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Editoriale

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Febbraio- 2006 -

Rivoluzione Turistica?

La crisi che sta vivendo attualmente il mondo turistico forse non ha mai avuto paragoni.
Dopo i fatti del tragico 11 settembre, quando vi è stato un crollo del mercato turistico dovuto all’impatto emotivo causato dal terrorismo, il mondo del turismo si è reso conto di essere una creatura al quanto fragile.
Soggetto a qualsiasi voce non confermata o a qualsiasi mutamento delle condizioni climatiche, ci troviamo ora ad affrontare una nuova crisi questa volta di natura completamente diversa e forse meno emotiva.

Probabilmente l’attentato dell’anno scorso in Egitto e prima lo tsunami hanno certo contribuito a far calare le prenotazioni, tuttavia gli operatori turistici, le compagnie aeree, i tour operator e le agenzie viaggi si trovano ora ad affrontare una nuova crisi.
Questa volta forse siamo alla resa dei conti. La mancanza di denaro. E’ infatti questo il problema di tutta la vecchia Europa, quindi non solo dell’Italia.
E gli stessi clienti fanno dei tagli, e decidono di accorciare le proprie vacanze.
Inoltre mentre acquistano più fette di mercato i paesi emergenti dell’est, come presenze nel bacino del mediterraneo, i tradizionali paesi più ricchi perdono terreno. E competitività.
Così i t.o. anche italiani hanno deciso do offrire i propri prodotti non solo all’interno dei confini nazionali ma anche fuori. Quindi non è escluso che in futuro troveremo anche russi, cechi, polacchi in strutture tradizionalmente tricolori.

Ma torniamo al problema di fondo. La mancanza di denaro. Un esempio pratico sono le famiglie. Dopo essere state abituate ad andare in vacanza con i figli gratuiti ora che le scelte di natura economica dei t.o. sono cambiate, una vacanza in estate in quattro, due adulti e due bambini può costare anche tremila euro. I cosiddetti Bambini Gratis non esistono più. Infatti pagano un quota base sempre ed il secondo comunque ha una riduzione del 50% di una quota adulto.

E se si pensa di andare in ferie in Agosto poi queste riduzioni a volte non sono nemmeno possibili. La tanto agognata vacanza per portare i figli al mare, è diventata un vero investimento. Badate ho scritto investimento perché reputo che chiunque dopo un anno di lavoro debba meritarsi un periodo per “staccare la spina” o per stare con la propria famiglia.
Il problema è solo di natura economica, non di altro. E lo dimostra il fatto che le vacanze a basso costo continuano a essere ricercatissime. Anche se hanno delle evidenti controindicazioni. E’ infatti inutile lamentarsi: se un prodotto costa poco, troppo poco, da qualche parte l’operatore ha sicuramente risparmiato qualcosa. Ma il problema non tocca solo i t.o.

 

 

Le stesse agenzie di viaggio, poste tra l'incudine e il martello non sanno come reagire. A fronte di nuovi costi, si trovano ad avere fatturati si superiori ma con redditività in forte contrazione. Come dire si fatturo di più ma guadagno alla fine meno. Per il futuro prevedo una contrazione del mercato, con la chiusura di numerose agenzie (sono oltre 9000 in Italia).
Che sia l’alba di una nuova era per il mondo del turismo? Le vendite on-line aumentano, come le truffe. Ma parlandoci chiaro, il mercato si sta appiattendo.
Il cliente vuole solo lo sconto, il prezzo più basso, e poi quando le cose non vanno bene pretende il risarcimento.
Il futuro è solo on-line? “E a chi dico che la pasta era scotta?” Un viaggio è una catena legata e tenuta insieme da quegli elementi che sono la professionalità, la conoscenza e la passione: non un prodotto semplice.

Oggi si danno per scontato ma chi può aiutare nella scelta e soprattutto chi può risolvere un problema sorto durante un viaggio?
E le contestazioni a chi le manderemo: via posta elettronica ?
In un settore tra i più importanti per la nostra economia dove ogni regione decide a sè,manca un Ministero, un vertice, che cerchi di capire da che parte si possa andare, il turismo è lasciato a se stesso. Ma questa industria, è una delle più redditizie, dopo pensate petrolio e purtroppo le armi.
Lo hanno capito gli egiziani e i messicani che hanno un ministero del turismo. Noi quando lo capiremo che in ordine sparso non si va da nessuna parte?

Buon viaggio!


 

 
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