Un diario veramente
molto particolareggiato quello che vi proponiamo oggi, diviso nelle
tre parti qui collegate. Un viaggio alla scoperta di un paese che
offre molteplici sfumature, un viaggio che è un'avventura
veramente emozionante. Da leggere tutta, fino all'ultima riga!
"IL
NOSTRO VIAGGIO IN VIETNAM COMINCIA DA HANOI E PROSEGUE FINO A CHAU
DOC (SUL DELTA DEL MEKONG) DA CUI ENTRIAMO IN CAMBOGIA VIA FIUME.
DA NORD A SUD, LA MAGGIOR PARTE DELLE TAPPE È STATA EFFETTUATA
IN TRENO, ANCHE PERCHÉ I GIORNI A DISPOSIZIONE NON ERANO
MOLTI E, VIAGGIANDO DI NOTTE, ABBIAMO POTUTO SFRUTTARE TUTTE LE
GIORNATE A DISPOSIZIONE PER VISITARE TANTI SPLENDIDI LUOGHI.
QUESTO DIARIO NON È UN TRATTATO DI TURISMO E CULTURA, È
IL DIARIO DEL NOSTRO VIAGGIO PERSONALE, CON TANTI PICCOLI PARTICOLARI,
AVVENTURE, DISAVVENTURE, CURIOSITÁ, IMPRESSIONI.
QUESTO VIAGGIO PER NOI È COMINCIATO QUALCHE MESE PRIMA, CON
UNA DETTAGLIATA PREPARAZIONE, CON LETTURE VARIE E CON TANTA VOGLIA
DI PARTIRE. LE TAPPE SONO ELENCATE A FIANCO DELLE DATE…. PERCHÉ
SFIDO CHIUNQUE A LEGGERLO TUTTO! "
LA SENSAZIONE
CHE CI HA DATO IL VIETNAM IN DUE PAROLE È:
IL VIETNAM DA NORD A SUD, DUE RELTÁ DIVERSE!
“La caotica
Hanoi, con il suo traffico disordinato, i cyclo che ti inseguono,
i venditori ambulanti che sbucano dappertutto, i negozi disordinati
con le merci esposte direttamente sui marciapiedi e la bella Saigon,
questa città cosí moderna, classica ed elegante, con
ristoranti e locali all’altezza dell’occidente. Questa
città brulicante di gente cosí viva, attiva, vestita
bene. Gente dai cui sorrisi trapela una cultura multiforme, semi
occidentalizzata. Persone che hanno voglia di comunicare.. Quanta
differenza fra Saigon ed Hanoi. Ad Hanoi si respira molto di piú
l’aria del regime comunista. A Saigon c’è invece
un capitalismo latente, lo si nota riflesso nelle vetrine luccicanti
dei negozi di abbigliamento alla moda, nella gente ben vestita,
nei moderni supermercati ricchi di prodotti occidentali e nelle
salumerie in stile francese. Si nota anche nelle famiglie che vanno
a pre-festeggiare il Natale con i bambini, nel primo hotel della
loro città, o nei gruppi di giovani vietnamiti che abbiamo
incontrato al disco-bar dell’8. piano del Majestic. E lo si
“soffre” davanti alle baraccopoli sui canali del Fiume
Saigon.”
2 Dicembre
(Budapest - Istambul)
Ore 14:10 siamo sul taxi per l’aeroporto dove alle 16:45 ci
aspetta il ns. volo per Istambul.
Per essere belli freschi, riposati e pronti per le prossime 24 ore
di viaggio (se va bene!)... stanotte abbiamo dormito nel ns. appartamentino
di Budapest. Stamattina Matteo e Carlotta sono stati svegliati dal
suono della ns. furibonda lite.... causata dal fatto che „io”
ho dimenticato a casa la felpa e la giacca impermeabile che Giampaolo
aveva scelto per il viaggio. Alla fine tutto si placa e (come sempre)
ci si arrangia con quello che c’é e..... nota positiva
(c’é sempre una nota positiva in tutte le cose): partiamo
più leggeri!
