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Prosegue l'avventura di Maurizio, avventura alla scoperta delle
meraviglie di Creta...
Parte Prima
Parte Seconda!
"Ferragosto a
Elafonissi"
E' ferragosto e lo passeremo a Elafonissi; ci svegliamo alle 07.15
e partiamo alle 08.00, non senza aver fatto la spesa per la giornata
che ci aspetta.
Riprendiamo a ritroso la strada che ci ha condotto qui e dopo 12
Km., ben segnalata, incontriamo la deviazione per Elafonissi, che
dista in totale 51 Km. da Paleochora; 2 Km. dopo aver superato
Strovles, nuova deviazione, ancora verso sinistra, che ci immette
nella strada principale che scende dalla costa settentrionale.
Ci fermiamo a Elos per fare colazione, quindi ripartiti, incontriamo
un bivio ambiguo, che indica in entrambi le direzioni lo stesso
paese; prendete ancora a sinistra !
Comincia la discesa e la strada é ottima, ma del resto lo
si poteva supporre, visto che ci passano i pullman !
Superata la deviazione per il monastero di Hrissoskalitissa, arriviamo
ad Elafonissi, dove un ampio spiazzo funge da parcheggio per auto
e pullman; notiamo subito che ci sono numerosi camper e diverse
tende anche se, ma solo di fatto non c'é il campeggio.
Tuttavia fare qui campeggio libero é molto comodo, visto
che si possono sfruttare le docce e i servizi igienici della spiaggia;
inoltre non sono così convinto che le due taverne che ci
sono sul mare rimangano chiuse la sera, quindi si può anche
mangiare senza problemi, e, se ciò non fosse possibile qui,
ci sono altre taverne poco distante lungo la strada.
Al momento del nostro arrivo, siamo praticamente da soli; sulla
spiaggia, che é costellata di ombrelloni e lettini, ci "assale" un
ragazzo offrendocene uno a 2.000 dracme per l'intera giornata;
rimaniamo un pò titubanti, poi, forse troppo frettolosamente,
accettiamo, anche perché i postumi di Balos si fanno ancora
sentire, scegliendo quello che più ci piace.
Vi consiglio di aspettare a prendere posto, tanto gli ombrelloni
non mancano, facendovi prima un bel giro, andando anche sull'isola
di Elafonissi, che avete di fronte.
Il colpo d'occhio che offre il posto, nonostante gli ombrelloni, é comunque
formidabile; una piscina naturale, con l'acqua cristallina e calmissima,
calda e molto bassa.
Sul bagna asciuga, la sabbia assume un colore rosa la cui intensità varia
a seconda dei luoghi e la sabbia é fine e bianchissima.
L'isola di Elafounissi si trova di fronte, a meno di cento metri,
basta attraversare il bacino che la separa dalla terra ferma, dove
come detto l'acqua non é alta più del ginocchio.
Oltre il promontorio si apre una seconda baia, lunga ed anche abbastanza
larga, sempre di sabbia bianca, con il batti riva ancora più rosa
e un'acqua dai diversi colori : cristallina e trasparente a riva,
verde più avanti ed infine di un azzurro intenso.
Sotto le rocce che costituiscono il promontorio é possibile
trovare ombra, come pure sotto gli alberelli che delimitano la
spiaggia; quindi, prima di accettare l'ombrellone, provate a vedere
se qui vi piace di più !
Tornati indietro dalla nostra perlustrazione sull'isola, io e Michele
troviamo un'altro scenario ad attenderci : la spiaggia si é cominciata
a riempire e in breve tempo, portati dai pullman dei viaggi organizzati,
centinaia di persone trasformano quello, che sembrava qualche ora
prima un tranquillo paradiso, nella più comune delle spiagge
della riviera romagnola !
Il fascino della spiaggia bianca, della sabbia rosa e dell'acqua
trasparente é svanito, sormontato e alterato da quest'orda
di persone; purtroppo a differenza di Balos, questa piccola meraviglia
naturale é troppo facilmente raggiungibile con i mezzi di
trasporto.
La spiaggia sulla lato posto a sinistra non é così bella
come quella posta di fronte all'isola, quindi se vi volete accomodare,
scegliete un ombrellone da quest'ultimo lato.
Verso le 14.00 la folla é enorme; impressionante quanta
gente ci sia, in piedi e in acqua.
Torno sull'isola con Cinzia per fare il bagno e anche qui é un
carnaio. Il posto rimane comunque bello, ma la gente ne altera
sicuramente il fascino; non é lo stesso posto che ho visto
questa mattina al mio arrivo, peccato...
