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Un' altra avventura di Maurizio, assiduo
viaggiatore che ci ha inviato uno dei suoi innumerevoli viaggi.
Si tratta di una vacanza per amanti del Sole e del Mare.
Complimenti! Il
prossimo mese concluderemo questa avventura alla scoperta delle
meraviglie di Creta...
Parte Prima!
Introduzione e presentazione dei protagonisti
Dopo 5 anni torno in Grecia con il mio amico Michele e le nostre
rispettive compagne, per una vacanza di 15 giorni che si svolgerà dal
11 al 25 Agosto 2001; sono curioso di rivedere questo paese ricco
di spiagge bellissime, di notarne i cambiamenti e riassaporarne
i sapori.
Questa volta, a differenza delle precedenti, non andiamo nelle
isole cicladi, ma a Creta, la più grande delle isole elleniche
da cui mi aspetto di essere stupito.
Quattro i partecipanti alla nuova avventura :
1) MICHELE, l'organizzatore, lo scerpa di tutti i miei viaggi meglio
riusciti, colui che prima di partire sa già dove andare,
cosa vedere e qualche parola della lingua locale. Pronto ad apprezzare
i migliori posti che il luogo propone, studia guide e cartine,
ricerca materiale ovunque, riuscendo a stupire anche gli autoctoni
per la perfetta conoscenza della zona in cui si trova. Deciso a
provare ritmi, profumi e sapori del posto é alla perenne
ricerca del tipico e del particolare, rifiutando il turistico,
che ripudia con tutte le sue forze. Determinato a non perdere neanche
un minuto del tempo a sua disposizione, detta, senza comunque imporli,
i ritmi della vacanza, esplorando ogni luogo, con l'inseparabile
macchina fotografica, nel modo più minuzioso, immortalando
con perfetti fermo immagine particolari che ai più passano
inosservati.
Frase tipica : "ma guarda che posto...!", "che cos'é quello
? Lo devo assaggiare !"
2) MAURIZIO, il sottoscritto, il seguace di Michele, quello che
cerca di emularlo, senza però perdere le proprie caratteristiche.
Turista per nascita, ma viaggiatore per passione, negli anni si è convertito
alla filosofia "Michelea" della scoperta e dell'avventura,
anche se nei momenti più critici riemergono i caratteri
dominanti della sua personalità, burbera e incazzosa. Sempre
pronto a seguire lo scerpa, proponendo comunque anche la sua idea,
apprezza oltre al luogo anche altri aspetti, solo casualmente sempre
femminili, che reputa interessanti.
Frase tipica : "...due bastonate gliele darei volentieri !"
3) LUCIA, la compagna di Michele, tanto lontana dal modo di viaggiare
e dai ritmi di vita di quest'ultimo, quanto un pinguino dal deserto
del Sahara, cerca invano di tenersi aggrappata al suo uomo, che
perde regolarmente. Il classico "carretto" della teoria
Olivaresca sui viaggi, prova ad adattarsi alla vita del viaggiatore,
rimanendo, però, irrimediabilmente una turista.
Frase Tipica : "...li si tocca ?", "il sole abbronza
di più quando non c'é !"
4) CINZIA, la compagna di Maurizio e solo per questo meritevole
della proposta di beatificazione, pur travisando i caratteri tipici
del turista, rileva a tratti gli aspetti salienti del viaggiatore,
soprattutto a tavola, dove assaggia con gusto i piatti offerti
dalla cucina del luogo. Immancabilmente immersa nel sonno più profondo
durante qualsiasi spostamento con l'auto, anche a lei si addice
la definizione di "carretto" di cui sopra; praticamente
immune all'attacco delle zanzare, appare, a bassi ritmi, resistente
nel girovagare.
Frase tipica : "...mi sono confusa !"
5) TUTANKAMON, per gli amici "Tuta", il bagaglio della
Cinzia, inaspettatamente, per le sue dimensioni, quinto protagonista
della vacanza. Tranquillo, indipendente e caratterizzato da un'estrema
facilità di movimenti, grazie alle comode rotelle di cui é dotato,
si é adattato senza fare problemi a tutte le situazioni
che si sono presentate in questi 15 giorni.
Frase tipica : "vuoi mettermi dentro ancora qualcosa ?"
