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Editoriale

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Settembre 2001.

FERITA MORTALE
Orrore e incredulità, sgomento e dolore è questo quello che ho provato guardando le tragiche immagini degli attentati negli Stati Uniti.

La serie di attentati a raffica che hanno colpito l'America rende senza parole. Quattro aerei di linea utilizzati come kamikaze e schiantati in poche ore, migliaia di persone hanno perso la vita per pura follia terroristica.
Come si può concepire tale orrore; chi può programmare un tale distruzione, un tale attacco di guerra coinvolgendo innocenti inermi. Il peggior incubo degli americani si è materializzato: un attacco alla popolazione alle idee, allo stile di vita occidentale. D'ora in poi le cose non saranno più le stesse.
Le due torri del World Trade Center completamente rase al suolo, il Pentagono colpito, un altro aereo schiantato al suolo in Pensilvania. New York ferita al cuore, palazzi che crollano anche a giorni di distanza dall'attentato.

Possiamo solo condannare questa bestialità.
Le immagini trasmesse da tutte le televisioni del mondo e le prime pagine dei giornali, rimarranno come perenne ricordo di questo 11 settembre di follia. Mai si aveva assistito ad un tale orrore. E speriamo che mai si ripeta. E' il più grave attentato mai verificatosi nella storia.
Come molti altri abbiamo ricordato quest'evento lasciando la nostra home page a lutto il 14 settembre.
Possiamo solo augurarci che il mondo prenda una decisa posizione contro chiunque ospiti ed aiuti terroristi, di qualunque risma. Non dimenticheremo.

Editoriale di ottobre 2001

Soffiano i venti di guerra, soffiano come uragani e tifoni impazziti. Avete notato come sono cambiate le cose? Il turismo si è fermato, si preferiscono mete italiane o vicine a casa. I voli aerei e gli aeroporti sono poco affollati. Le compagnie aeree lasciano a casa centinaia di addetti. La borsa va su e giù come le spire di un serpente impazzito. Dopo l'11 settembre qualcosa è mutato e lo si può sentire nell'aria, nei discorsi, nel nostro modo di pensare. Anche se pensiamo ad altro c'è una tristezza di fondo che ci perseguita, un ricordo che ha lasciato una cicatrice che il tempo non potrà cambiare a breve.

 
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