Verso le 15.00 i primi gruppi cominciano a lasciare Elafonissi,
a seconda della distanza da cui arrivano e anche noi, un'ora più tardi
decidiamo di andare via.
Ci rechiamo a visitare il monastero di Hrissoskalitissa, che si
trova sulla strada a pochi chilometri da Elafounissi.
E' molto famoso per i suoi 98 gradini; la leggenda narra che l'ultimo
di essi sia d'oro e solo chi ha molta fede riesce a vederlo.
Chiaramente io non ci riesco, ma mi sarei stupito del contrario...;
ad essere onesto il monastero non é niente di eccezionale,
una mezza delusione, ma porta via poco tempo, quindi non me la
prendo più di tanto.
Torniamo al nostro campo base e con Michele decido di andare a
vedere la fortezza di Paleochora per fare qualche foto dall'alto;
arrivarci é semplicissimo, si trova infatti a destra del
porto. Dall'alto si possono vedere praticamente ed effettivamente
le due spiagge del paese, quella occidentale, di sabbia e quella
orientale di ciottoli.
Purtroppo della fortezza rimane ben poco, visto che venne distrutta
dai pirati e devo dire che hanno fatto un buon lavoro.
La sera andiamo a mangiare nel primo ristorante che si incontra
sulla destra percorrendo la strada che porta a Paleochora; il posto é tipico
e si mangia bene, spendendo il giusto.
"Rethimno e Plakias"
Partiamo alle 07.45 da Paleochora in direzione Rethimno, che vogliamo
visitare prima di dirigerci a Preveli, nostra prossima meta;
pochi chilometri dopo aver lasciato il centro abitato prendiamo
a destra seguendo le indicazioni per Strati e Kampanos, quindi
Skines.
Giunti nelle vicinanze di Chania imbocchiamo la super strada che
costeggia la costa e dopo 142 chilometri di viaggio giungiamo a
Rethimno.
Usciamo dalla super strada e ci dirigiamo verso la fortezza, dove
parcheggiata la macchina nelle numerose aree di parcheggio presenti
in questa zona, ci avventuriamo a piedi all'interno della città.
Cominciamo il nostro giro proprio dalla Fortezza, che però vediamo
solo dall'esterno, perché giunti alla porta Nord, scopriamo
che entrare costa 1500 dracme, che sinceramente non mi va di spendere;
torniamo indietro e ci infiliamo in un vicolo, cercando di raggiungere
il centro.
La parte vecchia é veramente bellissima, con questi vicoli
e viuzze, sui quali si affacciano balconcini adorni di fiori e
balconate chiuse in legno, antico retaggio della dominazione veneziana.
Le piccole vie sono piene di gente che saltella da un negozio all'altro
e l'atmosfera é talmente diversa dal solito, che non sembra
neanche di essere in Grecia; se non ci fossero le gyros a ricordarmelo
sembrerebbe infatti di essere in una città araba.
Arriviamo al porto, anch'esso strutturato come quello di Chania,
ovvero disposto a mezza luna e ricco di locali e taverne, quindi
dopo aver mangiato qualcosa, ci lasciamo alle spalle Rethimno e
proseguiamo il nostro viaggio.
Rientriamo sulla super strada, direzione Heraklion, lasciandola
alla prima uscita, per seguire le indicazioni verso Spili, che
però non raggiungiamo, dato che una decina di chilometri
prima deviamo per Koxarè, da dove, seguendo le indicazioni
che portano al monastero di Preveli, arriviamo sino al cartello
che indica la strada per la spiaggia di Preveli.
Qui scopriamo, che a Preveli non ci sono posti dove dormire, cosa
che in seguito scopriremo non essere vera, e decidiamo di andare
a cercare una stanza nel paese sul mare più vicino : Plakias.
Per raggiungerlo andiamo verso Lefkogia, quindi da lì a
Plakias il passo é breve.
Il paese sembra carino e molto turistico; si sviluppa interamente
alle spalle della sua spiaggia disposta su un'ampia baia; ovunque
si affittano camere e non fatichiamo a rimediarne una, anzi addirittura
la prima che avevamo fermato, la lasciamo in favore di una migliore,
che troviamo, presso lo "Studios Rooms to let Thetis".
Quest'ultimo si trova sulla parallela della strada che costeggia
il mare, dietro la panetteria posta di fronte alla farmacia, proprio
nel quartiere della chiesa di Sant George.