A questo punto é necessario affermare con forza che fondamentale
per la riuscita di qualunque vacanza é, senza ombra di dubbio,
la scelta dei soggetti con cui condividerla; sbagliare questa difficile
e delicata miscela può compromettere il più affascinante
e fantastico viaggio che mai si possa intraprendere, dato che,
ed é indispensabile sottolinearlo ancora, un viaggio non é fatto
solo di luoghi, profumi, sapori e sensazioni, ma anche di persone.
"Il giorno della partenza"
Aspettato, agognato, sospirato e finalmente arrivato..., il giorno
della partenza delle vacanze è sempre qualcosa di particolare,
unico e irripetibile; sembra simile a tutti gli altri, ma se
lo si analizza bene si scopre che questo momento sa essere sostanzialmente
diverso ogni volta che lo si affronta.
Per qualcuno il bello delle vacanze finisce qui..., nell'attesa
della partenza, poi tutto svanisce velocemente, bruciando come
paglia con una fiamma tanto alta, quanto breve ed intensa.
Per me invece, é proprio qui che inizia il bello, con quella
sensazione di libertà e distacco dalla consolidata routine
di tutti i giorni, che solo un viaggio riesce a darmi.
Ora di partenza da Malpensa, terminal B, le 07.00 del mattino !
Io e Michele, lasciamo casa alle 03.35, insieme al povero Dino,
compagno di tante avventure, che per sfortunate vicissitudini,
che non riguardano questa storia, si é trovato a non fare
le vacanze, prestandosi, non so quanto volentieri, ad accompagnarci
a Milano.
Raccolti a Cantù gli ulteriori due elementi femminili del
gruppo ed il "piccolo" Tuta, giungiamo a Malpensa in
perfetto orario per il ritiro dei biglietti, due ore prima del
volo !
Check-in, imbarco e decollo in perfetto orario e volo tranquillo
sino ad Heraklion, dove più che atterrati, siamo rimbalzati.
Dopo aver integrato l'assicurazione dell'auto presa a noleggio
con il secondo elemento alla guida e ritirate le chiavi, usciamo
dall'aeroporto e ci dirigiamo verso i parcheggi, posti leggermente
a sinistra, oltre l'aiuola che vi trovate di fronte.
Qui prima piacevole sorpresa : pur avendo prenotato un'auto di
classe B, ce ne assegnano inspiegabilmente, ma fortunatamente,
una di classe C; una Toyota Yaris Verso, che si rivelerà affidabilissima
e comodissima, visto i bagagli che abbiamo.
Prima digressione : se prenotate l'auto dall'Italia, non prendetene
una troppo piccola; meglio spendere qualcosa in più, ma
avere posto per i bagagli, visto che se avete deciso di girare,
la comodità negli spostamenti si dimostrerà fondamentale.
Noi pensavamo che, essendo in quattro, bastasse una macchina modello
Yaris, ovvero di classe B, ma vi assicuro che se non fossimo stati
così fortunati dal vedercene assegnare una di classe C,
non oso immaginare in che condizioni avremmo viaggiato.
Carichiamo i bagagli e partiamo; non abbiamo una metà ancora
ben definita, ma visto che abbiamo tutto il pomeriggio a disposizione,
vogliamo spostarci il più a Ovest possibile, in direzione
Chania.
La guida del nostro tour operator, che ci ha accolto all'aeroporto,
ci ha messo in guardia sui controlli della polizia, consigliandoci
di indossare sempre le cinture e di rispettare i limiti; inoltre
ci ha paventato una situazione abbastanza precaria riguardo ai
distributori, presenti in maniera regolare, a suo dire, solo tra
Heraklion e Chania.
Per ciò che riguarda le cinture posso affermare che é meglio
averle allacciate, non tanto per il timore di inutili multe, quanto
per la propria sicurezza personale; dei famigerati controlli, non
posso dire nulla, perché non siamo mai stati fermati dalle
forze dell'ordine locale, quanto ai limiti di velocità invece,
variano da 50 a 90 Km/h, con tratti in cui é indicato anche
meno.
In generale la popolazione locale mi é sembrata rispettare
tali limiti e anche noi ci siamo adeguati.
I distributori, diversamente da quanto ci é stato detto,
sono invece tantissimi e presenti in tutte le parti dell'isola;
la benzina verde ha un costo che varia tra le 264 e le 272 dracme
al litro, ovvero circa 1.500 lire.
