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Editoriale

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Settembre- 2005 -

Italiani: viaggiatori o turisti?

Bel quesito, mi è capitato nel mio ultimo viaggio di fare la conoscenza di questi due interessanti esemplari. Non parliamo in senso dispregiativo di nessuno a delle due categorie anzi vogliamo solo divertici insieme a voi cercando le differenze tra le due specie. Vediamo i due identikit.
Il turista
Look: magliette casual e pantaloncini, ma in valigia mette anche un paio di pantaloni e una serie di camicie eleganti e un paio di scarpe belle(idem per le signore). Non si sa mai in villaggio la sera si può cuccare e bisogna essere sempre pronti.
Non porta detersivi per lavare gli abiti, si lavano a casa, e si usano una o due volte al massimo ma non per due sere di fila. La prima e caso mai la penultima.
All’interno della valigia creme solari (attenzione che in aereo si aprono e si spargono per tutta la valigia), telo mare, macchina fotografica mignon o usa e getta (ci sono ancora?), libro, carte da uno, walkman (o scusate sono preistorico) i-pod e telefonino.
Prediligono strutture dove c’è cuoco italiano (ma quanti sono sti cuochi italiani, in estate non se ne trova uno, ma che fanno in inverno: lavorano ed in estate pure?). Adorano quindi la cucina italiana, al massimo una serata tipica con cucina locale.
Lo sport preferito è dalla sdraio al mare e viceversa. Quindi relax più assoluto.
Anche se in agosto si rischia la rissa in spiaggia, perché si alzano alle 5 di mattina per andare ad occupare il lettino con il telo mare. Poi si rivedono in spiaggia verso le 12 o più tardi.
Quindi i lettini non sono mai abbastanza. Se un aereo ritarda si incazzano come delle trottole ed infine scrivono al tour operator perché la pasta era scotta o se il cameriere che guadagna 100 euro al mese chiede una mancetta.
Hanno ben chiara l’equazione: io pago quindi devo avere tutto. Ma quanto vale questo “tutto”? Fortunatamente questi ultimi non sono numerosi.
Il viaggiatore
Look: camicia e pantaloni color oliva-beige. Cappello o berretto. Abiti pratici, che si lavano con il sapone della doccia e se non c’è l’acqua pazienza, tanto tengono bene lo sporco.
Borsoni e zaini come bagaglio, all’interno una piccola farmacia che contiene l’indispensabile nel minor spazio possibile. Lo sanno bene i viaggiatori che lo zaino a spalle pesa e più pesa più si fa fatica. Pila, coltellino multiuso, ago e filo, libro e guida.
Borsa per la macchina fotografica, teleobiettivo, rullini e cavalletto(i più anno anche i filtri).
A volte sacco a pelo. Mangiano dove capita con una particolare attenzione si a quello che ingeriscono, abbinandola ai fermenti lattici extra-forte. Amano assaggiare la cucina del posto anche rischiando un po’(ma tanto sono vaccinati).
Di solito vi sono due categorie: il professionista che viaggia con la famiglia, anche loro abbastanza flessibili, attenti a tutto ciò che li circonda e che decidono di iniziare i bambini. Lo fanno anche i leoni con i piccoli: li portano a caccia, poi quando saranno grandi andranno per la loro strada. Fanno conoscere il mondo esterno come realmente è. Anche se la carta di credito è sempre utile perché nel caso non ci sia posto mal che vada andiamo in hotel più costosi.

 

I ragazzi che con internet e con l’aiuto delle guide cartacee o con si arrangiano e si adeguano alle situazioni che si trovano di fronte. Infatti può si capitare di dormire in una buona struttura, ma anche di dover per forza maggiore dormire in macchina.
L’importante è divertirsi. E come dargli torto chi in giovane età non ha campeggiato in quella che era la ex-Jugoslavia o che con la sua 127 non ha tentato di arrivare ad Istambul, od ancora con la sua Renault 4 non ha cercato di raggiungere Gibilterra od ancora con la sua vecchia 500 non ha raggiunto l’oceano atlantico…
Questi tempi sono finiti ora è più facile tutto, lo spostarsi il trovare alloggio. Anche se a volte si ha perso il gusto del viaggio romantico. Ve lo ricordate il treno. Da piccolo ci andavo al mare tutte le estati. E lo odiavo perché per arrivare a Venezia dalla mia città ci metteva 4 ora. Ora un pò lo rimpiango. Avevo tempo.
Questa la materia prima del viaggiatore: il tempo. Avendolo a disposizione non vi sono limiti ne mete. Non vi è nemmeno il limite della spesa. Il tempo ci imprigiona e sapete come fate a prendere coscienza? Avete un braccialetto al polso come quello dei carcerati moderni. Siete liberi di muovervi ma solo a condizione di essere a casa per l’ora di cena…
Forse siamo tutti e due. Viaggiatori quando sognamo e turisti quando abbiamo solo 7 notti di libertà, poi a casa.
E voi alla luce di queste vicende come vi sentite Viaggiatori o turisti.
Come mi sento io? Come Voi.

Buon Viaggio!

 

 
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