Il posto, gestito da due simpatici coniugi, é ben curato
e tranquillo e la stanza, per quattro persone, che costa 15.000
dracme a notte, é bella e dispone di un bagno spazioso e
pulito.
Se invece volete stare in campeggio, quello di Plakias sembra molto
bello; posto all'entrata del paese, adiacente al supermercato,
ha un'entrata imponente ed é dotato di piscina.
Ci sistemiamo e via subito in spiaggia che é raggiungibile
facilmente; basta infatti attraversare la strada che la costeggia
!
La spiaggia é molto lunga e non troppo larga, costituita
interamente da sabbia grossa e ciottoli di fronte al centro abitato,
ma se vi spostate a Sud-Ovest, sembra più sabbiosa.
Il mare é pulitissimo e di un colore intenso in cui predomina
il verde; l'unico inconveniente è il fastidiosissimo vento,
che soffia continuamente.
Stare sdraiati sul telo é pressoché impossibile,
poiché ad ogni folata si viene riempiti di sabbia; capisco
perché ho visto molta gente sdraiata nei giardini della
passeggiata ed anch'io faccio così, seguito ben presto da
tutti gli altri.
Sulla spiaggia, sono comunque presenti i soliti ombrelloni con
i lettini, sui quali molto probabilmente non arriva la sabbia e
a ridosso della strada ci sono anche le docce di acqua dolce.
La strada che costeggia la baia é un susseguirsi di negozi,
taverne, bar e ristoranti, ma se avete voglia di uno spuntino,
andate a mangiare una gyros all'ouzeri di "Sitis".
Quest'ultimo si trova sulla piazzetta da dove parte il trenino
panoramico, prima della strettoia che porta alla parte Ovest della
città, adiacente alla gioielleria "Yannis", dopo
il "Nufaro cafè snack bar"; non potete sbagliare,
ha pochi tavolini tutti azzurri.
Qui potrete mangiare o sorseggiare tranquillamente una Amstel,
trattati benissimo da Sitis, il proprietario, che, tra l'altro,
parla molto bene l'italiano.
Per mangiare non avete che l'imbarazzo della scelta; sappiate però che
i ristoranti a ridosso della strettoia di cui sopra, sono abbastanza
cari, chiaramente per dove vi trovate e le porzioni non troppo
abbondanti.
Se invece, dopo cena, volete bere un buon caffè ellenico
guardando il mare, vi consiglio il bar che si trova sulla destra,
superati tutti i ristoranti a cui mi riferivo sopra, di fronte
ad una taverna; ha una terrazza, con diversi tavolini, che guarda
il mare e l'intera baia di Plakias.
"Preveli e Shinaria"
Dopo una tranquilla notte di sonno ci alziamo alle 08.30 e troviamo
una giornata splendida, ma ventosa...; questa é la nota
negativa di Plakias, c'è spesso vento.
Meta del giorno é Preveli, una pittoresca spiaggia dove
il fiume, costeggiato per un lungo tratto da un palmeto, sfocia
nel mare, consentendo di fare il bagno sia nell'uno, che nell'altro.
Riprendiamo la strada che ci ha portato qui e dopo aver fatto una
piccola spesa al supermercato, ci dirigiamo verso Lefkogia, dove
ci fermiamo per fare colazione in uno dei due bar che si trovano
sulla strada.
Io e Michele andiamo al forno, facilmente raggiungibile dalla piazzetta
del paese, per prendere una spinac-pie e subiamo le ire della fornaia,
che sta litigando con il marito e se la prende anche con noi.
Tornati al bar beviamo il nostro caffè ellenico e ripartiamo
seguendo le indicazioni per il Monastero di Preveli; ad un certo
punto, ben indicata sulla sinistra, troviamo la deviazione per
la spiaggia di Preveli.
Fatto un piccolo ponte e superato un bar sulla sinistra, comincia
lo sterrato, che dopo 4 Km. termina in uno spiazzo ampio, dove
bisogna lasciare la macchina; c'é anche una taverna, che
probabilmente affitta delle camere, visto che sulla facciata del
muro capeggia la scritta "Rooms to let".
Da qui parte il sentiero, molto ben fatto, con numerosi scalini
ricavati nella roccia, che ci porta, dopo 500/600 metri, alla spiaggia
di Preveli.
Dall'alto, prima di giungervi, si vede benissimo la peculiarità di
questo luogo, dove il fiume incontra il mare e il palmeto.
E' uno scenario particolarissimo; tra le rocce più aspre
e spoglie, che si tuffano in un mare dai colori intensi, in cui
il verde predomina sull'azzurro, si apre lungo la gola, sulle sponde
del fiume un oasi verde fatta di palme, che ricorda paesaggi africani.