Ci allontaniamo dall'aeroporto seguendo le indicazioni per Chania
e dopo qualche chilometro troviamo una deviazione verso sinistra
che ci porta sulla "new road", una sorta di super strada,
che collega Heraklion ad Chania costeggiando tutta la costa settentrionale.
Quest'ultima é costituita da due corsie contrapposte dotate
di corsia di emergenza, nella quale i veicoli lenti si spostano
per consentire il sorpasso a quelli più veloci; apprendete
subito questa consuetudine, in modo da evitare inutili arrabbiature,
quando qualcuno più veloce di voi, spazientito dal fatto
che non vi facciate da parte, vi "svegli" con un sonoro
colpo di clacson.
Subito dopo Rethimno, decidiamo di pernottare sul promontorio di
Akrotiri, posto a ridosso di Chania, dove abbiamo l'indicazione
di due spiagge da vedere : Marathi e Stavros.
Superata Souda, quindi, giriamo a destra e cerchiamo di seguire
le indicazioni per Marathi, che si trova nella parte meridionale
del promontorio, di fronte alla piccola isola di Nicos Souda.
Raggiungere Marathi non é tuttavia facile come sembra; sul
promontorio di Akrotiri, infatti, c'é un presidio militare
della marina e le strade che si sviluppano intorno a tale zona,
chiaramente non valicabile, sono caratterizzate da una segnaletica
pressoché inesistente, che costringe a viaggiare a vista,
basandosi su sensazioni e logica, più che sulla cartina,
ripercorrendo a ritroso, spesso e volentieri, le strade secondarie,
prima di indovinare (ed é proprio il termine ideale) quella
giusta.
Con qualche fatica giungiamo comunque a destinazione; alla fine
di una stretta strada tra gli ulivi arriviamo infatti a Marathi,
paesino posto su una tranquilla baia, formata da tre piccole anse
a mezzaluna divise da un esile porticciolo.
La prima sensazione non é delle migliori, ma forse é la
stanchezza a condizionarci, visto che in seguito la bellezza del
posto si é mostrata ai nostri occhi, facendoci ricredere.
Il luogo sembra molto tranquillo, ed é questa la sua peculiarità maggiore,
adatto alle famiglie, e di turisti stranieri non sembra di vederne; é il
classico luogo di villeggiatura, meta del turismo greco.
La spiaggia é di sabbia grossa, stretta e con alle spalle,
lungo tutto il suo perimetro, a una piccola strada, che di sera
si trasforma in una graziosa passeggiata a mare, illuminata dalle
luci dei ristoranti che pongono su di essa i loro tavolini.
L'acqua é calmissima, una tavola piatta e poco profonda;
il colore predominante é il verde e l'azzurro intenso, ma
il fondale é costellato da ciottoli grossi ricoperti da
vegetazione, estremamente scivolosi, che rendono difficoltoso l'accesso
in acqua.
Giunti di fronte al mare, seguiamo con l'auto la strada verso sinistra,
sino ad un ampio spiazzo, dove si trova un piccolo bar; parcheggiato,
proseguiamo a piedi sempre lungo la strada seguendo le indicazioni
di un "room to let, che ci indica di prendere la prima a sinistra.
Superate una strettoia, sulla destra, di fronte ad una casa in
costruzione, che sembra un piccolo castello, con la sua torretta,
si trovano due case bianche adiacenti, dove é possibile
prendere una camera; l'attività é gestita da una
giunonica cretese, che più che un'operatrice turistica,
sembra una nota "puttanona" del luogo, definizione che
alla fine della contrattazione del prezzo delle stanze, risulterà azzeccatissima
!
Spendiamo infatti, per una notte, 14.000 dracme per due doppie
con il bagno in comune, in altre parole 3.500 Dracme a testa, tutto
sommato neanche tanto, ma bisogna tenere conto che siamo a Marathi
!
Prendiamo le stanze, che sono dignitose e pulite con un ottimo
letto ed un bagno al limite della sufficienza; ci sistemiamo e
dopo una rinfrescata, andiamo in spiaggia.
Faccio il bagno e l'acqua, a differenza di quella delle Cicladi,
che ricordavo freddina, é invece calda.