3 Dicembre
(Istambul - Bangkok - Hanoi)
Dopo un bellissimo viaggio con la Turkish Airline, che ha offerto
un buon servizio oltre ad un’apprezzabile cucina senza tante
spezie e sapori strani (insalatine fresche e per la gioia dei miei
figli stamattina anche gli spinaci!), siamo arrivati a Bangkok alle
13:10 (le nostre 07:00). Piacevole é stata anche l’attesa
all’aeroporto internazionale di Istambul che, devo dire, si
é rivelato una sorpresa per il modernismo, l’ambiente
elegante ma nel medesimo tempo allegro (stile terminale 3 di Londra)
e con tanti pub, musica, luci, negozi scintillanti ecc..
Atterrati a Bangkok automaticamente ci dirigiamo verso la consegna
bagagli (e lì ci siamo fatti il primo paio di chilometri
a piedi...) ma giunti nei pressi ci rendiamo conto che per ritirare
i bagagli dobbiamo passare il controllo passaporti. Però
noi siamo in transito e se passiamo il controllo passaporti per
rientrare dobbiamo spendere 10 euro a testa (tasse d’imbarco
Tailandesi) inoltre anche l’agenzia di Bangkok dalla quale
ho acquistato via internet i biglietti aerei per Hanoi (costavano
un 40% in meno rispetto ai prezzi reperibili in Europa) mi ha raccomandato
di non uscire… Quindi preoccupiamoci prima di ritirare i biglietti.
Appuntamento al terminale „A” - Partenze Internazionali
- Ufficio Postale - chiedere sig. Jack - chissà dov’é?
L’Aeroporto di Bangkok é enorme. Passa un’automobilina
elettrica di servizio... Approfitto per chiedere informazioni e
CHE BELLO!!! Ci danno un passaggio. Dopo un altro paio di chilometri
all’indietro (stavolta per fortuna motorizzati) ci scaricano
davanti ad un ascensore: Ufficio Postale al Piano di Sotto!
Arriviamo all’Ufficio Postale (ormai sono quasi le 14:30)....
il sig. Jack non c’é... é andato via. Bene e
i ns. biglietti? Inoltre strana usanza che un’agenzia consegni
i biglietti in un ufficio postale, no?! Tutti ormai si aspettano
qualche problema. Solo io sono fiduciosa. Matteo ride! Dopo un paio
di telefonate l’impiegata ci dirotta in un altro ufficio postale.......altro
chilometro a piedi con la mia gamba zoppicante (causa rovinosa caduta
dalle scale 2 settimane prima di partire..).
Ritiriamo (con mia gran soddisfazione) i biglietti per Hanoi e quindi
ci rechiamo agli uffici della Thai (chissà i ns. bagagli
dove sono finiti e quale sarà la prassi per recuperarli?).
Gli Uffici della Thai sono esattamente da dove siamo venuti prima
(altra scarpinata all’indietro). Ci fanno il Check In e ci
assicurano che per i bagagli pensano a tutto loro. CHE BELLO!
L’aereo parte alle 17:45 e il Gate é il 33... indovina
dov’é???? Un paio di chilometri indietro... praticamente
dove eravamo stamattina! Ore 15:30 ci sediamo in un ristorantino
senza infamia e senza lode a bere e mangiare qualcosa nell’attesa
della partenza. Alle 17:00 osserviamo il perfetto e lunghissimo
imbarco di bagagli (speriamo ci siano anche i nostri) containers,
etc. sull’aereo. Carlotta ed Io facciamo anche una bella foto
del Boeing della Thai.
Ore 17:45 l’aereo piano piano si porta verso la pista di decollo.
Il comandante fa i soliti saluti dopo di che accende i motori al
massimo ma…. qualche secondo dopo tutto tace e si torna indietro.
Il comandante si scusa e ci avverte che l’aereo non funziona
bene e che quindi faremo un cambio d’aeromobile! Meno male
se n’è accorto prima di decollare. Mentre trasferiscono
i bagagli, containers, etc. da un aereo all’altro ci servono
la cena!
Alle 19:40 ci trasferiscono sull’altro aereo il quale ha anche
dei piccoli uccellini decorativi cartacei (tipo Origani) appesi
al soffitto.. BELLO..