Come sempre siamo tra i primi ad arrivare ed anche se ciò vuol
dire alzarsi presto, lo faccio volentieri, perché così posso
godermi il posto a pieno, senza che la folla ne alteri i caratteri.
Chiaramente anche qui ci sono gli ombrelloni con i lettini, due
bar ed é possibile persino noleggiare pedalò e canoe
per risalire il fiume.
Fortunatamente le prime persone cominciano ad arrivare verso le
11.30, portate dai battelli che fanno la spola da Plakias; gli
ombrelloni cominciano a riempirsi, per la gioia di chi riscuote
le 4.000 dracme, che qui sono richieste !
Il pedalò costa invece 1.500 dracme per mezz'ora, ma ve
lo sconsiglio caldamente. E' perfettamente inutile e riduttivo,
risalire il fiume per 500 metri su di esso; vi godrete, infatti,
a pieno il posto e la particolarità del luogo, se prenderete
il sentiero che costeggia il lato destro del fiume, arrivando sino
alla fine del palmeto.
E' impressionante come la natura si possa adattare alle situazioni
più strane; qui una pianta tipicamente tropicale si é insediata
ricreando lo scenario di un'oasi, che in alcuni punti sembra del
tutto reale, con palme altissime e vegetazione rigogliosa.
Se poi a qualcuno può interessare, alla fine del sentiero,
quando le due rive si avvicinano sino quasi a toccarsi e il fiume
diviene un torrente, io e Michele abbiamo scovato una pianta, che
senza dubbi abbiamo catalogato come canapa !
La spiaggia, invece, é corta e stretta, fatta di ciottoli
piccoli, che proseguono sino dentro il mare, la cui acqua oltre
che limpidissima, ha un intenso colore verde, dovuto probabilmente
all'oscurità del suo fondale, che diventa di un blu sempre
più intenso mano a mano che ci si allontana dalla riva.
Particolarissimo é fare prima il bagno nel mare e poi, fatti
pochi metri, tuffarsi nell'acqua dolce del fiume; non succede molto
spesso, credo, e per me é stata la prima volta !
Qui campeggiare liberamente non é poi così estremo,
data la presenza del fiume e delle taverne; infatti, nel nostro
giro tra le palme, abbiamo scorto, diversi luoghi, dove qualcuno
si era precedentemente accampato.
Alle 14.00 decidiamo di andare via; la spiaggia é affollatissima
e chi ancora arriva fatica a trovare posto sull'arenile per stendere
il proprio telo.
Visto che è presto decidiamo di visitare il Monastero di
Preveli prima di recarci alla spiaggia di Shinaria, dove vogliamo
passare il pomeriggio; ripercorriamo quindi a ritroso la strada
sterrata e superato il ponticello, svoltiamo a sinistra, cominciando
a salire.
Poco più avanti ci accorgiamo che é indicata un'altra
deviazione per Preveli; probabilmente per questa via la strada
da percorrere in macchina é più breve, ma il sentiero
da fare a piedi, più lungo. Questa chiaramente é una
mia congettura dettata dall'impressione, ma non ho una prova di
fatto o una testimonianza che suffraghi la mia ipotesi.
Dopo aver percorso 5 Km. giungiamo al Monastero di Preveli, di
fronte al quale é stato ricavato un grande parcheggio, probabilmente
per ospitare i pullman consentendogli di fare agilmente manovra,
visto che la strada termina qui.
Sulla destra c'é anche un bar, dove Lucia e Cinzia preferiscono
andare a dissetarsi.
L'entrata al Monastero costa 700 dracme ed é consentita
solo con abiti adeguati; a chi ne é sprovvisto, ne vengono
consegnati all'entrata.
Michele entra, mentre io decido di aspettare fuori; tuttavia il
ragazzo che fa i biglietti, insiste a farmi entrare e mi consente
l'accesso gratuitamente.
Dopo averlo visitato, devo ringraziare l'inspiegabile insistenza
di quel ragazzo, che mi ha concesso di vedere un luogo dal fascino
mistico; all'interno, infatti, si respira un'aria particolare l'importanza
di questo monastero, che per centinaia di anni é stato un
centro di resistenza all'occupazione dell'invasore; prima contro
l'assalto turco, poi contro quello tedesco.