Dopo un pò di sole decidiamo di mangiare al bar che abbiamo
alle spalle; il classico "ouzeri" greco con i tavolini
praticamente sulla spiaggia e la cucina ricavata in una vecchia,
quanto precaria, almeno all'impressione, roulotte.
Prendiamo due insalate greche e un piatto di polipo alla griglia;
noteremo in seguito che i prezzi sono aumentati dall'ultima volta
che siamo stati in terra ellenica.
Certo sono passati 5 anni e bisogna considerare che Creta a differenza
delle Isole Cicladi ha una tradizione turistica di almeno 50 anni,
ma l'impressione é questa; comunque il cibo é buono,
soprattutto il polipo e mangiamo senza lamentarci più di
tanto.
Qui sento la necessità di aprire una piccola parentesi sul
pesce : il fatto di trovarsi su un'isola non deve far credere che
il pesce venga regalato; al contrario il suo costo é superiore
a quello di tutte le altre portate, chiaramente molto economico
rispetto all'Italia, ma non gratuito.
Le ragioni di ciò sono da ricercare nel fatto che in primo
luogo i greci non sono pescatori, bensì allevatori e anche
se vanno a pescare in mare lo fanno generalmente per il proprio
consumo; in secondo luogo il mare greco e in particolare quello
intorno a Creta é poco pescoso.
Per questa ragione gli unici pesci freschi che trovate sono le
sardine, i gopa e qualche volta il polipo; il restante pesce é generalmente
surgelato.
La sera mangiamo in un ristorantino sul mare situato davanti alla
baia dopo il porticciolo; insalata greca, tzatziki e fritto misto,
abbondante e buono accompagnato da una fresca bottiglia di retzina.
Con il buio, la passeggiata lungo il mare mostra, esaltandola,
la bellezza delle tre piccole baie che si susseguono tra loro,
intervallate soltanto dall'esile striscia di terra che costituisce
il molo.
Seduti al tavolino, mangiando al rumore delle onde, con le luci
soffuse, che si specchiano nell'acqua e sullo sfondo i bagliori
sfocati di Souda, si matura la convinzione di trovarsi in un'altra
dimensione; l'atmosfera é infatti così surreale che
sembra di essere ad anni luce da casa ed invece siamo solo a 2
ore e mezza di aereo !
Qui tutto scorre con calma, la stessa che si respira guardando
il mare; i ritmi sono lenti e dilatati e nessuno ti fa fretta chiedendoti
se vuoi ancora qualcosa per spingerti a liberare il tavolo.
Il denaro non domina la vita, scandendone i tempi, di questo popolo,
che ci é tanto vicino, ma al tempo stesso così lontano.
Ben presto le poche ore di sonno del giorno precedente ci invitano
ad andare a letto, dove una bella dormita ci dovrà preparare
a le fatiche successive.
Purtroppo dormire si rivelerà un'utopia, visto che verso
le 23.00 comincia un concerto di musica greca, che si protrae sino
alle 04.30 !
"La fregatura di Platanos"
Pur non avendo chiuso occhio, alle 09.30 siamo pronti per partire
ad eccezione di Lucia, che si presenta con dieci minuti di ritardo
!
Dopo un rapido confronto, decidiamo di saltare la spiaggia di Stratos,
posta sulla parte settentrionale del promontorio, per privilegiare
la visita alla città di Chania, che dovrebbe essere molto
bella.
In poco tempo giungiamo nel capoluogo cretese e parcheggiata la
macchina nella piazza del mercato, che vi trovate sulla destra
se entrate in città, da via Nikiforou Foka, proseguiamo
per il centro a piedi.
La parte vecchia della città appare molto bella, con vie
e vicoli stretti che si intrecciano tra loro, pieni di negozi,
taverne, bar e ristoranti e che culminano nel porto.
L'influsso veneziano é percettibile immediatamente, non
solo dall'architettura delle case, ma anche dall'impatto visivo
che la cittadella offre a ogni visitatore; in particolare il porto,
ricavato in un'ansa a mezza luna é veramente caratteristico,
anche se i troppi locali e ristoranti "turistici" che
lo adornano, ne fanno perdere parte del suo fascino.
La fortezza é pressoché intatta e dall'alto della
torretta si domina e si gusta l'intero scenario.
Dopo un breve spuntino con una gyros pita, che qui costa 450 Dracme,
lasciamo Chania alla volta di Kissamos, che si trova al centro
fra le due penisole poste a Ovest dell'isola, di fronte all'omonimo
golfo.
