza che collega la Mosche Blu a Santa Sophia.

Qui si scende in un mondo sotterraneo fatto di colonne, acqua e luci. Si passeggia su passerelle sopra l’acqua dove nuotano placidamente grassottelle carpe. Anche qui vi è una colonna dove infilare una mano ed esprimere un desiderio. Lo spettacolo della luci e dei riflessi è veramente incredibile e bellissimo.

Il Topkapi

Per visitare il palazzo del Topkapi bisogna mettere in conto una mattinata intera. Tra le stupende sale, i giardini, il museo del tesoro, l’harem, le stanze che custodiscono le reliquie del profeta Maometto o il bastone di Mosè c’è da perdere molte ore. Inoltre una volta arrivati al limite del palazzo si gode una stupenda vista sullo stretto del Bosforo.

Pagato il caro biglietto di entra e si comincia il giro. Naturalmente quello che più vi colpirà è il tesoro o meglio i pezzi che compongono il tesoro dei sultani. Pietre preziose così grandi da far restare senza fiato. Diamanti enormi, smeraldi, rubini e zaffiri grossi come uova o chicchi d’uva e poi i troni, tutti tempestati di pietre preziose e d’oro. Belli da vedere ma un po’ scomodi per dormire…

Molto bello anche il padiglione dove vengono custoditi gli abiti dei sultani. E poi le finiture delle sale. Quindi una tappa da non perdere.

Quando uscirete dal palazzo del Topkapi vi sono ancora due cose da non perdere li vicino: il quartiere delle vecchie case, tutte in legno, coperte di fiori delle bouganville (Soguk Cesme Sok) e le fontane che in realtà sono state lasciate un po’ in disparte e che potrebbero essere tenute meglio.

I bazar e lo stretto

Da non perdere assolutamente un giro nei Bazar di Istanbul; ricordate che sono chiusi la domenica. Quello più piccolo è il Bazar Egiziano dove si trovano tutte le spezie , il caviale, i tabacchi e i generi alimentari che uno vuole. Qui i prezzi sono più bassi rispetto al Gran Bazar ma bisogna sempre contrattare. Potrete fare scorte di zenzero, ennè, pepe e dolciumi tipici. Se avete intenzione di fare un tour ricordate che i prodotti che trovate qui difficilmente li ritroverete nel resto del paese. A parte quelli più turistici e a volte orrendi (lampade raffiguranti i camini della Cappadocia di un colore cosi rosa da risultare degli incubi). Quindi se una cosa vi piace fateci un pensierino.

Tuttavia consigliamo anche un giro in liberta per la zona “vecchia”. Da vedere la moschea Yemi Cami vicino al Bazar Egiziano. Anche l’Acquedotto di Valente merita una visita, anche se non si può salire sopra. Moltissimi poi i musei c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma quello da non perdere è proprio il Topkapi.

Istanbul offre molteplici possibilità di escursione e divertimento; da vedere la Torre Galata e provare una gita in battello sul Bosforo alla scoperta delle antiche dimore ottomane. Da non perdere un giro presso i numerosi centri commerciali nel nuovo quartiere, per un’occasione da shopping veramente eccezionale, ma questo lo faremo un’altra volta…

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