All'interno si possono distinguere chiaramente la parte vecchia,
molto bella e caratteristica da quella nuova e su delle grosse
lastre di marmo, leggere la storia di questo luogo; non é possibile
fare foto, ma non ne ho capito la ragione, tuttavia Michele ha "rubato" lo
stesso qualche istantanea
Terminato il giro nel monastero e recuperate le donne al bar, ripartiamo
per raggiungere la spiaggia di Shinaria, che alcune notizie ci
indicano come luogo adatto allo snorkelling; torniamo a Lefkogia
e giunti nel centro del paese, appena superati i due bar, giriamo
a sinistra.
Il cartello indica 2 Km., ma in realtà ne percorriamo 3,3.
State inoltre bene attenti, perché terminato l'abitato,
dovete tenere la destra; il cartello c'é e porta scritto "Shinaria
Hotel", ma é sdraiato per terra e non é così facile
vederlo.
La strada termina praticamente sulla spiaggia, nel parcheggio di
quello che doveva essere o che sarà lo "Shinaria Hotel".
La spiaggia é veramente graziosa, non molto ampia, composta
di sabbia grossa e posta in una piccola baia, riparata dal vento.
Il mare ha le tonalità del verde e dell'azzurro ed effettivamente
le poche persone che ci sono hanno tutte la maschera e le pinne.
Io invece la mia l'ho dimenticata a casa nell'armadio : povero
pirla !
Restiamo sino alle 19.00 e devo dire che si sta molto bene, quindi
torniamo a Plakias, dove ritroviamo il vento.
Mangiamo una gyros da Sitis e poi via in camera, dove ci aspetta
una sorpresa; per la prima volta e anche l'unica, troviamo i letti
rifatti e il bagno pulito.
Tale piacevole sorpresa non fa che aumentare il giudizio positivo
di questa piacevole sistemazione, che consiglio a tutti.
La sera ceniamo nella taverna che si trova sulla stessa via; i
prezzi sono contenuti e il cibo é buono.
Io, Michele e Cinzia prendiamo la grigliata di pesce; ci portano
un bel piatto con due pesci, una sardina e un gopa per l'esattezza,
con contorno di pomodori, cipolle, cetrioli e tzatziki.
Lucia ordina invece il solito souvlaki di pollo e riceve uno spiedino
abbondante e gustoso.
Solo il vino rosso non é niente di speciale, ma pur lamentandoci,
lo beviamo tutto.
"Mirthos"
Partiamo alle 08.00 per lo spostamento più lungo in programma
qui a Creta, che ci porterà sino a Ierapetra, con sosta
a Matala per vedere, almeno, l'omonima spiaggia.
Ritorniamo sulla strada principale, che ci ha portato qui da Rethimno
e svoltiamo a destra in direzione Spili, quindi seguiamo le indicazioni
per Timbaki; superata quest'ultima, andando in direzione di Mires,
giunti a Kaliviani svoltiamo a destra, seguendo per un breve tratto
le indicazioni per Festos, dove si trovano le omonime rovine, che
superiamo senza fermarci.
Dopo circa 3,5 Km. incrociamo la strada che porta a Matala. Svoltiamo
quindi a destra, seguendo le indicazioni per Pitsidia e, dopo aver
interpretato un incrocio senza indicazioni, dove tengo la sinistra,
giungiamo finalmente a destinazione; il primo spostamento del giorno é di
76 Km.
Matala, di mattina, mi appare contenuta e molto carina; prima di
giungere nell'abitato, ci sono sui lati della strada comode aree
di parcheggio dove vi consiglio di lasciare l'auto, per proseguire
a piedi nel centro del paese.
Costituito da due vie principali che hanno in comune una piccola
piazzetta, il paese é pieno di negozi, ristoranti, locali,
taverne e bar, molti dei quali danno direttamente sul mare, con
vista sulla pittoresca spiaggia, che presenta sull'imponente costone
di roccia che ne delimita il lato destro, numerose grotte, visibili
facilmente dall'esterno, che venivano usate come dimora dagli hippy
negli anni 60'/70'.
A parte questa caratteristica peculiare, la spiaggia, posta in
una piccola baia, non é molto lunga, né larga e sembrerebbe
anche battuta da un forte vento, che soffia da Est, ma questa é solo
un'impressione dettata dalle condizioni climatiche del giorno.
Costituita da sabbia grossa e ciottoli, presenta gli immancabili
ombrelloni con i lettini, disposti in due file parallele; l'acqua é di
un azzurro intenso, che in alcuni tratti diventa blu profondo,
mentre il mare é leggermente mosso.
Facciamo colazione e costatiamo che i prezzi sono leggermente più alti;
l'incremento è comunque minimo, nell'ordine delle 100 dracme.