L'intenzione é quella di fermarsi a dormire un paio di notti,
per poter visitare due delle spiagge che si possono raggiungere
in breve tempo da qui : Falassarna e Balos.
Purtroppo giunti a Kissamos e girati i vari "room to let",
non troviamo una sistemazione per due giorni, ma soltanto per una
notte; le ragazze vogliono però fermarsi in ogni caso per
due giorni, quindi decidiamo di proseguire, nella speranza di trovare
posto altrove.
Ci rechiamo di impulso a Falassarna, che non é propriamente
un centro abitato, ma il nome della spiaggia; giuntivi troviamo
comunque, pensioni e moltissimi "rooms to let", ma non
una sistemazione, dato che il posto é bello e molto battuto
e di conseguenza, tutto pieno.
Decidiamo di tornare al paese precedente, Platanos, che dista da
Falassarna 4 Km., dove dopo un'estenuante ricerca, troviamo una
doppia al "Rooms Evenue", posto nuovissimo, che ci spara
un prezzo esorbitante : 30.000 dracme a notte per una stanza per
4 persone, con bagno.
Non abbiamo ne scelta, ne voglia di proseguire la ricerca e accettiamo,
beccandoci così, la prima fregatura della vacanza : il secondo
letto matrimoniale é costituito infatti, da due materassi
posti per terra; nonostante questo accettiamo e sistematici, torniamo
a Falassarna.
La strada per raggiungerla é agevole, asfaltata e larga
con numerosi tornanti, dai quali si vede tutta dall'alto la spiaggia;
quest'ultima é molto larga e lunga, costituita interamente
da sabbia grossa, che ti si appiccica alla pelle in maniera impressionante.
Lungo tutta la spiaggia ci sono diversi stabilimenti balneari (il
primo si chiama Epanhema Beach Club), che offrono, parcheggio gratuito,
docce di acqua dolce, anch'esse gratuite, ombrelloni e lettini;
l'accesso é comunque libero anche a coloro che scelgono
di non utilizzare ombrellone e lettini, unico confort a pagamento,
quindi potete tranquillamente disporre il vostro telo e godervi
a pieno la giornata.
L'acqua é limpida e non troppo fredda ed il mare leggermente
mosso; il litorale non é battuto dal vento, ma vicino al
batti riva, c'é una piacevolissima brezza, che attenua la
forza del sole.
Purtroppo la giornata é rovinata dall'arrivo di enormi nuvoloni,
i primi che vedo in Grecia, che ci costringono a lasciare la spiaggia.
Torniamo a Platanos, dove scopriamo facilmente che non c'é nulla;
solo un ristorante, una panetteria, posta di fronte a dove abbiamo
la stanza ed un mini-marchet.
Inoltre prima di andare a cena, facendo mente locale su quanto
dovremmo pagare, emergono due linee di pensiero completamente contrapposte
: Michele afferma che pagheremo 30.000 dracme a notte, Lucia, invece, é convinta
che siano 30.000 per due notti.
Dato che 30.000 dracme a notte sarebbe uno sproposito, per il luogo
in cui siamo, Platanos, in mezzo al nulla e lontano dal mare, io
e Michele andiamo a chiedere conferma e con grande stupore, scopriamo
che il prezzo é quello paventato precedentemente da Michele; é veramente
troppo, ora ce ne rendiamo conto e decidiamo di rimanere solo una
notte.
Se avessimo accettato di prendere la camera a Kissamos, senza ostinarci
a trovarne una necessariamente per due notti, probabilmente, oltre
a goderci molto più a lungo il pomeriggio ci saremmo ritrovati
in un centro più accogliente e carino dell'insulsa Platanos,
spendendo la metà; purtroppo, però, gli errori si
evidenziano sempre dopo che uno li ha commessi, quindi fate tesoro
della nostra esperienza.
La sera scegliamo di andare a cenare al paese successivo, Sfinari,
che si trova a 8 Km.; la strada per raggiungerlo non é male,
ma é completamente buia e con tornanti senza alcuna protezioni,
a strapiombo.