Alle 20:00 si rolla di nuovo verso la pista (speriamo questo funzioni
bene)... ma si odono sordi rumori da sotto l’aereo.... tanto
che un passeggero tailandese chiama la hostess... la quale dopo
una lunga consultazione pare riesca a confortarlo. Carlotta ed io
preferiamo sposare l’ipotesi che l’operaio intento al
controllo del motore sia rimasto attaccato al carrello e stia bussando
disperatamente. Si ride. Anche su questo aereo ci serviranno un
piccolo pasto.
Ore 21:40 (siamo già oltre le 24 ore!!!) atterriamo - un
po’ bruscamente - ma in ogni caso atterriamo a Hanoi! Non
piove e questa é già una cosa positiva (le solite
cose positive). Il controllo passaporti é abbastanza veloce
(a parte il visto di Matteo che ha qualche problema che non capiamo
ma il mistero si risolve subito, solo un errore da parte dell’Ambasciata
sulla data di uscita). Fuori c’é ad attenderci il taxi
inviato dal Hotel Camellia (compreso nel prezzo) con tanto di cartello
riportante il nostro nome!! Il tragitto dall’aeroporto al
centro di Hanoi è lungo una strada a doppia corsia con traffico
scarsissimo. Notiamo alcuni palazzi ai lati della strada molto alti
(quattro cinque piani) ma strettissimi (al massimo la larghezza
di una stanza), tipica architettura Vietnamita, abitudine causata
(pare) da una sorta di tassa comunale che viene calcolata in base
ai metri d’occupazione frontale del suolo stradale.
L’Hotel non é male ma le parti comuni sono squallide
nel senso che manca un posto carino dove sedersi, chiacchierare,
bere qualcosa........ Inoltre la mia prenotazione non corrisponde,
nel senso che le due doppie deluxe non sono disponibili (quelle
a 20 usd l’una col balcone) ci sono rimaste 2 doppie standard
(a 15 dollari) io protesto quindi mi fanno vedere una deluxe disponibile...
Orrore!!! Praticamente identica ma con il bagno molto peggio...
Dato che è assurdo pagare 5 dollari in più per una
schifezza simile, ci teniamo le 2 doppie standard cosi risparmiamo
pure. Una al secondo ed una al terzo piano con scale ripidissime
fatte apposta per il mio ginocchio invalido!
Sistemati (o meglio mollati!!!) gli zaini nelle rispettive stanze
ci facciamo una doccia (con la quale il ns. bagno si allaga subito)
... poi dopo aver fatto due o tre volte le scale su e giù
per chiedere degli asciugamani, per avvisare dell’allagamento,
ecc.... Matteo e Carlotta dormono e noi andiamo a cercare un localino
per bere qualcosa... ed anche per vedere qualcosa... é più
di 26 ore che siamo in giro e abbiamo visto solo aeroporti! L’impatto
é strano ma simpatico. Siamo nella città vecchia di
Hanoi e la ns. strada – poco illuminata - é piena di
barettini ... più per locali che per turisti... con seggiolini
alti 20 cm e tavolinetti proporzionati (rasoterra)! Per stasera
é eccessivo... quindi scegliamo un barettino per turisti...
Carino ed anche gestito da un ragazzo simpatico (diventerà
il ns. barettino serale per tutta la permanenza a Hanoi). Qui impattiamo
con un problema che avevamo già notato sul taxi dall’aeroporto.
Nessuno parla inglese......... o per lo meno non a livello di conversazione.
Verso mezzanotte e dieci i proprietari si animano … uno esce
a controllare… l’altro chiude la saracinesca…
Noi pensiamo ci vogliano mandare via…
Poi invece ci spiegano… la polizia controlla gli orari di
chiusura e … (quest’ultima cosa abbiamo fatto veramente
fatica a capirla) se sgarrano.. come punizione gli sequestrano delle
sedie… ieri sera gliene hanno sequestrate due.. ?! Strano
tipo di multe…
4 Dicembre
(Hanoi)
Dopo
una sana dormita! (5 ore..) ore 7:30 colazione... Buffet ottimo!!!
Ripaga l’allagamento del bagno. Io mi mangio i tagliolini!!