Cambio 200.000 lire e ricevo 34.000 dracme : tutto sommato, come
in Italia !
Ripartiamo e superata Pitsidia seguiamo le indicazioni per Mires,
poi per Pirgos, quindi per Ano Vianos.
Da Pirgos in poi la strada comincia a salire e attraversiamo un
altopiano che mostra dei bellissimi paesaggi, brulli e spogli,
con poco verde, ma forti e intensi come i sapori di questa terra,
ancora schietta e genuina; Cinzia e Lucia si perdono tutto...,
tanto per cambiare dormono !
Giunti a Martha, 8,5 Km. prima di Ano Vianos, sbagliamo strada;
invece di prendere a destra, svoltiamo a sinistra e ci ritroviamo
a Thomadianò.
Qui ci accorgiamo dell'errore e girata la macchina siamo pronti
a tornare sulla retta via; tuttavia essendo ora di pranzo e visto
che di fronte abbiamo la taverna del paese, decidiamo di fermarci
a mangiare qualcosa.
La scelta offerta dalla cucina é limitatissima, quindi prendiamo
quattro souvlaki con un'insalata greca e delle olive.
Cinzia va in bagno, ma dopo 3/4 secondi riappare, chiaro segno
che i servizi igienici lasciano molto a desiderare !
Dopo qualche minuto di attesa riceviamo i nostri spiedini, che
sono un pò piccoli, ma molto buoni, come le patate fritte
che li accompagnano.
Fortunatamente il conto é in linea con la grandezza degli
spiedini e spendiamo in tutto, bevande comprese, 3.000 dracme :
una miseria !
Ci mettiamo di nuovo in marcia e in poco tempo giungiamo sul mare
a Mirthos, che potrebbe essere un buon campo base per l'escursione
di domani sull'isola di Hrissi.
Il paesino, nella sua semplicità, sembra accogliente, ci
sono molti "Rooms to let" e girando ne troviamo addirittura
uno con due doppie libere; purtroppo non c'é nessuno con
cui parlare, caso molto frequente qui a Creta, quindi decidiamo
di provare a vedere il successivo centro abitato, prima di Ierapetra,
per avere un termine di paragone.
Usciti da Mirthos andiamo verso destra in direzione Ierapetra e
vi giungiamo, senza però aver capito dove si trovi Gra-Ligia
!
Comunque i centri abitati che abbiamo superato, si sviluppavano
tutti lungo la strada principale e mi sembravano abbastanza squallidi;
molto meglio fermarsi a Mirthos.
Dato che siamo entrati nel centro di Ierapetra, ne approfittiamo
per scoprire a che ora partono i traghetti per Hrissi, in modo
da evitare inutili e scomode alzataccie il giorno successivo.
Saputo che la partenza è fissata per le 10.30 del mattino
dal porto di Ierapetra, torniamo a Mirthos per prendere le stanze.
Sappiamo già dove ce ne sono due libere, quindi tanto vale
cercarne altre e scegliere le migliori; il tentativo va solo parzialmente
a buon fine, visto che troviamo due stanze disponibili in un bel
centro con giardino, camere superaccessoriate, pulite e belle,
posto di fronte alla chiesa, ma con un costo francamente eccessivo
: 15.000 dracme a notte.
Andiamo quindi al "Rooms to let" che già conosciamo,
il "Despina Rooms", che tra l'altro si trova appena prima
del precedente verso il paese e trovato qualcuno con cui parlare,
scopriamo che le camere costano 7.000 dracme a notte; chiaramente
le prendiamo.
Non sono niente di eccezionale, anzi forse le peggiori sin ora
trovate, ma hanno un letto comodo e un bagno decente, anche se
l'acqua é fredda.
Discorso diverso per quella di Michele e Lucia, dove il bagno é effettivamente
peggio del nostro e l'acqua, quando si fanno la doccia traborda
in camera; ormai però ci siamo e dobbiamo adattarci.
Dopo esserci sistemati, andiamo in spiaggia che é facilmente
raggiungibile a piedi, visto che il paese si sviluppa su due strade
perpendicolari e sul "viale a mare".
Nella sua semplicità, il paese, appare carino; ci sono negozi,
alimentari, bar e taverne nel centro e diversi ouzeri e ristoranti
sulla strada che costeggia il mare, precedentemente indicata come "viale
a mare".
Il posto sembrerebbe anche abbastanza turistico, con predominanza
di olandesi.