Ci fermiamo a mangiare alla prima taverna che si incontra sulla
sinistra, appena entrati nell'abitato, la "Taverna Antonios",
che funge anche da "Rooms to let"; i pochi tavolini sono
solo parzialmente occupati, anche da un gruppo di italiani, che
molto probabilmente soggiornano qui.
Il titolare, Antonios, é un pittoresco uomo, molto robusto,
che si diletta a passare tra i tavoli scherzando con i commensali
e facendo l'imitazioni e i versi di animali stranissimi, che molto
probabilmente neanche esistono.
La figlia prende invece le ordinazioni e serve ai tavoli; mangiamo
molto bene e abbondante, spendendo veramente poco.
Rientrando decidiamo di andare a prendere qualcosa da bere nei
locali che ci sono a Fallassarna; sono convinto, vista la gente
che c'era in spiaggia e il tutto esaurito dei posti letto, che
ci sia del movimento.
Purtroppo resto deluso; i locali ci sono e sono anche carini, ma
di gente neanche l'ombra !
"Il paradiso di Balos"
Di buon mattino carichiamo la macchina e saldata la signora che
gestisce il carissimo "Rooms Evenue", lasciamo Platanos,
dove vi sconsiglio caldamente di venire, se ancora non si fosse
capito.
In serata abbiamo deciso di spostarci a Paleochora, nostro futuro
campo base; la giornata invece sarà dedicata alla visita
di Balos, nota anche come Gramvoussa, situata all'estremità dell'ultima
penisola a Ovest di Creta.
Ci dirigiamo verso Kissamos e dopo qualche chilometro, giriamo
a sinistra seguendo le indicazioni per Kaliviani, e per il "Balos
beach Hotel", che é molto meglio segnalato !
Giunti nell'abitato, ci si trova ad un bivio, senza segnalazioni
: di fronte si ha una strettoia, che consente l'accesso alternato
di una sola autovettura, a sinistra la continuazione ipotetica
della strada da cui si é arrivati, che porta ad un bello,
almeno all'apparenza, "Rooms to let" (tenete conto, é un
ottimo campo base alternativo a Kissamos, per le escursioni a Balos
e Falassarna).
La via da seguire é quella di fronte a voi; fatta la strettoia,
infatti, si arriva nella piazzetta del paese di Kaliviani, dove
sulla destra, di fianco alla graziosa chiesetta, c'é una
piccola strada asfaltata, sulla quale ricompare l'indicazione del "Balos
Beach Hotel".
La prendiamo e poco dopo aver superato l'hotel precedentemente
menzionato, che vi trovate sulla destra, il manto stradale termina
e comincia lo sterrato; la strada é comunque abbastanza
larga, ma il fondo é assai sconnesso, con numerose pietre
grosse, che rallentano la marcia, a meno che non si abbia una jeep,
consigliando un'andatura lenta ed attenta, che salvaguardi il fondo
e le gomme dell'auto, uniche parti non assicurate.
Questa strada continua tra sali e scendi in un paesaggio brullo
e arido con dirupi mozzafiato e viste incredibili per 7,6 Km.,
terminando infine in un ampio spiazzo, dove si trova anche un rudimentale,
quanto caratteristico bar, il "Kantina Boat", che ha
posto, fra l'altro, un tavolino con attorno delle poltrone sul
ciglio del dirupo e da cui si ha, a 360°, un colpo d'occhio
difficilmente spiegabile a parole; infatti, senza soluzione di
continuità, di fronte si ha il golfo di Kissamos e l'altra
penisola, a sinistra e dietro il mare aperto, a destra l'aspra
montagna e sopra il cielo.
Da qui parte il sentiero di 2 km. che porta alla spiaggia; é molto
ben praticabile e curato, ma visto che dovrete scendere e risalire
numerosi gradini di pietra, vi consiglio un comodo paio di scarpe
da tennis o di sandali e non certo le ciabatte da spiaggia.
Il primo tratto, pressoché pianeggiante, porta dall'altra
parte del promontorio, da qui inizia la discesa vera e propria,
ma solo più avanti si scorge finalmente la spiaggia; quello
che vedrete, difficilmente lo dimenticherete, o almeno per me é così,
visto che l'impressione che mi ha dato al primo sguardo Balos,
me la ricordo ancora adesso.
E' incredibile ! Stupefacente..., sulla sinistra un piccolo golfo
di acqua azzurra, che andando verso destra diviene bianca, come
la sabbia, che forma un piccolo istmo naturale, collegando il promontorio
all'isola di Gramvoussa.
