Una
nuova avventura alla scoperta di questa terra misteriosa: l'islanda
dove acqua e fuoco si danno bataglia da mille anni senza mai vincere...
Un viaggio raccontato in 2 parti con Elisabetta, Giulia, Dina, Flavio
e… Il mitico Pajero! e con i compagni di ventura Mattia, Cristina,
Mario e il Land Cruiser.
Un racconto
di Giulia
17 Luglio,
Partenza
E’ stata dura ragazzi.. l’organizzazione dell’impresa
non è stata facile, ma ormai ci eravamo dentro e ce l’abbiamo
fatta: ora siamo al dunque, si parte alla volta dell’ Islanda.
La prima giornata di viaggio è faticosa, e i piedi giù
dalla macchina si mettono poco perché i km da fare sono ben
1200. Pranzo e cena li facciamo in delle aree di servizio lungo
le autostrade francesi, e arriviamo stanchi, la sera tardi, a Bethune;
dormiamo al Premiere Classe.
18 Luglio, Il primo
traghetto
Da
Bethune non manca più molto per Calais, dove arriviamo intorno
alle 10 e incontriamo i Pilotto prima di prendere il traghetto sulla
manica. Il gruppo è finalmente al gran completo!
L’Inghilterra ci accoglie con pioggia e freddo, ma certo non
ci spaventiamo, e dopo aver spostato l’orologio di un’ora
indietro e pranzato in Autogrill, riprendiamo il nostro viaggio
verso la Scozia. Arriviamo stanchi e affamati a New Castle, e purtroppo
stentiamo a trovare un posto per dormire; alla fine ci sistemiamo
in un pratone a picco sul mare e montiamo la tenda.. e, secondo
il nostro -per dirla alla Flavio- Italian way of life, un bel piatto
di pasta al sugo, preceduto da un Martini, (alle 11!) non ce lo
toglie nessuno!
-curiosità: il buio fa brutti scherzi.. abbiamo buttato 2
tipi di pasta diversi!-
19 Luglio,
Il secondo traghetto
Anche oggi stiamo facendo un sacco di km e la stanchezza si fa sentire..
arriviamo alle 17 passate ad Aberdeen per prendere il secondo traghetto,
quello per le Shetland. Ci imbarchiamo, ceniamo a bordo e vediamo
un bellissimo tramonto da in mezzo al mare.. uno spettacolo che
riempie il cuore!
La notte a bordo del North link non è un granchè..
20 Luglio,
Le Shetland
Sbarchiamo sulle Shetland al mattino presto e abbiamo tutto il giorno
per visitarle: sono paesaggi particolari, grandi prati e colline
erbose con qualche paesino qua e là.
Le baie sul mare sono bellissime.. stiamo pranzando su una spiaggetta
che sembra in Sardegna.. si, la Sardegna a gennaio!
La sera si ritorna in porto perché..
21 Luglio,
Terzo traghetto
..Perchè dobbiamo aspettare il traghetto per l’Islanda
che parte alle 2! Infatti ci imbarchiamo a notte fonda, e alle 3
siamo “già” sistemati nelle nostre cuchettes
a fare la nanna...
Ci svegliamo che siamo in mezzo al mar del Nord e ci rimaniamo per
tutta la mattinata; nel frattempo esploriamo la nave: la Smyril
si rivela stupenda! Passiamo tutta la mattina in piscina, poi in
palestra, e sta sera andremo in discoteca con musica dal vivo! Nel
pomeriggio tocchiamo le Faroer e passiamo tra baie e promontori
a picco sul mare che fanno il paesaggio veramente fiabesco..
La sera ceniamo sul ponte della nave dell’ottavo piano!
22
Luglio, ICELAND! Le grandi cascate
Ci svegliamo all’alba del 22 luglio mentre siamo ancora in
navigazione, ma dopo poco avvistiamo la nostra meta.. Iceland! A
dire il vero non si può dire di vedere molto dalla nave,
perché la costa è tutta avvolta da vapore e nebbia,
e il cielo islandese ci saluta con una tipica ma fastidiosa pioggerella..
Ma ora avvio ai motori e.. si parte! Scendiamo dalla nave, salutiamo
gli “amici” che hanno navigato traghetto dopo traghetto
insieme a noi, mandiamo l’orologio di un’altra ora indietro,
e cominciamo la nostra avventura x le strade d’Islanda avvolte
nella nebbia. Km dopo km il tempo migliora fino a che la nebbia
si dissolve e rimaniamo circondati solo dalle immense, sconfinate
praterie islandesi; rimaniamo colpiti da questa vegetazione, che
è in riva al mare ma assomiglia alla nostra vegetazione d’alta
montagna: è un accostamento fantastico, unico al mondo; mare,
scogliere, montagne innevate.
