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Mauro Morellini:Bolognesi - Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù

La capacità di affrontare la vita con serenità, di stemperarne i toni più cupi e drammatici, rende il bolognese una persona serena e contenta di vivere. Ne sa qualcosa Mauro Morellini che, trapiantato a Bologna in tenera età, ha assimilato vizi e virtù dei bolognesi e li ha messi a nudo in questa divertente guida.

L’immagine di Bologna sostanzialmente felice è dovuta, più che a un effettivo benessere economico (presente in misura anche maggiore in città ben più cupe e tristi) alla capacità di saper vivere, di godere delle piacevolezze della vita accettandone le componenti più amare e spiacevoli con l’arma dell’ironia e l'arte di sdrammatizzare. È, quello dei Bolognesi, un umorismo grasso, esagerato, iperbolico e ipertrofico. Un’ilarità scoppiettante che si manifesta in ogni momento della giornata, talvolta sotto forma di perfidi siluri, pronti a esplodere con la loro carica di immancabile, pur se bonaria, perfidia. La vittima difficilmente potrà arrabbiarsi, sapendo che, in fondo, la vita a Bologna è fatta soprattutto di questa irrefrenabile e impertinente voglia di prendere in giro.

Figlio di una cultura contadina basata sulla concretezza, il bolognese è poco propenso ai voli pindarici e a un’eccessiva astrazione. È naturalmente portato a tradurre i ragionamenti più complessi in termini più tangibili: le ingannevoli circonlocuzioni vengono abilmente smascherate con un «Di’ban sô, fantasma» («Di’un po’, fantasma») che invita l’interlocutore a una maggiore trasparenza.

L'autore

Mauro Morellini, si è trasferito in tenera età a Bologna. Oltre ad aver acquisito l'aperitivo in aggiunta ai cinque robusti pasti quotidiani, ha assimilato vizi e virtù dei bolognesi, di cui si è fatto poi ambasciatore nella meno paciosa Milano.

Attualmente vive e lavora troppo tra Bologna, Milano, Bolzano, Lido di Classe e Deutschnofen. Ciononostante ama molto viaggiare.

Per vivere ha frequentato un po’ tutti i mestieri dell’editoria, incluso quello, che dura tuttora, del piccolo editore.

Ma l’opera di cui va più orgoglioso è il suo «Quaderno delle Coincidenze», work in progress al quale contribuiscono amici e conoscenti.

Dei bolognesi aveva già parlato nel 1999 in una prima edizione di questo libro; da allora, anche grazie al cortese aiuto di qualche lettore, ha ulteriormente raccolto aneddoti e rifinito rievocazioni, anche se nel frattempo non tutto è rimasto immutato.

Pochi mesi dopo la prima edizione il capitolo Bologna la rossa è stato reso quanto mai anacronistico dall’elezione a sindaco di Giorgio Guazzaloca: ora che la città è tornata alla sinistra, l’autore ha preferito fare sull’argomento previsioni più caute.

  • € 11,00
  • Edizioni Sonda
  • collana «Le Guide Xenofobe», n. 7
  • Prefazione di Loriano Macchiavelli

 

 

 

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