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Cuba non si dimentica. Sono stato in questa terra per la terza volta e l’ho trovata ogni volta diversa.
Il sole sempre caldo e splendente, il mare sempre azzurro e cristallino, il suo popolo sempre cado e disponibile con i forestieri. questa volta abbiamo visitato il sud dell’isola caraibica, un sud prevalentemente agricolo, dove la popolazione ha il colore della pelle nero come la notte e il sorriso bianco come la neve.
Abbiamo visitato Santiago de Cuba dopo un viaggio di alcune centinaia di chilometri lungo strade tortuose e strette.
Attraversando paesini che non esistevano quasi sulla carta, tagliando per pianure disseminate di canna da zucchero. Incontrando non di rado fabbriche dove si distillava il rum, con i loro lavoratori e i vicini condomini popolari in stile sovietico. Questa volta abbiamo preferito una vacanza rilassante, tutto compreso.
La nostra base il è stata il villaggio Villa Covarrubias, una moderna struttura sulla costa settentrionale, bagnata dal mar dei carabi. Animazione Going one.
Posto molto bello, con tre soli nei: l’isolamento, le zanzare e il mare.
L’isolamento: isolato dal resto del mondo vuol dire completamente.
I villaggi più vicini si trovano ad un’ora di automobile, con strada non asfaltata e non sempre agevole, soprattutto dopo le piogge. Se amate la cultura cubana e volete viverla non è esattamente il posto giusto. Certo un taxi od un pulmino possono sempre passare ma comunque la strada da fare è sempre molta. Qui per fare cento chilometri stimate il triplo del tempo per la stessa distanza in Italia.
Le zanzare: complice una stagione delle piogge torrenziale, erano veramente affamate. Attaccavano al tramonto o all’alba, senza fare distinzioni di gusti o colori: tutti erano pappabili. Sciami di insetti voraci inseguivano i turisti che consumavano litri di Autan od altri insettifughi. Nulla potevano le autorità del luogo che con affumicatori cercavano di limitare una battaglia già persa.
Le zanzare beccavano anche attraverso i vestiti di cotone leggero. I tenaci insetti erano veramente affamati: inseguivano le persone persino in riva al mare, sul bagnasciuga, luogo mortale per questi insetti. Ci hanno comunque assicurato che era un fenomeno straordinario e comunque limitato a fine maggio.
La posizione del Covarrubias inoltre non aiutava la lotta alle zanzare: il villaggio è circondato da una zona acquitrinosa.
Il mare: splendido in alcuni momenti, quando la marea saliva, un po’ meno quando scendeva. Il susseguirsi della mare che entrava nella palude posta alle spalle del villaggio scandiva questo altalenate binomio. Certo è che quando la marea defluiva il colore cobalto passava a verdone…
Fortunatamente l’acqua era sempre cristallina, cambiava solo tonalità.

La struttura

E’ un villaggio per chi non ama spostarsi, con discoteca, bar, ristoranti, nonché piscina e una lunga e bella spiaggia. Molti gli sport che si possono fare: dalle immersioni alla canoa, al tiro con l’arco, all’acqua gymn, al biliardo, al beach volley. Buono il ristorante, cuoco italiano, ma forse mancano completamente i riferimenti ad alcuni piatti locali tipici. Insomma servirebbero più ricette cubane, se volevo mangiare italiano stavo a casa. Bella e pittoresca la discoteca, situata decentrata rispetto al villaggio. Qui si balla dalle 23. La struttura è molto carina,disposta su delle palafitte e si raggiunge attraverso un ponte di legno. Si beve al bar, si suda e si chiacchiera. Unico neo la musica che è sempre la stessa: una sera ok, due anche, ma poi…

La compagnia

Inutile dire che lo staff Going-one cercava in ogni modo di coinvolgere i vacanzieri, anche stressandoli un po’ troppo.Ho già parlato dell’animazione Going in riferimento al Mar Rosso, ribadisco ancora una volta che dovrebbe essere un po’ meno pressante. In fondo se si viene ai carabi si desidera rilassarsi al sole e godersi il mare. Sicuramente visti da un’angolazione professionale i ragazzi dello staff italiano erano molto bravi. Un po’ assenti invece i cubani. Inoltre la vita da villaggio aiuta le conoscenze tra i turisti: si formano compagnie, che si divertono,scherzano, giocano. Molte volte gli stessi ragazzi dell’animazione faticano non poco per convincere i turisti a giocare, ma ogni tanto un pochino di calma e relax non guasterebbe…

Le tariffe delle gite

Molte sono le gite che si possono organizzare dall’agenzia Cubatur disponibili al Covarrubias, qui trovate i prezzi indicativi e i nostri consigli sui luoghi da non perdere.
· Martedì- Visita all’acquario di Baya Naranjo con delfini, foche e leoni marini. Visita ad una riproduzione di un villaggio Taino. Costo 78 dollari
· Mercoledì- Santa Lucia. Visita all’isola delle iguane, pranzo con aragosta in una spiaggia solitaria, visita al paese con possibilità di comperare souvenir. Giornata tutta dedicata all’acqua e al sole. Costo 60 dollari- Da fare, ma ricordatevi la crema protettiva.
· Giovedì- Santiago de Cuba. Visita a questa magnifica città, alla fortezza del Morro e ai vari mercatini. Partenza alle 5 e 30. Costo 90 dollari-Bella ma caruccia!
· Venerdi- Habana. Possibilità di raggiungere la capitale dell’isola in aereo. Partenza alle 5 e 30.Costo 195 dollari. Consiglio: l’Habana lasciatela per il vostro prossimo viaggio a Cuba, è da gustare in completo relax e senza fretta. Solo passeggiando tranquillamente per le sue strade sarete permeati dalla sua anima.
· Sabato- Fiesta Cubana- Serata al di fuori del villaggio con cena tipica e ballo in discoteca a Las Tunas. Costo 55 dollari. A nostro parere un po’ cara.
· Jeep safari- Escursione possibile tutti i giorni, partenza alle 8 e 30.Visita sul litorale e poi al villaggio di pescatori. Costo 50 dollari.
· Immersioni-Costano 30 dollari l’una, due al giorno 59, mentre 10 costano 255.

Come potete vedere i prezzi delle gite non sono proprio economici viso la condizione del nostro cambio monetario. Ricordatevi che potete comunque noleggiare una macchina e con un po’ di fortuna e tanto buon senso dell’orientamento potete godervi delle gite fai da voi più economiche. Magari vi consigliamo di mettervi in 3 o 4 per abbattere i costi. Il noleggio dell’auto viene circa 90 dollari al giorno.

La seconda parte del racconto

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