Ognuno di noi inizia a sbilanciarsi in commenti su queste terre,
che fino a qualche ora fa vedevamo come lontane, sconosciute e verso
le quali eravamo diffidenti, e ora invece tocchiamo con mano e vediamo
amichevoli, ospitali, straordinarie. Si susseguono i commenti al
cb : “stupendo!”,”paesaggi lunari!”,”guarda
che vista da sballo!”; ma oltre ai commenti che condividiamo,
tutti abbiamo un mondo di sensazioni che ci si sta aprendo dentro
e che teniamo per noi: ormai ci siamo dentro, i paesaggi dell’Islanda,
che per mesi abbiamo sognato e immaginato, finalmente ci appartengono.
La strada continua: praterie, laghi, valli desertiche, paesaggi
lunari, piste sterrate da sballo che si fanno ai 70-80 km/h, e poi
le protagoniste della giornata, le cascate.
Si comincia con la cascata più potente d’Europa, la
Dettifoss, maestosa, imponente, spaventosamente emozionante; si
prosegue con le Selfoss e Hafragilfoss.
Arriviamo alla guest house che abbiamo prenotato per la prima sera,
facciamo il bagno in piscina e ci sistemiamo nelle camere.
Il primo giorno sulla Terra di ghiaccio è terminato: stanchi
ma felici ci lanciamo nel mondo dei sogni. A domani!
-Curiosità: il sole tramonta alle 23:30!-
23 Luglio,
Giornata a due facce
Il viaggio riprende intorno alle 10 col sole che splende alto nel
cielo. La prima grande emozione la proviamo di fronte ad Ausbyrgi,
il canyon a ferro di cavallo: ci si trova circondati da pareti altissime
e verticali di roccia di forma circolare che sembrano avvolgerci,
il tutto mentre siamo su un palco di legno, a palafitta su un laghetto
che riflette le splendide sfumature del canyon.
Con gli occhi pieni di quel fantastico spettacolo della natura,
ripartiamo verso la zona di Myvatn e qui vediamo fenomeni geotermici:
fumarole, grotte con vapori ed acque a 50° che sgorgano
dal terreno, faglie da cui esce calore, grandi e altissimi vulcani.
Quando poi scendiamo sulle rive del lago Myvatn, la gradevole vista
di quella particolare zona è disturbata dal fastidio dei
moscerini; Questa è la faccia negativa della giornata. Lo
avevamo letto e l’abbiamo verificato in pratica: in questa
zona è pieno di moscerini che ti vengono in faccia e ti si
infilano ovunque senza darti tregua finché non ti richiudi
in macchina. E allora via dal lago Myvatn!
Ora andiamo verso Godafoss, la “cascata degli dei”,
che si chiama così perché ci sono state gettate statue
degli dei pagani dopo la scelta della religione cristiana come religione
ufficiale di tutta l’ Islanda. Arriviamo in una fantastica
zona di pratoni verdissimi e vediamo Godafoss: è meno potente
di Dettifoss, ma più bella dal punto di vista naturalistico.
Rimaniamo incantati di fronte al suo splendore.
Andando poi verso Akureyri (la seconda città dell’Islanda
x estensione dopo la capitale), dove abbiamo prenotato due camere
in un ostello, siamo sorpresi da un violento acquazzone, ma presto
troviamo l’ostello e ci sistemiamo nelle nostre (belle!) camere.
24
Luglio, Foche all’orizzonte
Oggi ci aspetta una giornata pesante perché abbiamo in programma
molti km da fare; del resto il tempo è brutto e il termometro
continua a non salire sopra i 9°c, quindi non ci dispiace starcene
tranquilli nelle nostre calde macchine!
All’ora di pranzo passiamo vicino ad una piscina e non sappiamo
resistere.. tempo 5 minuti e siamo già tutti a fare il bagno
( la piscina è all’ aperto ma l’ acqua è
megariscaldata a 40°!). Mangiamo nei pressi della piscina e
poi ripartiamo verso la prossima meta, ovvero l’ostello di
Osar, che è ancora lontano.
Arrivati all’ostello alle 19 vediamo che siamo a picco su
una spiaggiona ed ecco la sorpresa del giorno.. le foche! E’
proprio un litorale pieno di foche! Bellissimo.. ci caliamo giù
e restiamo per un bel po’ in adorazione di quello spettacolo,
di quegli animali per noi insoliti; alcune foche se ne stanno spaparanzate
in spiaggia, altre curiose vengono vicino a scrutarci. Passiamo
proprio una bella mezz’ora in loro compagnia!
Ora andiamo a sistemarci nelle nostre camere (siamo in una specie
di chalet tutto di legno, dentro molto carino), e dopo un bel piatto
di pasta andremo tutti a dormire nei nostri caldi sleepingbag. Buona
notte!
25
Luglio, Accidenti alle sterne artiche!
Ci svegliamo all’ostello e vediamo il sole splendere.. menomale!
