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La terza parte parte del racconto

Il tempio di Philae

Quinto giorno Kom Ombo, Edfu ed Esna

La crociera prosegue tutta la notte, ed il motore fa un baccano assordante. La stanchezza però è tantissima e quasi non lo si sente. Al mattino dopo colazione si attracca a Kom Ombo. Purtroppo la giornata è grigia. Qui si visita il tempio di Sobek e di Haroeris e poi si riparte in battello. Finalmente ci si può dedicate al relax, ci si siede in coperta, si prende il sole che nel frattempo è rispuntato e si gode il panorama. Consiglio per chi viaggia in estate. Crema protettiva ad alto fattore e cappello.

L’ingresso dei Templi di Luxor

La nave quindi si ferma a Edfu dove chi vuole scende e fa un giro in carrozza spendendo pochissimo, chi vuole se ne sta a riposo. L’occhio vede il verde e l’ocra del deserto, un’insieme stranissimo. Il battello poi riprende placidamente il fiume con approdo a Esna, dove vi è una grande diga e dove bisogna attendere il passaggio di tutti i battelli. Ad Esna siamo scesi a terra ed abbiamo fatto una breve passeggiata. In un primo momento seguiti da un uomo della sicurezza armato di mitragliatore. La cosa è comunque inusuale per noi italiani in vacanza e ci ha reso un po’ nervosi.
Dopo qualche centinaio di metri il militare ci ha abbandonato e quindi siamo andati alla scoperta del paese. Esna è ancora una vecchia cittadina dalle tradizioni arabe. Le strade sono poco frequentate dai veicoli, mentre sono numerosi i carri trainati dagli asinelli. Il centro del paese è un labirinto di vicoli, non sempre illuminati e sommersi dalle bancarelle. In questo caso si tratta di un mercato della frutta. Le strade non sono asfaltate e quindi irregolari. Al nostro passaggio molti gli sguardi curiosi, ci sentiamo leggermente osservati, forse perché indossiamo la kefiha o forse perché nel gruppo abbiamo tre belle ragazze di cui due bionde. Molti quindi gli sguardi e i sorrisi. Ad un tratto una donna con il chador, il velo nero, si avvicina e ci da la mano, sfoderando un sorriso a 32 denti, di cui 5 o 6 d’oro. E’ una strana esperienza, con i bambini che sorridono e ci girano attorno. Gli uomini ci guardano e anche loro sorridono. Chissà se è merito del copricapo arabo… . Ritorniamo con il buio a bordo e ci prepariamo per fare una bella serata in discoteca. Eh si questa sera si balla aspettando di superare la chiusa di Esna. Poco dopo mezzanotte la M/S Nile Splendor la attraversa e si dirige verso Luxor. Siamo quasi alla fine del viaggio.

Sesto giorno Karnak e Amon-Ra

Il Tempio di Karnak
Particolare delle colonne di Luxor

Arriviamo durante la notte Luxor. Anche oggi abbiamo una marea di cose da visitare. Si comincia con il tempio di Karnak. La costruzione è veramente enorme e spettacolare, ma quali sono le costruzioni che in Egitto non si adattano a questi aggettivi? Tutti. Qui obelischi, sfingi , colonne e statue si innalzano verso il cielo in tutta la loro grandezza, raggiungendo anche i 20 metri. Per visitare il tempio ci vuole tutta la mattinata. Anche qui prima di entrare bisogna passare per vari metal-detector. La sera tutta l’area è illuminata don luci dai mille colori che esaltano i geroglifici scolpiti sulla pietra. Moltissimi i turisti che ogni giorno lo visitano. Al di fuori del tempio vi è una grande piazza con negozietti e chioschi dove comperare rullini fotografici. Attenzione hanno prezzi da brivido. Il tempio è distante tre chilometri dall’altro tempio famoso, quello di Amon-Ra, costruito in 700 anni. I due tempi una volta erano uniti dal viale delle sfingi. Ora invece la città avvolge tutto. Anche qui il tempo per vedere la struttura bisogna prenderselo. Bellissime le colonne e il colpo d’occhio sulla struttura dall’entrata. Visti i tempi di Luxor tutto vi sembrerà piccolino. Forse è per questo che la tappa viene lasciata per ultima nei viaggi organizzati.Dopo la visita ai templi della zona bisogna assolutamente fare un giro per le vie del centro.La cittadina di Luxor è molto sviluppata, moltissimi i negozi orafi. Questo è il posto giusto per comperare i cartigli con il proprio nome in geroglifico o gli scarabei. Bellissimi anche gli anelli, gli orecchini e tutti i lavori a mano in oro e argento. Molti anche i locali notturni, i ristoranti. Il mercato invece è più piccolo di quelli visti precedentemente è molto più turistico. Qui trovate i souvenir tipici che si compra il turista con annesso prezzo “turistico”. La sera è invece dedicata ad uno spettacolo di danza del ventre con bellezze locali.