Scendiamo rapidamente e prendiamo posto sul litorale del golfo,
dove però é scomodo stare, a causa di un vento abbastanza
sostenuto, che spazza addosso la sabbia in modo fastidioso; vi
consiglio, invece, come abbiamo fatto noi in seguito e come fa
quasi tutta la gente che scende a Balos, di proseguire verso destra
lungo la spiaggia, passare l'istmo e stendere il telo sull'isoletta
di sabbia.
Anche qui c'é il vento, che in seguito apprezzerete moltissimo,
visto quanto picchia il sole, ma almeno, la sabbia essendo molto
umida non vi arriva addosso.
L'acqua é bianca, calda e molto bassa, arriva al massimo
alla coscia e fare il bagno qui è molto particolare.
Sulla sinistra, all'estremità del golfo, c'è anche
un piccolo bar, il "Cafe Taverna", ma non so se sia in
funzione, visto che lì non ci sono andato, concentrandomi
invece sulla parte che da sul mare aperto.
In ragione della scomodità del suo raggiungimento, Balos
non é molto battuta dai turisti, certo non si é soli,
ma dividere questa bellezza con una trentina di altre persone non
mi sembra affatto male!
Lasciamo Balos verso le 17.00, con la consapevolezza di aver visto
qualcosa di straordinario e ci dirigiamo verso Paleochora, che
abbiamo scelto, come campo base per i prossimi due giorni; torniamo
quindi verso Kissamos, la superiamo in direzione Chania e poco
dopo, a Kaloudiana giriamo a destra.
La strada é scorrevole e abbastanza buona, come del resto
tutte quelle sin qui fatte e come saranno anche tutte quelle che
sino alla fine del nostro viaggio faremo.
Ci fermiamo a Topolia, dove c'é una gola, all'inizio della
quale é posto, su uno spiazzo, che vi trovate sulla sinistra,
prima di una galleria, un simpatico bar panoramico, con tavoli
in legno e sedie ricavate da grossi ceppi.
Riprendiamo il viaggio verso Paleochora, circondati da enormi castagni,
che ci accompagneranno per tutto questo trasferimento e cominciamo
ad incrociare i pullman che riportano indietro i turisti dalla
spiaggia di Elafonissi, nostra futura meta, avendo così la
conferma, che questa spiaggia sarà molto affollata !
Peleochora...
Dopo pochi chilometri arriviamo al bivio per Elafonissi; noi chiaramente
giriamo a sinistra e superato Strovles, prendiamo una piccola via
di congiunzione tra paesi, seguendo per Aligi e Dris, che ci porta
sulla strada, parallela a quella che facevamo in precedenza, che
scende, anch'essa, dalla costa settentrionale dell'isola.
A questo punto giriamo di nuovo verso destra e dopo poco arriviamo
a Paleochora; sono le 19.20.
Inizia la ricerca del posto per dormire, ma nonostante il nostro
impegno, non riusciamo a trovare nulla per la notte; soltanto in
un "Rooms to let" ci garantiscono due doppie per il giorno
successivo.
Siamo vicini a ferragosto e anche i greci fanno vacanza, ci dovevamo
pensare !
Ci spingiamo sino a Gialos, paese a pochi chilometri da Paleochora,
ma non abbiamo miglior sorte; in un ultimo disperato tentativo
proviamo a spostarci in un paese all'interno, ma fatti diversi
chilometri senza incontrare nulla, decidiamo di tornare indietro
e andare al campeggio di Paleochora.
Quest'ultimo é posto a 1,5 Km. dal centro abitato ed é facilmente
raggiungibile seguendo le indicazioni e costeggiando il mare.
Ormai é l'imbrunire e ostinarsi a cercare una camera é stato
sicuramente un errore; fortunatamente abbiamo le tende, che ci
siamo portati come soluzione di emergenza e in campeggio, fortunatamente,
troviamo posto.
Montare la tenda col buio non é affatto simpatico, ma non
c'é scelta e io e Michele adempiamo a questo scomodo compito
in breve tempo; l'esperienza del resto a qualcosa serve !
Il "Paleochora Camping" ha di fronte il mare e una bella
discoteca, che sino alle 04.00 ci terra compagnia; quindi se venite
qui non dimenticate i tappi per le orecchie !