Anche oggi abbiamo molti km da fare, ma prima di rimetterci in viaggio
facciamo tappa sulle scogliere sottostanti l’ostello; il mare
è cristallino, il sole splende illuminando l’acqua,
i prati, le rocce e in lontananza le montagne innevate. Lo spettacolo
è grandioso!
Vediamo altre foche e cerchiamo di avvicinarci a loro; l’unico
problema è che siamo letteralmente circondati e quasi attaccati
dalle sterne artiche, uccelli simili ai gabbiani, ma (fortunatamente)
più piccoli, che sono veramente fastidiosi! Già ieri
ci avevano dato fastidio, ma oggi passano ogni limite: ti volano
intorno e non ti lasciano stare un attimo.. tremendi, odiosi! Ma
noi perseveriamo nel cercare di avvicinarci alle foche e riusciamo
comunque a scattare un sacco di foto.
Poi risaliamo
sulle macchine e ripartiamo; a pranzare ci fermiamo in un paesino
fantasma (4 case e 2 abitanti in tutto!) in riva ad un fiordo e..
cavoli anche qui abbiamo problemi con le sterne! tremendo!
Riprendiamo il viaggio intorno alle 15 (dopo aver ricevuto la notizia
della vittoria di Rossi nel gp di Donington!) e due ore dopo arriviamo
alla guest house. Prima di cena abbiamo due ore di riposo.. finalmente!
26 Luglio,
In piscina nella bufera
Si capisce che è una giornata ventosa sin dalle prime ore
del mattino: saliamo in macchina e cominciamo ad essere scossi dalle
forti raffiche. Oggi ci dirigiamo verso i fiordi e stiamo attraversando
un’ immensa steppa desolata scossa dal sempre più insistente
vento. Le piste sterrate sono una sballo, sembra di essere sulle
montagne russe! Proprio mentre scolliniamo sul mare e ci dirigiamo
verso la strada che costeggia i fiordi, esce uno sprazzo di sole
che rende gli splendidi panorami ancora più magici; il mare
è blu intenso con gli spruzzi bianchi del vento intorno agli
scogli, e in lontananza vediamo il susseguirsi dei promontori dei
diversi fiordi protesi verso il mare.
Purtroppo il bel tempo dura poco, e presto al vento si aggiungono
la pioggia battente e un freddo polare. Tempo da lupi! Ora.. che
si fa per vincere il freddo?!
Ma certo, si va in piscina! Qui è pieno di piscine riscaldate
d’acqua termale.. un piccolo particolare: sono tutte all’aperto.
Il risultato è che ci godiamo un’ora di relax in piscina
a 40° sotto la pioggia che non ci fa un baffo! Una figata!
Riprendiamo il viaggio nel pomeriggio e arriviamo da Birna, a Latrabjag
(dove abbiamo prenotato per la notte), giusto per cena.
Questa guest
house è di lato ad una sconfinata spiaggia di fronte all’oceano,
e dopo cena noi ci avventuriamo in una stupenda passeggiata lungo
tutto il litorale.. da favola!
27
Luglio, 400 metri verticali a picco sull’ Oceano sul punto
piu’ occidentale d’Europa
Fortunatamente oggi è una bella giornata, e noi abbiamo in
programma la gita sulle scogliere di Latrabjag, famose come le scogliere
più spettacolari d’Europa per la loro grandiosità
(arrivano fino a 400 metri d’altezza!) e la ricca fauna che
ospitano. Ci muoviamo dalla guest house di Birna per le 10 e facciamo
in macchina una ventina di minuti per arrivare all’imbocco
della scogliera: quando scendiamo dalle macchine ci troviamo davanti
al faro sulla lingua di terra più occidentale d’Europa.
Siamo già altissimi sul livello del mare, e sporgersi dalla
scogliera fa un’impressione incredibile! Cominciamo a vedere
i Puffin, uccelli tipici del luogo, dal corpo nero e il becco colorato,
che hanno confidenza con l’uomo e si avvicinano continuamente
permettendoci di fotografarli da vicino. Continuando a vedere i
puffin, saliamo per un paio d’ore lungo il sentiero sulla
cresta della scogliera, e gli spettacoli sono sempre più
belli: vediamo volare sopra di noi gli stormi di uccelli che hanno
i nidi sugli scogli, le onde del mare che si infrangono qui sotto
creando nubi di schiuma bianca; e di fronte a noi, sino all’orizzonte,
non vediamo altro che mare, tetro ma emozionante Oceano dal punto
più Occidentale d’Europa.
Nel pomeriggio torniamo sulla spiaggiona davanti alla guest house,
ed io e mio padre facciamo jogging da un estremo all’altro
della spiaggia bagnando i piedi nell’Oceano. Su quella spiaggia
abbiamo veramente passato dei momenti speciali, fatati!
Ci fermiamo ancora a dormire da Birna, perché domattina abbiamo
da qui il traghetto che parte per Stykkisholmur.
Giulia
Fine
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