Ultimo giorno la Valle dei Re, delle Regine ed il tempio di Hatshepsut

Panorama del Tempio della Regina Hatshepsut
La Valle dei Re

Siamo in fase di partenza. Le valige sono pronte anche se ci aspetta un’altra fatica: la Valle dei Re, delle Regine ed il Tempio di Hatshepsut. La valle dei Re si raggiunge in pullman la mattina presto. Qui il sole picchia subito e fa alzare la temperatura. All’interno della valle vi sono le tombe dei faraoni del Nuovo Regno. Qui è stata scoperta la tomba di Tutankhamon, il cui tesoro è al museo del Cairo, mentre la mummia è ancora conservata qui. Per entrare alla valle, tra un forte dispiegamento di polizia, si prende un trenino. Fatti 50 metri si scende e poi si paga il biglietto. Le tombe da visitare sono molte, circa sedici. Vengono aperte a turno, per evitare che si rovinino troppo. Meritano una visita quella di Ramsess I, quella di Tuthmosi III, la tomba di Ramesse III e naturalmente quella di Tutankhamon, che però ha bisogno del pagamento di un altro biglietto speciale di circa trenta mila lire. All’interno delle tombe l’aria è viziata e molto calda, vi consigliamo di portarvi dell’acqua da bere per reidratarvi. Inolte le visite sono sconsigliate a chi soffre di claustrofobia. L’angusto spazio, l’aria pesante e i turisti non facilitano certo la respirazione.

Il Tempio della Regina Hatshepsut (la scalinata d’ingresso)

La Valle delle Regine è altrettanto maestosa, qui vi sono 80 tombe. Tra le più belle quella di Nefertari, veramente molto ben conservata. Anche qui bisogna pagare un biglietto a parte e non si possono portare le macchine fotografiche.
Lascia invece senza parole per la sua bellezza il Tempio della Regina Hatshepsut, all’interno di un anfiteatro naturale Deir el-Bahari. Qui vi fu l’attentato famoso che costò la vita a numerosi turisti e che mise in crisi l’economia del paese.
Descrivere la costruzione è praticamente impossibile talmente è bella e famosa. Si rimane estasiati dal panorama. Anche qui il sole batte senza sosta ed è facile prendersi un’insolazione. Vicino al tempio si possono vedere come veniva lavorata la pietra con artigiani che la tagliano e la levigano a mano. Sono li apposta per i turisti. Se volete scattargli delle fotografie sappiate che poi li dovete pagare. Nelle vicinanze vi sono ancora scavi per portare alla luce un altro tempio quello di Mentuhotep. Sempre della zona colpiscono le case dei residenti. Gli abitanti della zona hanno l’usanza di dipingere le facciate delle case disegnando la loro visita alla Mecca. E’ uno spettacolo veramente pittoresco.

L’ingresso di una tomba nella Valle dei Re

La visita termina con una sosta ai colossi Memnon, due statue monolitiche alte 15 metri che raffigurano il faraone Amenofi III.
Infine si raggiunge il battello, si pranza e si aspetta il momento della partenza. E’ la fase più triste del viaggio, infatti si devono salutare gli amici conosciuti in vacanza. Molti tornano a casa, altri si godranno una settimana di sole sulle spiagge di Sharm el-Sheikh o di Hurghada. Partiamo dall’aeroporto di Luxor, struttura sottodimensionata e veramente vecchia. In attesa d’imbarcarci rimaniamo in “parcheggio” in un ambiente piccolo, squallido e triste. Qui il turista sa cosa vuol dire “come in una scatola di sardine”. Due ore di attesa e poi il rientro a Bergamo. Resta da dire che un viaggio in Egitto è un’esperienza indimenticabile e divertente che bisogna assolutamente fare nella vita.

Consigli per affrontare un viaggio a cuor leggero (ovvero non prendete paura è l’Egitto)

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