Lasciamo riposare i bimbi distrutti e Giampaolo ed io ci facciamo
un giro... Andiamo prima all’agenzia trovata via Internet
(guarda caso é proprio dietro l’angolo) dove dobbiamo
confermare e pagare (sob… sob….) il tour sul Mekong
– unico tour per il quale ci siamo appoggiati ad un’agenzia
sia per motivi di tempo sia perché costava molto meno! -Ma
l’agenzia é ancora chiusa... apre alle 9:30...
Andiamo quindi alla stazione Centrale per prenotare le cuccette
sul treno di domani sera per Lao Cai. Troviamo la stazione ed anche
lo sportello giusto... solo che – piccolo particolare –
io non ho né prelevato né cambiato i soldi ancora...
perciò DIETRO FRONT! Si ritorna in albergo... Svegliamo i
pargoletti che fanno un’abbondante colazione poi l’allegra
famiglia s’incammina a piedi; prima a cercare un Bancomat
(essenziale), poi all’agenzia del “Mekong” dove
colgo l’occasione per prenotare anche un’auto con autista
per la giornata di domani (30 usd). Poi in taxi torniamo alla stazione
per fare i biglietti (in 4 persone il taxi è il mezzo più
economico oltre che privo di sorprese…).
In stazione approfitto per chiedere come si fa a prenotare le cuccette
per Hué che dovremo prendere fra 5/6 giorni (ma non da Hanoi...
da Ninh Binh). Dopo una coda allo sportello di dieci minuti iniziano
a passarmi tutti davanti.. io mi arrabbio ma m’ignorano (carini...
molto galanti!) arriva Giampaolo (che era fuori a mangiare baguette
con i bambini) e mi dice “Sei ancora lì?”. Gli
spiego... interviene e lo fanno passare... BELLO! Alta considerazione
per il genere femminile e pensare che qui in Vietnam sembra lavorino
solo le donne, dovrebbero avere un altissimo senso di rispetto nei
loro confronti!. Comunque per la prenotazione ci annunciano che
é impossibile... si può prenotare solo dalle varie
stazioni di partenza. In effetti, anche per Lao Cai ci hanno venduto
solo i biglietti di andata. Ma come fai a rischiare di non trovare
posto se arrivi a Nihn Binh solo qualche ora prima della partenza
del treno??... Va bhé.. andremo in agenzia nel pomeriggio.
ore 11:30 (ritardo pauroso sul programma) andiamo a vedere il Tempio
della Letteratura. Il giardino è molto rilassante. Alla terza
fotografia effettuata… l’esposimetro smette di funzionare
(strano abbiamo cambiato la batteria stamattina!)… Poi andiamo
a pranzare al ristorante “Bar Koto”. È un ristorante
gestito da un organizzazione non governativa che si occupa di togliere
i bambini dalla strada, insegnarli un mestiere e poi trovargli anche
dei buoni posti di lavoro (c’è persino una foto di
un ragazzo davanti al ristorante del Hotel Sofitel). BRAVI. E qui
per lo meno parlano anche inglese, sono tutti gentili e si danno
molto da fare.
Giampaolo ordina subito un piatto a base di NUOC MAM (Quella salsina
dall’odore acre, a base di pesce fermentato, che su noi europei
fa un effetto orribile!)… così ne facciamo subito conoscenza!
Dopo pranzo prendiamo due cyclo (uno per me e Carlotta e uno per
Giampaolo e Matteo). Facciamo un piccolo giro per il centro, in
mezzo al caotico traffico di motorini, moto e biciclette. Molti
girano per la città con delle mascherine sulla faccia, tipo
quelle che si usano in sala operatoria. Chissà se fossero
nello smog di alcune città occidentali……?!! Poi
ci facciamo lasciare sul lago Hoan Kiem, laghetto posto nel cuore
di Hanoi da dove iniziamo l’itinerario del centro a piedi.
La telecamera comincia a fare le bizze! Praticamente ogni tanto
si blocca….
Vediamo il Museo della Casa Cinese (una casa di vecchi mercanti
cinesi completamente ristrutturata) e moltissime altre cose…
Fra queste un mercato rionale interessantissimo dove c’è
di tutto, frutta verdura, anatre, spezie, pesce secco…, dove
ti uccidono persino le galline davanti agli occhi, le gettano nell’acqua
bollente e poi le preparano per la vendita… Per concludere
passiamo per la Via delle SCARPE (il centro storico di Hanoi ha
36 vie ognuna delle quali specializzata in un tipo d’artigianato).
