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Descrivere a parole le emozioni che questa città può suscitare al visitatore è un’impresa difficile, mi affido volentieri a questi versi di una celebre canzone ucraina:
Gioca il mare verde, finisce di brillare il giorno sereno,
Sono diventate care le sponde del Dnepr,
Dove ondeggiano i rami e i sogni degli innamorati.
Come non amarti mia Kiev!

È vero! Per chi è stato a Kiev, come non amare questa magnifica città!
Le lucenti cupole dorate delle sue chiese, il fulcro della sua originalità paesaggistica, sono una vera delizia allo sguardo.
Passeggiare tra le sue vie o tra i suoi boschi in riva al fiume è un’emozione unica, ricca di suoni, colori e suggestioni. E come non dedicare due parole anche alla straordinaria bellezza delle ragazze ucraine, famose per la loro seducente eleganza, il loro fascino

intrigante.

La leggenda racconta che Kiev fu fondata da tre fratelli: Kiy, Shchek e Khoriv e dalla loro sorella Libed’. Il nome della città deriverebbe dal nome del fratello maggiore Kiy. Ai fondatori della città è dedicato un monumento commemorativo posto in riva al fiume; sull’altura alle sue spalle si eleva la gigantesca statua metallica del periodo sovietico consacrata alla “madre patria”.

La storia di Kiev si perde nei secoli. Gli storici tramandano la sua fondazione intorno al V secolo d.C. Tra il IX – XI secolo, divenne la capitale della celebre Kievskaya Rus’ (Rus’ di Kiev), “città madre” non solo dell’Ucraina, ma anche della Russia e della Bielorussia.

L’origine della ricchezza e dell’influenza di Kiev fu certamente dovuta alla sua posizione strategica sul Dnepr, il fiume cardine dell’allora mitica “via dai Variaghi ai Greci” (un sistema di comunicazione e navigazione fluviale utilizzato dai vichinghi per collegare il mar Baltico a Costantinopoli).

Tale posizione, tanto favorevole al suo sviluppo, fu anche una delle cause, nel corso dei secoli, di molte sue sofferenze: Kiev fu invasa e distrutta dai mongoli (1240), devastata da numerosi incendi e assedi, infine, nel secolo scorso, stremata dalla guerra civile, e poi, nella seconda guerra mondiale distrutta durante l’assedio e l’occupazione nazista. Per il suo eroismo di quegli anni venne fregiata col titolo di “Città Eroe” dell’Urss. Ora la moderna città è considerata un “gioiello” dell’Europa orientale.

Kiev è attraversata dal Dnepr, la sua arteria pulsante. In estate le sue spiagge si affollano di bagnanti. Da maggio a settembre è possibile effettuarvi delle mini crociere; nei mesi invernali, quando la sua superficie si trasforma in una spessa lastra di ghiaccio, c’è chi ama attraversarlo in una strana e caratteristica passeggiata invernale.

Il periodo ideale per visitare Kiev è a fine primavera o inizio autunno quando la temperatura è mite e non c’è il turismo di massa tipico dei caldi mesi estivi.
D’inverno il clima è abbastanza rigido, per le nostre abitudini, ma la sua luce fioca con il candore della neve possono dare una suggestiva luminosità ai suoi paesaggi.

Il cuore della città è Piazza Maydan con l’obelisco dell’Indipendenza, vi confluisce Khreshchatyk, un ampio viale alberato (da un lato) arricchito di palazzi ed eleganti negozi, che nei fine settimana si trasforma in una vivace area pedonale.

Gli edifici più belli e rappresentativi della città sono però le sue numerose chiese e cattedrali di stile ortodosso. Le più note: la Cattedrale di Santa Sofia risalente al XI secolo con le sue 13 cupole, magnificamente arricchita al suo interno con mosaici e affreschi, la Cattedrale di San Michele di color celeste, scintillante già da lontano per le sue cupole d’oro, già visibile alzando lo sguardo da Santa Sofia, la Chiesa di Sant’Andrea costruita nel 1754 dal famoso architetto italiano Bartolomeo Rastrelli, che si eleva sulla Via Andriyivsky uzviz, una antica via lastricata che durante il giorno ospita numerose bancarelle di souvenir, prodotti dell’artigianato..

Da non perdere è l’ampio complesso di Pecherska Lavra,  un luogo di grande spiritualità che include diverse cattedrali e chiese, il monastero e le grotte. Situato sulle colline antistanti il fiume, offre al visitatore un panorama incantevole con le sue cupole dorate che indugiano tra gli alberi.

Di Eliseo Bertolasi

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