Sharm spiaggia

Sharm El Sheikh: il Mar Rosso e la Montagna Sacra

Mappa Sinai
La mappa del sud della penisola del Sinai.
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Avevo sempre pensato: “Se vado in Egitto non posso perdermi le piramidi, non capisco quelle persone che vanno in Mar Rosso e non visitano l’Egitto antico…”. Mi sono dovuto ricredere scoprendo un paese dai mille volti, dalle antiche tradizioni, molto grande e che normalmente necessita di almeno due settimane per essere visitato.

Monte Sinai
Lungo la via del ritorno dal Monte Sinai (Il Cammino di Mosè)

Sharm El Sheikh è insieme ad Hurgada una “colonia italiana”. Qui si parla italiano tranquillamente con la gente del posto, ma anzi non solo italiano, ma anche romano, napoletano, milanese, veneziano. Le mance sono accettate anche le lire, e si fa fatica a mangiare egiziano. Infatti all’interno delle strutture alberghiere si mangia prevalentemente pasta, lasagne, pesce e carne, una tipica cucina italo-mediterranea, con risultati veramente ottimi. Se andate in Egitto non dimagrirete di certo, anzi …

Egitto: terra di leggende e misteri, tesori e maledizioni, di deserto e mare, terra di mille contraddizioni. Questo è un diario su come passare una settimana in Mar Rosso, presso la stazione balneare di Sharm El Sheikh.

Partenza all’alba

L’alba dalla Montagna Sacra.

Non ho mai capito perché quando voli su un charter devi sempre arrivare in aeroporto 3 ore prima. Ok, ci sono da sistemare biglietto e bagagli, ma poi aspetti solo l’imbarco e pensi alle ore di sonno andate perdute. Partiamo dall’aeroporto di Verona, il Valerio Catullo. L’aeroporto è stato rinnovato da poco ed è pulito e accogliente peccato che fino alle 6 di mattina non vi sia nemmeno un bar aperto, nulla, né un giornalaio, né un piccolo supermercato, nemmeno uno straccio di distributore automatico di bevande o cibo. Questo purtroppo è l’unico punto a sfavore per lo scalo Veronese. Quando poi apre il bar vi è l’assalto dei viaggiatori che da ben 2 ore attendevano di fare colazione. 

Il volo

Traffico anche in mare.

Si parte in orario. L’aeromobile appartiene alla compagnia sarda “Volare”, sono aerei nuovi, ben tenuti, comodi. A bordo si fa colazione e si è coccolati. Dopo quattro ore circa si arriva in vista dell’aeroporto di Sharm. Dall’alto la distesa del deserto del Sinai e il contrasto con il turchese del Mar Rosso è veramente incredibile. Quando si mette piede a terra ci si accorge di essere nel deserto: il vento caldo e secco ti da il benvenuto e il riverbero giallo-ocra della sabbia acceca la vista. Dopo aver sbrigato le formalità doganali (in aereo avrete compilato un cartoncino con i vostri dati) ed aver appiccicato sul passaporto i bollini del visto d’entrata, si aspettano le valigie. Ricordatevi che quando qualcuno vi porta il bagaglio è buon costume elargire la mancia. Non occorrono grandi quantità di denaro, bastano mille lire, fate quindi buona scorta in Italia.

L’albergo e l’accoglienza Going One.

Il tramonto nel deserto.

Usciti dall’aeroporto gli animatori del vostro Tour Operator v’indirizzano verso il pullman che porta all’albergo.Intanto guardie in tuta mimetica nera vigilano sulla zona. Dopo i tragici fatti di qualche anno fa le cose sono cambiate. L’Egitto vive non solo di Nilo ma anche di turisti. Durante il tragitto vengono distribuite le camere e si da un’occhiata al panorama. Da un lato il deserto e le montagne, dall’altro gli alberghi e il mare. Non si può fare a meno di notare che molte costruzioni sono incomplete. Probabilmente l’onda dell’espansione turistica si è già attenuata. All’arrivo in albergo al Coral Reff si prende possesso delle camere e dopo una doccia rapida si scende in piscina. Abituato come sono ad arrangiarmi, ho cercato di trovare subito la strada per il mare. L’albergo non ha una spiaggia comunicante direttamente alla costruzione.

La struttura del Coral Reff è abbastanza nuova, e l’azzurro Mar Rosso si vede dalle camere. Oltre al teatro vi è la tenda beduina, dove fumare il tabacco alla mela e bere the alla menta, il centro diving dove programmare le immersioni due piscine, una molto grande con il bar in centro e una più tranquilla, il tutto immerso in un bel giardino. Le camere sono pulite e con televisore e frigo. Il bagno possiede doccia e vasca e gli specchi sono ampi. Vicino alla piscina c’è il padiglione ristorante e la cucina, come ho poi scoperto, è gustosa e varia, con un buffet a scelta. L’unico problema è l’aria condizionata che può causare disturbi gastrointestinali a causa del “colpo di freddo”.

L’abitante del deserto.

La spiaggia distante 700 metri dall’albergo si raggiunge a bordo di un trenino, un trattore “vestito” da locomotiva. Sconsiglio vivamente di tentare di raggiungerla a piedi, non esiste per ora marciapiedi e gli autisti egiziani sono notoriamente pericolosi. Sulla spiaggia vi sono ombrelloni e sdraio con materassini. Gli asciugamani si chiedono in albergo, inoltre per gli ospiti del Corall Reff che hanno scelto la formula all-inclusive è tutto gratis al bar. La spiaggia è arroccata e per scendere in acqua vi è una scala e un piccolo molo. Ci si tuffa poi nelle azzurre e fresche acque. Con una maschera ed un paio di pinne ci si lancia alla scoperta delle forme di vita della barriera corallina (il reef). Il Mar Rosso è un paradiso non solo per i sub esperti ma per chiunque non ha paura di indossare maschera e pinne. La sua bellezza lascia senza fiato.

Gli animatori cercano in tutti i modi di coinvolgere il pubblico con giochi sulla spiaggia e a bordo piscina. Devo ammettere che a volte il turista vorrebbe stare tranquillo ma la cosa non sempre è possibile. Un plauso va comunque ai ragazzi dell’animazione della Going One, sempre attivi e simpatici, ma dove la trovano tutta quell’energia?

(La Seconda parte del Racconto)

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