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La libreria

Un libro per un viaggio.
Non esiste vacanza senza una buona guida o un buon libro... Qui troverete una scelta ed un suggerimento da viaggiatori a viaggiatori.

Jon Krakaueri:"Aria sottile"

Se amate la montagna e sognate scalate su vette proibitive prima di tutto leggetevi Aria Sottile. La vera storia di una spedizione sull'Himalaya, fino a raggiungere la cima del monte Everest. Un'avventura finita in tragedia. Il libro è veramente entusiasmante e fino alla fine tiene con il fiato sospeso il lettore. Dalle righe scritte da Jon Krakauer si rimane letteralmente coinvolti nella scalata e nell'ambiente di questa avventura al limite delle possibilità umane. Non occorre solo denaro, non l'attrezzatura, non il fisico, ma anche notevoli capacità mentali e di autocontrollo. L'Himalaya è divenuto da qualche anno meta turistica molto ambita. Tuttavia bisogna sempre aver ben chiaro che la montagna è spietata e non va mai affrontata con leggerezza. E questo purtroppo spesso non avviene con risultati disastrosi. Il libro non è proprio una novità, visto che è uscito nel 1997, ma merita un'attenta riscoperta. E' adatto ad ogni lettore.

Editore Corbaccio

"Testa a posto, testa a posto, testa a posto",ripetevo ininterrottamente, come un mantra."Non puoi permetterti di mandare tutto a puttane quassù.Questa è una situazione molto seria. Testa a posto."

 


Tiziano Terzani:"Un indovino mi disse"

"Nel 1993 corri un grave rischio di morire. In quell'anno non volare mai"
Terzani, giornalista veterano, non crede nella divinazione, è un aspetto della cultura asiatica a cui non si è mai interessato nonostante viva da moltissimi anni in Asia. Adducendo la profezia come scusa, decide di viaggiare per un anno attraverso questo immenso paese senza prendere aerei e interrogando in ogni città un famoso indovino. Il risultato di quell'esperienza è un bel reportage sugli usi, i costumi, la storia dei popoli asiatici. Ma non solo: "Eppure c'era negli incontri con questi personaggi, alla fine tutti abbastanza normali e tutti impegnati soprattutto a guadagnarsi da vivere, qualcosa che mi piaceva. Con quel loro passare in rassegna i temi della famiglia, della salute, dell'amore, della ricchezza, mi portavano a ripensare a me stesso come non avevo fatto da tempo. Chi, alla mia età, pensa più davvero a se stesso? (...) Uno tende ad occupare la propria mente con i problemi del quotidiano e non si ferma mai a guardarsi da qualche metro di distanza. (...) I momenti per riflettere su quello che si ha si fanno sempre più rari.
Chi ringrazia più il Signore prima di mettersi a mangiare? O chi riflette più sulla morte? Quella per noi occidentali è diventata tabù. Viviamo in società fatte di ottimismo pubblicitario in cui la morte non ha peso, è stata rimossa, tolta di mezzo. Ogni indovino che vedevo, invece, me la rimetteva davanti.> . A.M.

Editore Tea Due


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