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L’Armenia è un paese antichissimo, ricco di storia e cultura, ma oggi ancora da scoprire in quanto solo da pochi anni è stato aperto al turismo.

Gli armeni sono un popolo orgoglioso delle proprie origini e della propria storia. Chiamano se stessi hajer ed il loro paese Hajastan.

Il nome originario del paese era Hajq, divenuto più tardi Hajastan, traducibile come “la terra di Haik” (secondo la leggenda, Haik era un discendente di Noè).

Il termine “Armenia” fu coniato poi dai popoli confinanti, deriva dal nome della più potente tribù presente nel territorio (gli armeni, appunto) e deriva da Armenak, un grande condottiero discendente di Haik.

L’Armenia non solo è un paese dai paesaggi di suggestiva bellezza, si susseguono canyon e scoscese vallate ad ampi altopiani, terreni aridi e brulli si alternano a foreste rigogliose, ma anche una Terra custode di grandi tesori religiosi, punto di transito, in antichità, per carovane e viaggiatori.

Decine di chiese cristiane, sono celate tra le vallate ed i boschi del territorio, oppure si ergono solitarie su rocce o promontori quasi inaccessibili al visitatore.

La religione e le testimonianze architettoniche di queste chiese furono un punto fondamentale nello sviluppo della cultura e dell’arte armena.

Vi si trovano santuari, biblioteche e cimiteri con gli splendidi e caratteristici Khachkar,croci ricamate nella pietra ad intrecci fantasiosi e sempre diversi.

L’Armenia costituisce un pietra miliare nella storia del cristianesimo. L’origine della chiesa armena risale al periodo dell’evangelizzazione apostolica, gli armeni furono infatti il primo popolo a convertirsi al Cristianesimo, quando, nel 301 il re Tiridate III  proclamò il cristianesimo religione ufficiale del suo popolo.

La conversione del re fu favorita da un membro della sua stessa famiglia reale: Gregorio Loosavorich (detto l’Illuminatore).

Nel 303 Gregorio, subito dopo essere stato ordinato vescovo, fondò Etchmiadzin, ancora oggi sede del catholicos (il principale capo della chiesa armena).

In tutto il paese le numerose chiese e monasteri fortificati, spesso risalenti a più di mille anni fa, dopo aver resistito a molteplici invasioni, costituiscono ora una testimonianza del profondo attaccamento del popolo armeno alla fede cristiana. La loro sagoma, legandosi al paesaggio circostante, plasma un’insieme di rara bellezza, per citarne alcuni: il monastero di Geghard, la più antica delle chiese rupestri, così chiamato dal nome della lancia che ha trafitto il corpo di Cristo, il monastero di Khor Virap, famoso luogo di pellegrinaggio che si trova ai piedi del monte biblico Ararat, il complesso religioso di Noravank considerato un capolavoro dell’architettura medievale armena, sia per le soluzioni architettoniche, sia per la sua posizione suggestiva a ridosso di una parete rocciosa color rosa-mattone, il monastero di Tatev nel sud del paese, o la bellissima chiesa di Hayravank situata su un promontorio dal quale si gode di una straordinaria vista del lago Sevan…

Il turista che si reca in Armenia, ha la sensazione di sentirsi “ospite”, gli armeni sono cordiali ed accoglienti.

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Camminando tra le affollate strade di Erevan, la capitale, si percepisce questo calore questa ospitalità soprattutto tra le pittoresche vie del centro, in Piazza della Repubblica o nei pressi dell’Operà, intorno alla quale è tutto un susseguirsi di parchi e laghetti circondati da piccoli bar all’aperto, seduti ai quali, gli abitanti amano quietamente trascorrere le loro serate, fino a tarda notte, in compagnia di famigliari e di amici, spesso degustando il loro famoso cognac o del buon vino armeno dal gusto tipico e intenso.

Eliseo Bertolasi

-Antropologo-

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