Nella via delle scarpe ci passiamo mezz’ora nella scelta di
scarpe di possibile acquisizione… Puma Adidas Nike…
Alla fine non compriamo nulla riproponendoci di tornare domani…
Adesso andiamo di corsa perché dobbiamo ancora passare dall’agenzia
per i treni e poi alle 18:30 dobbiamo andare al teatro delle Marionette
sull’acqua per il quale abbiamo già ordinato i biglietti
in hotel stamattina.
Biglietti del treno in agenzia… fregatura (costano il 50%
in più!)
Al teatro delle marionette sull’acqua (che io pensavo fosse
effettuato sul lago, invece è all’interno di un teatro
vero e proprio solo che al posto del palco c’è una
grande vasca con l’acqua) quasi quasi ci addormentiamo e sbadigliamo
molto (fuso orario?). Ci dispiace perché penseranno che lo
spettacolo non è piacevole invece è molto bello e
merita sicuramente di essere visto! C’è anche musica
tipica dal vivo con degli strumenti particolarissimi di cui uno
sembra un’arpa, ma con una sola corda!
Per cena abbiamo deciso di andare al ristorante Soho (uno dei migliori
ristoranti di pesce della capitale che in effetti non deluderà
le aspettative!) Abbiamo però la malaugurata idea di prendere
dei cyclo per un dollaro l’uno…. Arrivati al ristorante
paghiamo i ns. due dollari, loro ci chiedono se devono aspettarci
e noi li diciamo no grazie… non sappiamo neppure quanto rimaniamo…
Dopo un’abbondante cena, con bottiglia di vino, usciamo e
fuori troviamo i due cyclo di prima…
Ci facciamo portare in albergo. Quando arriviamo gli diamo altri
2 dollari…. al ché scoppia il problema… ne vogliono
il doppio perché affermano che ci hanno aspettato…
(ma chi ve lo ha detto?) e poi che era più lontano (distanza
perfettamente identica!). Poi uno dei 2 inizia ad urlare scagliando
a terra i ns. 2 dollari….. poi li raccoglie e ci segue fino
dentro l’albergo (altra cosa strana… ti lasciano sempre
una ventina di metri prima di qualsiasi destinazione…)
In hotel scoppia la lite… questo tizio (secondo me ex guerrigliero
vietcong) urla, sbraita, dice parolacce (almeno così supponiamo).
Noi siamo ormai ferrei nel non volergli dare nulla di più
(è diventata una questione di principio). Ad un certo punto
questo tizio prende in mano un enorme vaso di ceramica e minaccia
di lanciarlo addosso a Giampaolo. Io chiedo a quelli del Hotel di
chiamare la polizia… ma quelli se ne stanno lì inerti…
Alla fine la cosa si conclude quando io estraggo il cellulare dal
marsupio e dichiaro che chiamo la polizia. Il pazzo sparisce immediatamente
e, a quel punto, quelli dell’albergo ci confortano e ci danno
piena ragione… Boh??
Dopo tutto questo pandemonio Matteo e Carlotta vanno in camera e
noi andiamo al ns. barettino a berci una vodka per concludere l’animata
serata sperando che il “vietcong guerrigliero” di prima
non ci aspetti per strada! Stasera proviamo a conversare con il
ns. amico del bar ma è complicatissimo… ad esempio
per capire se esistono monetine (e non solo banconote in carta)
ci lanciamo in una serie di disegni che riproducono le banconote
e poi disegniamo dei cerchietti con il punto interrogativo a fianco..
Non capiscono… Facciamo vedere le ns. monete locali tipo paragone
ma… Niente!
Finalmente un avventore locale ha un’illuminazione, capisce!
E… ci regala pure le prime due monetine! Il valore, in effetti,
è irrisorio e forse per questo non le usano.
Quando arriviamo in albergo troviamo i bambini in camera nostra.
Si sono spaventati quindi hanno deciso di dormire con noi…
In effetti, i due letti singoli delle camere sono in pratica letti
ad una piazza e mezza abbondante quindi ci stiamo benissimo (potevamo
risparmiare 15 dollari a notte…)
5 Dicembre
(Hanoi – Dintorni di Hanoi – Treno per Sapa)
ore 7:00 sveglia. Bagagli veloci pagamento del conto e deposito
bagagli in hotel. Ore 8:30 arriva il ns. autista con auto puntualissimo!