I prezzi, ad un primo impatto, appaiono più bassi rispetto
a quelli sin ora trovati; prendiamo infatti un "frape",
l'equivalente del nostro caffè freddo e lo paghiamo solo
500 dracme, contro le 700/800 che ci chiedevano altrove. Anche
il caffè ellenico costa meno : 350 dracme contro le 400/450
sin ora pagate.
Giunti in pochi passi su quello che continuo a chiamare con un
pò di enfasi il "viale a mare", ma che si concretizza
in una semplice strada rialzata, che lo costeggia, vediamo la spiaggia
di Mirthos. Si sviluppa su due lati, é molto stretta e costituita
da sabbia grossa e ciottoli; appare poco curata e un forse troppo
sporca..., insomma é squallida !
L'acqua é chiara e calda, ma nulla di particolare, dato
che siamo in Grecia (ho visto posti in Liguria dove é molto
più bella).
Non c'é vento ed il sole scotta; sparisce dietro la montagna
intorno alle 18.30, sul lato destro, circa mezz'ora dopo su quello
sinistro.
Il lato destro é anche il più attrezzato : ci sono
ombrelloni, lettini e una rudimentale rete da pallavolo.
Molto probabilmente anche se Mirthos svilupperà le sue qualità ricettive,
difficilmente diventerà meta del turismo di massa, a causa
del suo mare e della sua spiaggia, che sono un handicap non indifferente.
Di sera, come sempre, Mirthos appare sotto un'altra luce, che la
rende carina ed affascinate, soprattutto lungo la strada che costeggia
il mare; qui se volete consumare un aperitivo prima di cena, vi
consiglio la caffetteria "Aira", che si trova sul lato
destro, guardando il mare, dove il servizio é molto pittoresco.
Per mangiare invece provate la "Taverna Caterina", posta
in una trasversale della via principale, dopo il tabaccaio; qui
tutti i piatti costano 1.000 dracme e le porzioni sono abbondanti.
La signora che vi serve inoltre parla un ottimo italiano e prenotare
non é stupido, visto che é sempre pieno; noi abbiamo
mangiato alle 22.30 !
Unico neo, l'estrema lentezza del servizio, circa 1 ora dall'ordinazione
!
Se siete attenti osservatori, noterete che intorno ai tavoli, in
alto nei punti di appoggio, sono attaccati e penzolano i sacchetti
di plastica con cui si fa il ghiaccio; non é una stravaganza,
serve a scacciare le mosche.
Non so dirvi se ciò e vero, ma per il tempo che io sono
stato lì seduto, non ne ho visto volare una, ma forse sarà stato
un caso !
"L'isola di Hrissi, il secondo
luogo più a Sud d'Europa"
Ci svegliamo alle 08.30 per andare a Ierapetra a prendere il traghetto
che ci porterà all'isola di Hrissi, in modo da avere il
tempo per fare la spesa per la giornata.
Stupidamente, pur vedendoli aperti non sfruttiamo gli alimentari
di Myrthos, pensando di trovarne di migliori a Ierapetra; purtroppo
però non abbiamo considerato che é domenica e giunti
in città non troviamo nulla di aperto, dove comprare frutta,
pane e acqua.
Gli unici esercizi aperti sono i bar sul lungo mare e lì di
frutta non se ne compra.
Lasciamo la macchina nel comodo piazzale del porto, di fronte alle
barche che portano all'isola e proviamo a fare un giro nella vana
speranza di trovare un negozio di alimentari o un forno aperto.
All'ingresso del parcheggio, sarete assaliti dal gerente dell'agenzia,
posta sulla destra, che vende i biglietti per il traghetto; questo
vi chiamerà a squarciagola dicendovi di comprarli da lui
che non vi pentirete. Ignoratelo e andate tranquillamente a parcheggiare,
tanto i biglietti li potete fare direttamente sul traghetto al
momento dell'imbarco.
Ci sono tre traghetti che vanno e tornano da Hrissi, sono al porto
e fanno gli stessi orari, quindi quel simpatico signore non può offrirvi
niente di meglio !
Percorro tutto il lungo mare e giunto in fondo giro a sinistra
verso l'interno; arrivato all'angolo, sulla sinistra mi trovo una
sorta di paninoteca, che vende di tutto; ne approfitto e compro
due spinac-pie e due bottiglie d'acqua.
La spinac-pie, in particolare, é quella che mi darà maggiori
soddisfazioni; infatti non é la solita che si trova al forno,
fatto modello fagottino, ma é quella cucinata in teglia
e poi tagliata in porzioni rettangolari. Bassa, poco fritta e piena
di spinaci e formaggio, é la migliore ed anche la più difficile
da trovare !
