Un sogno che tutti i viaggiatori almeno una volta hanno accarezzato: quello di aprirsi un’agenzia viaggi…

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Tuttavia tra il sognare ed il fare ci passa non un mare ma un oceano. E in quest’oceano le insidie sono tantissime. Chi si imbarca in quest’impresa non sempre conosce i rischi. Dalle pagine patinate dei cataloghi non sempre appare la verità: guadagno basso, concorrenza spietata, tanto impegno, tanto stress e pochi viaggi.

E mentre il settore sta subendo una rivoluzione, anzi un vero terremoto, è bene fare due conti prima di gettare denari in questa impresa.

Realtà o fantasia

Sfatiamo un mito l’agente di viaggio deve lavorare. Non è vero che viaggia tutto il tempo: quella è un’altra figura del panorama turistico, quella dell’accompagnatore, ed anche questa ha i suoi bei perché e le sue responsabilità.

L’agente di viaggio deve far fruttare l’azienda per cui lavora. Certo è innegabile che alcuni vantaggi vi sono, qualche viaggio lo si riesce a fare a prezzi vantaggiosi ma normalmente in località ad alto flusso turistico e in bassa stagione, come gennaio o novembre. Inoltre i cosiddetti educational sono offerti ma è lavoro: mattina per visite alle strutture e poi tanti trasferimenti. Inoltre il mestiere dell’agente di viaggio è soggetto alle continue e mutevoli variabili presenti sul globo. Vediamo tra poco quali sono.

Come Aprire

Esistono due possibili strade per aprire un’agenzia viaggi, entrambe con rischi occulti. La prima, la più facile, è affidarsi ad un cosiddetto franchising. Esistono marchi ben conosciuti che, chiavi in mano, mediante il deposito di una somma che varia dai 20 ai 40 mila euro forniscono tutto l’indispensabile. Dai macchinari come i computer, ai programmi di vendita, ai mobili stessi per l’arredamento. Quindi è impossibile dare un’impronta personale all’agenzia. Ogni anno bisogna raggiungere un determinato fatturato e od il raggiungimento di un determinato volume di guadagno.

Quando si fa questa scelta, carta e penna e foglio alla mano bisogna fare i conti: per raggiungere la parità dei denari investiti occorre parecchio tempo. Quasi quattro anni se non avete spese e se lavorate a pieno ritmo. Ma chi ve lo assicura?

Inoltre in questo caso se un giorno l’azienda per cui lavorate, decide di rescindere il contratto, voi vi trovate con un pugno di mosche in mano. Avete si le macchine ed i mobili ma non potete vendere. E quindi bisogna valutare bene i rischi prima di firmare il contratto. Non fatevi abbindolare da strepitosi guadagni. In questo lavoro non esistono.

L’altro modo è più difficile e più laborioso: consiste nel trovare un direttore tecnico, figura necessaria, metterlo sotto contratto, trovare un locale idoneo e non ibrido (ovvero al solo uso agenzia). Quindi riempirlo con i mobili, chiedere le linee telefoniche e ad alto flusso, dovete fare una fideiussione, dovete assicurare l’agenzia e infine scegliere il nome da dare alla vostra creazione.

Il nome: non lo scegliete voi, od almeno potete sceglierne 10 ma poi è Roma che decide quello più adatto.

Bene ora che avete tutto questo, siete allo step-one. Ora siete pronti per affrontare la prova numero due: l’autorizzazione ad aprire. Infatti dovete richiedere l’autorizzazione mediante una sfilza di carte bollate e di permessi presso la vostra provincia. Dovete fornire documentazione inerente i locali, il direttore tecnico, la fideiussione e le assicurazioni.

Dopo poco più di un paio di mesi la regione (o provincia) di competenza esaminate tutte le carte, può (se va tutto più che liscio) concedervi la licenza di apertura. Dopodiché aspettatevi la visita della polizia provinciale che viene a constatare se tutto è in regola. ovvero se il nome è quello giusto, se la licenza è esposta e se avete il direttore tecnico. Pena la chiusura dei locali e la sospensione della licenza.

Se è andata bene siete allo Step-tree. Ora potete vendere! Ma conoscete il prodotto, o meglio i prodotti? Presumiamo di sì. Sapete che differenza c’è tra tutto incluso e la mezza pensione o tra la scadenza di un documento e l’emissione di un visto? Ed i bambini a loro che documenti occorrono. E ce la fate a fare tutto da soli o avete bisogno di un altro dipendente? Ora avete la sfida più difficile: ottenere buone condizioni dai fornitori: i tour operator. Ma chi siete per avere buone condizioni? I più bravi o i più belli? Preparatevi ad una lotta senza quartiere per ottenere un misero punto percentuale di differenza.

Capitali

Il capitale iniziale varia molto a seconda dell’impronta che si vuole dare all’agenzia, si possono spendere migliaia di Euro senza accorgersi, non sapendo che per riguadagnarli occorre molto tempo. Occorre essere veramente bavi nel giostrare bene entrate ed uscite. Basta infatti una distrazione e si sfiora il livello rosso. Quindi non si lavora solo per denaro, che ripetiamo è poco.

Concorrenza

E’ estremamente alta: in Italia vis sono circa 9000 agenzie viaggi. Il Inghilterra circa 6000, erano 9000 nel 2000. Se avete aperto ed avete dei concorrenti vicini la lotta per sopravvivere si fa dura.

Tutti gli agenti sanno che non li guida la sete di denaro ma la passione. Senza una forte passione lasciate perdere.

Tuttavia a volte anche la passione non basta. Ed è per questa ragione che molte volte un operatore decide di gettare la spugna. Un investimento sbagliato, un evento esterno e bumm! Tanti saluti siete a terra. Avendo perso un bel pò di soldini in questa stupenda ma pericolosa avventura.

Il segreto di pulcinella

Tutti pensano che comperare un viaggio sia come comperare un vestito. Errato: prima di tutto le percentuali di utile superano raramente 1 cifra di percentuale. Sconti al 20-30 -50% sono pure idiozie. E’ chi li pubblicizza è poco “professional”. Infatti per ottenerli basta calcolare l’offerta e il prezzo da catalogo. Ma l’offerta ce l’hanno tutti.

Responsabilità

L’agente di viaggio ha poi una responsabilità, quella di realizzare un sogno. Bisogna diffidare dai corsari, quelli a cui interessa solo il guadagno, per pochi spiccioli vi manderebbero ovunque, anche a trovare il diavolo. Oppure potete andare al supermercato e comprare un etto di Mar Rosso. E’ facile da fare, ma il viaggio non è un prosciutto.

Fornire un servizio ha dei costi fissi e anche se la somma può essere elevata, l’agente di viaggio non è che un comune agente rappresentante. Maneggia denaro che non è suo. Anzi è come un impiegato di banca che fa versamenti: vede passare tra le mani molto denaro ma non gli appartiene. Ed ha anche il rischio, che non è dato dal magazzino ma dal patrimonio.

Ora a voi l’ardua decisione, ma se volete un consiglio, prima di tuffarvi in questo azzurro oceano, controllate bene di avere i numeri giusti, le facoltà, per raggiungere la costa opposta. Per quanto l’orizzonte può sembrare limpido uno tempesta può sempre celarsi.

E di tempeste in questi anni ne sono accadute molte: terrorismo, clima impazzito, ombra di epidemie, catastrofi naturali. ù

Molti purtroppo hanno naufragato.

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