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Diario in diretta dall'Australia (prima
tappa)
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| L'arrivo a Sidney e scoperta di una terra meravigliosa |
Un'avventura in diretta, scritta pezzo per pezzo sul territorio australiano
e spedita per e-mail. Un'avventura descritta da Roberto Fiume nel suo
viaggio alla scoperta di una terra fantastica come l'Australia. Tappa
dopo tappa.
G'day
from Australia
Ecco a voi il primo report del nostro periglioso viaggio.
Arrivarci, in Australia e' stata un'avventura, una vera e propria prova
che ci ha sicuramente consentito di capire quanto il mondo '' giu' sotto
e' distante. Il primo stop l'abbiamo fatto a Abu Daby dopo 5 ore di volo
e siamo finiti in un'aeroporto sconvolgente per colori e forme, un misto
di azzurro turchese ad intarsio che ti flescia appena entrati, dopo un
inprobabile focacchio siamo ripartiti alla volta di Taypei.
Di fronte alla sconvolgente possibilita' di rimanere 10 ore in un'aeroporto
cinese abbiamo deciso di stare in un albergo per alcune ore. Scortati
dai dipendenti della china Airline, che ci hanno sequestrato passaporti
e biglietti per restituirceli alla partenza.
Di Taipei non abbiamo visto praticamente nulla ma la voglia di visitare
la cina ci sta, salendo parecchio. La mazzata e' arrivata nell'ultimo
tratto che ci ha portato a Sidney.
Jet- lag , non dormire e quasi 24 ore di volo ci hanno fatto a pezzi.
Ma il premio e; arrivato subito. All'arrivo a prenderci abbiamo trovato
I due nostri amici di vecchia data Sally e Ray, abbronzati e con uin bel
sorriso stampato in faccia.
La
prima prova dell'essere in Australia e' stato il cielo. Il cielo e' di
un blu intenso che quasi fa , male agli occhi. Come sempre la guida a
sinistra ci lascia contradetti e l'assurdo di questa magnificente vegetazione
in un mondo che parla Inglese sara' solo uno dei primi contrasti che qui'
convivono pacificamente. Come i nomi Newcaste e Mittagong, Liverpool e
Wollongon, Camden e walla walla. Probabilmente propio questo sara', il
carattere del nostro viaggio.
I nostri salvatori ci portano a casa loro a solo 20 minuti dal centro
di Sydney ma sembra di essere su di un altro pianeta. La casa e' dei genitori
di lei, il padre uno svedese ammutinato che si e' dato al commercio di
olio di cocco, la madre metà irlandese e metà Inghlese.
Si sono incontrati e sposati sulle isole Tonga per poi trasferirsi a Sydney.
Per queste parti non e' una storia particolarmente interessante. Il piccolo
appartamento ha una grande finestra che da' su una baia dove vanno e vengono
le imbarcazioni. Era il punto di osservazione del padre di sally che da
qui poteve sapere tutto sulle storie delle barche e dei suoi propietari.
Scendendo
pochi gradini si arriva su di un lungomare, ed e' qiu che a sera brinderemo
con una bottiglia di chanpagne il nostro arrivo. Verso le 5 del mattino
mi sveglio ed esco a fumare una sigaretta, ascolto la risata un po' sgangherata
del cookaburra un uccello sempre presente nei romanzi Australiani. Io
non sghignazzo ma un sorriso di quelli che tirano dagli angoli della bocca
sorge inevitabile.
E domani in giro in barca a vela!! Il nostro capitano , Bryan, e' un
vecchio amico di Ray, molto australiano con capellaccio bianco, maglietta
rossa e pancia da birra.
Mangiamo e beviamo (gli australiani ci danno di bestia) in una deliziosa
baietta e poi, vai, si vela. La cosa piu' impressionante e' l'assoluta
disinvoltura di Diana che balza da una parte all'altra della barcha con
disinvoltura da vecchio marinaio. E finalmente il terzo giorno incontriamo
la vera capitale dell'australia, Sydney. Ci arriva di fronte dal traghetto,
prima l'opera house, poi il ponte ed infine lo skyline. Il giardino botanico
e' ancora una delle contraddizioni di questo paese, inpostato all' inglese
ma con una vegetazione grande e ridondante e colorata.
Nel museo possiamo vedere i primi spettacolari disegni degli aborigeni,
che sognano molto e si vede. Il primo inevitabile fish & chips ma
di calamari e le foto di palazzi di vecchio stile inglese soffocati da
grattacieli a specchio.
That's all folks. Alla prossima from down under...
Tappa sucessiva
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