Torniamo al porto e ci imbarchiamo; il biglietto di andata e ritorno
costa 5.000 dracme. La partenza é fissata per le 10.30,
il rientro per le 16.00.
Piccolo consiglio che si basa su una mia impressione : noi, a occhio,
abbiamo scelto il traghetto più piccolo e meno sfarzoso
dei tre, che se non erro si chiamava "Dionassis"; guarda
caso é stato il primo a partire alle 10.45 e l'ultimo a
rientrare alle 16.15.
Uno degli altri due é partito molto in ritardo e questa é la
conclusione a cui sono arrivato, sentendo anche i commenti di chi
arrivava in spiaggia, quando io avevo già fatto il bagno
: secondo me i due traghetti più grandi sono legati anche
ai gruppi che giungono dai villaggi, quindi fin quando il pullman
non arriva, aspettano; il terzo invece dovrebbe essere un autonomo,
libero da tali vincoli e di conseguenza parte in orario. Questa
rimane comunque una mia congettura.
Il viaggio sino all'isola dura 45 minuti, quindi il tempo utile
da passare a Hrissi é solo poco più di 4 ore; il
traghetto attracca sulla parte Nord dell'isola, quella di fronte
a Ierapetra, e già prima di arrivare si capisce in che posto
fantastico si sta andando.
Sbarcati sull'isola avete due scelte : la spiaggia che trovate
alla vostra destra fornita di ombrelloni e lettini, con alle spalle
il bar, o quella che si trova dall'altra parte dell'isola, comodamente
raggiungibile a piedi seguendo un sentiero di circa 500 m., ben
segnalato e ampio.
Noi siamo andati dall'altra parte e vi assicuro che é molto
meglio.
Già il primo impatto é suggestivo, spiaggia bianchissima
e sabbia fine; l'isola é quasi completamente piatta e tra
le dune si alternano piante di ginepro, cedro e lentisco.
Giunti sull'altra sponda dell'isola, quella che guarda l'africa
ci troviamo di fronte un paesaggio meraviglioso; é realmente
come avevamo sentito dire, sembra di essere ai caraibi !
Anche qui ci sono ombrelloni e lettini, ma non li noterete neanche
attratti come sarete dalla bellezza del mare.
Proverò a descrivere cosa ho visto, ma so che non sarà facile
rendere con le parole tanta bellezza e chi, dopo aver letto queste
mie righe, avrà la fortuna di andare a Hrissi, noterà che
le mie parole sono infinitamente lontane dalla realtà.
La sabbia, come già detto, é bianchissima e molto
fine, e continua sin dentro il mare, dove sono presenti poche rocce
sui fondali, che esaltano ancora di più il colore cristallino
dell'acqua.
Quest'ultima ha colori intensi e diversi : a riva é di un
tenue azzurro, poi diventa chiarissima, quasi trasparente, infine
di un celeste sempre più intenso, mano a mano che si va
al largo; insomma una piscina naturale.
Il batti riva ha poi una caratteristica, che non avevo mai visto
altrove; é infatti composto interamente da piccolissime
conchiglie.
Stendo il telo e volo in acqua e con stupore scopro che é calda
e rimane bassa e poi ad altezza d'uomo per quasi un centinaio di
metri dalla riva; in questo modo potrete godervi a pieno tutti
i colori che tale meraviglia possiede.
Sulla destra, guardando il mare, più staccati dai primi,
ci sono altre file di ombrelloni; é il posto dei nudisti,
tenetene presente se arrivate dopo e non trovate posto sotto i
primi ombrelloni.
Tra i cedri sulle dune, nella poca ombra che tale vegetazione offre,
si scorgono delle tende; sono quelle dei temerari che campeggiano
sull'isola.
Se da un lato acqua e cibo sono disponibili nel bar posto all'attracco,
dall'altro, la mancanza di acqua dolce con cui lavarsi e corrente,
rende il free-camping un tantino arduo; tuttavia una notte a Hrissi
l'avrei passata e molto probabilmente se fossimo stati soli, io
e Michele l'avremmo anche fatto.
Alle 16.00 riprendiamo il traghetto che ci porta a Ierapetra, salutando
questo fantastico luogo.
La sera ceniamo a Myrthos, nella omonima taverna, che come recita
il cartello é aperta sin dal 1950, mangiando pesce e assaggiando
i "dolmatos", tipico piatto greco costituito da involtini
di riso, racchiusi in una foglia di vite; il cibo é ottimo,
le porzioni abbondanti e spendiamo il giusto. Maurizo Fabbri
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