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Voyager & Traveller sempre attenta ai problemi dei viaggiatori, ha deciso di affrontare il problema dei souvenir vietati: ovvero tutti quegli oggetti/ animali/piante che il buon senso consiglia di lasciare sul posto ma che invece i viaggiatori, offuscati dalla febbre del ricordino, a volte si portano in valigia. Diciamolo davvero: a chi non è mai capitato di essere tentato da qualche venditore ambulante che offre una conchiglia, un guscio di tartaruga, una pianta, un reperto storico.

Oggetti di dubbio gusto come per esempio una zampetta di canguro come porta chiavi, o un rospo trasformato in portamonete, o una testa di coccodrillo da appendere, una zuppa di tartaruga o una zanna di elefante o addirittura i semi di una rara orchidea… O grandi conchiglie che diventano soprammobili o sabbia in bottiglia che finisce in qualche collezione impolverata e che viene poi dimenticata in qualche armadio.

Questi sono solo alcuni dei molteplici oggetti che vengono offerti alla “caccia del turista”.

Per non parlare poi di animali vivi importati illegalmente: iguana lasciati in valigia, uccelli, topolini e altri simpatici animaletti (serpenti, ragni e scorpioni).

Vi racconto una storia: nel mio ultimo viaggio ero in Australia, e più precisamente nel cuore del continente rosso. Ai piedi dell’Ururu la montagna sacra per gli aborigeni, esiste un museo dedicato alla loro cultura.

Tra i vari oggetti esposti esiste un angolo dove sono ammucchiate un grosso numero di rocce. Quelle sono pietre raccolte da turisti cha poi, presi da rimorso, le hanno rispedite al centro da ogni parte del mondo. Naturalmente con le scuse scritte… Per quanto riguarda i souvenir vietati le cose non sono così semplici: un animale tropicale lasciato in libertà il più delle volte muore o di freddo o di fame. Le parti inoltre oltre a minacciare l’esistenza di specie protette alla fine vengono dimenticate in un cassetto.

La nuova normativa europea ha stabilito quali specie sono protette e ne è vietata l’importazione (anche di singole parti). Per i viaggiatori più “distratti” ecco un elenco generale e pratico da tenere valido:

  • Appendice I –vietate-
        • tutte le scimmie antropomorfe (Oranghi, Scimpanzé e Gorilla), i lemuri, il panda, alcune scimmie sudamericane, i mammiferi marini, il lupo indiano, alcuni orsi, le lontre, i giaguari, le tigri, i leopardi, l’ocelot, gli elefanti, qualche zebra, i rinoceronti, la vigogna, alcuni cervi, le volpi volanti, lo struzzo nordafricano, alcune specie di fenicotteri, i rapaci diurni e notturni, molte specie di pappagalli (soprattutto le Are e le Amazzoni), le tartarughe marine, alcune testuggini di terra, alcune specie di alligatori e coccodrilli, alcuni varani asiatici, le salamandre giganti, il pitone indiano, la vipera degli Orsini, lo storione comune certe conchiglie, alcune farfalle (Papilionidi), le orchidee e i cactus selvatici, alcune specie di aloe.

Appendici II – III -commercio previsto se non minacciate-

 

tutte le specie, che non risultino iscritte all’Appendice I, di scimmie, lupi, orsi, lontre, felini, zebre, pecari, ippopotami, guanachi, alcune specie di cervi e antilopi, nandù, fenicotteri, gru, pappagalli, buceri, tucani, colibrì, tartarughe di terra, alligatori, caimani, coccodrilli, gechi, camaleonti, iguane, coccodrilli, tegu, elodermi, varani, boidi, cobra, salamandre, storioni, farfalle della specie ornitottere, sanguisughe, conchiglie tridacne, coralli madreporari a forma complessa, alcune palme, cactus, felci arboree, cicas, euforbie, aloe, orchidee, ciclamini.

http://www.corpoforestale.it/cites/archivio/normativa/Reg2724.pdf

Le testuggini europee sono protette in base al CITES (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione).
Il CITES è nato nel 1973 per salvaguardare in tutto il mondo le specie minacciate di estinzione e controllarne lo sfruttamento commerciale che, insieme alla distruzione degli habitat, rappresenta una grave minaccia per la loro sopravvivenza.

Parlando in soldoni oltre ad essere veramente barbaro il nostro souvenir ci potrà costare da 2 a 18 milioni di multa e al sequestro dello stesso.

Non vale la pena poi lasciarli dove stanno? Favorire il commercio di questi animali decreta la loro fine. Quindi la prossima volta che vi offriranno una conchiglia, una pietra, dei denti di squalo o qualsiasi altra parte di un animale pensate da dove arriva… E’ ora di farlo

http://www.corpoforestale.it

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