L'aspetto del campeggio non é entusiasmante, il fondo é duro,
ma pianeggiante e i servizi igienici e le docce lasciano molto
a desiderare, ma ho visto di peggio.
L'acqua per lavarsi é chiaramente fredda, ma dopo essersi
comunque rinfrescati, ed é proprio il caso di dirlo, tutto
appare migliore; questo é però un discorso che vale
solo per me, Michele e Cinzia, visto che Lucia, tra lo stupore
di tutti, non fa la doccia !
Il lato positivo é sicuramente il costo irrisorio della
sistemazione : 2 tende, 4 persone e 1 macchina, spendono in totale
6.000 dracme !
Usciamo per mangiare e ci fermiamo al primo ristorante che incontriamo
sulla strada che porta a Paleochora; mangiamo bene e spendiamo
poco.
"La spiaggia di
Paleochora"
Di buon mattino ci alziamo e io e Michele raggiungiamo Paleochora
per confermare le due stanze, che dovrebbero essere libere; ci
riusciamo, prendendo al classico "Rooms to let" due
doppie, una con bagno interno, l'altra con bagno esterno.
Il costo della prima é di 9.000 Dracme al giorno, quello
della seconda di 7.000.
Torniamo al campeggio, smontiamo la tenda, paghiamo e dopo esserci
sistemati in camera, schizziamo al mare.
Paleochora ha due spiagge fra le quali scegliere : quella posta
sul lato a occidente é sabbiosa, quella posta sul lato ad
oriente é di ciottoli grossi.
Chiaramente scegliamo la prima, anche se non abbiamo idea di come
siano fatte ne l'una, ne l'altra.
Quest'ultima é molto ampia e lunga, costituita da sabbia
grossa di colore bruno e costeggiata da una breve passeggiata lungo
la strada che porta a Gialos, sulla quale si susseguono taverne,
bar e mini-marchet.
La spiaggia di ciottoli si trova invece a sinistra del porto, in
fondo alla passeggiata , che costeggia il mare dalla parte orientale
del paese; é piccola, dotata anch'essa di ombrelloni e lettini
e dalla grandezza delle pietre, che comunque sono tutte levigate,
sembrerebbe molto scomoda, per chi come noi usa il telo, senza
usufruire dei confort offerti.
Prima di andare al sole, facciamo colazione in uno dei bar posti
sulla strada di fronte al mare e contro ogni previsione, troviamo
prezzi normali.
Sulla spiaggia ci sono 4 file di ombrelloni, ognuno dei quali é dotato
di due lettini; non sono ne prenotati, ne assegnati, quindi scegliete
quello che più vi piace, perché chi primo arriva
meglio alloggia. Dopo qualche tempo, si presenterà qualcuno
a riscuotere il dovuto.
Questa é una regola che non vale solo a Paleochora, ma in
tutte le spiagge di Creta dove trovate gli ombrelloni e i lettini.
La giornata a Balos ha messo a dura prova la nostra pellaccia,
per altro era fortunatamente già abbronzata, quindi ci sistemiamo
sotto un ombrellone; il costo é di 2000 dracme per l'intera
giornata.
All'inizio della spiaggia si trovano inoltre gli spogliatoi, i
servizi igienici e le docce con acqua dolce.
Il mare é leggermente mosso e lungo il batti riva ci sono
dei lastroni di pietra; l'acqua é verde e calda.
Il sole picchia molto, più che sulle isole Cicladi, probabilmente
perché siamo più a sud, ma c'é una leggera
brezzolina, che a tratti placa l'arsura.
Passiamo l'intera giornata in spiaggia e la sera mangiamo in città.
Di sera, come spesso accade, qualsiasi paese sembra più bello,
così illuminato dalle luci dei negozi dei ristoranti e dei
locali, l'aspetto di Paleochora é veramente grazioso.
Dalle 21.00 inoltre le due strade maggiori del centro, diventano
zona pedonale e tutti spostano i loro tavolini sulla via, mentre
al centro passeggiano i turisti.
Mangiamo nell'ultimo "ouzeri" sulla destra in fondo alla
via principale, che sembra il più tipico e caratteristico
e tutto sommato non ci possiamo lamentare, anche se ci dobbiamo
accontentare delle gyros. Maurizo Fabbri
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