Prima di dirigerci all’esterno di Hanoi proviamo ad andar
al Mausoleo di Ho Chi Min (Ieri pomeriggio era già chiuso)…
ma purtroppo è chiuso anche stamattina… ci accontentiamo
di vedere il cambio della guardia. Poi ci dirigiamo 30 km. a Ovest.
Prima tappa la Pagoda Thai. Seconda tappa Tay Phoung. Tanti scalini
ripidissimi ma bellissimi templi ed uno stupendo panorama sulle
risaie sottostanti. Dopo ci rechiamo al villaggio So, villaggio
artigiano dove fabbricano i tagliolini di riso. Vediamo le varie
fasi di lavorazione di casa in casa… Qui non ci sono turisti
né persone che ti abbordano. È tutto molto tranquillo,
incontriamo solo un ragazzo gentilissimo (ma anche lui non parla
inglese quindi niente comunicazione) ci conduce a gesti in una piccola
fabbrica artigianale dove risultiamo più noi una curiosità
per loro che non il loro laboratorio per noi. Nella mia mente già
pregustavo un pranzo a base di tagliolini di produzione locale villaggio
ma rimaniamo delusi… nel villaggio non c’è nemmeno
un ristorantino. Non è un luogo turistico organizzato ma
semplicemente un villaggio artigiano. Comunichiamo al ns. autista
che prima di andare al villaggio della seta ci piacerebbe mangiare
qualcosa… Apriti cielo. Ci porta in un ristorante Vietnamita
al 100% dove non esiste né una lista in inglese né
alcuno che parli qualche parola…
Ci portano in cucina (lasciamo stare la descrizione della cucina)
e ci fanno vedere quello che hanno. Gli indichiamo un pollo e delle
verdure… Speriamo bene… Mezz’ora dopo ci portano
sul tavolo un pollo mezzo crudo, fatto a pezzi con pelle ossa zampe
unghie testa ed interiora tutto insieme… verdure crude (quelle
non erano male) salsine varie e riso… Mangiamo quasi niente.
Al bar dell’ingresso collezione completa di liquori vietnamiti
(li vendono a decilitri, estraendoli da grossi contenitori in vetro
che all’interno, come ingredienti aromatizzanti contengono:
serpenti, cobra, scorpioni, iguana, giganteschi gechi, oppure un
misto di tutto….) Noi optiamo per un semplice bicchierino
di Vodka di Hanoi. Poi arriva il proprietario che tutto contento
di vedere dei turisti nel suo locale, comincia a fotografarci con
il suo modernissimo cellulare! Noi lo filmiamo! La telecamera funziona
meglio… bisogna solo tenere schiacciata la batteria mentre
si filma perché altrimenti si spegne. Molto COMODO! Paghiamo
8 dollari in quattro compreso il pasto dell’autista e la mancia
e partiamo. Dopo una sosta al Museo del Sentiero di Ho chi Min (chiuso
perché è domenica), proseguiamo verso il villaggio
della seta (Van Puch). Quest’ultimo è molto più
turistico di So, ci sono tanti barettini, bei ristoranti, case e
strade ben restaurate e soprattutto molti negozi. Visitiamo un paio
di laboratori e dei work shop dove lavorano al telaio. I telai sono
motorizzati ma la preparazione per la tessitura è ancora
tutta manuale. Compriamo i primi regalini da portare ad amici e
parenti. I prezzi sono molto buoni.
Il ns. autista ci riporta in albergo. Lasciamo i souvenir al deposito
bagagli e ci dirigiamo alla via delle scarpe dove Matteo e Carlotta
finalmente fanno i loro acquisti! Andiamo a prendere un aperitivo
sul lago e poi cerchiamo un ristorante per rifocillarsi prima di
prendere il treno. Troviamo un simpaticissimo ristorantino con terrazza
al primo piano in una delle vie del centro vicino al ns. albergo.
Non elegante ma mangiamo benissimo e parecchio (dopo il pasto di
oggi ci voleva proprio) e spendiamo 15 euro in 4! Inoltre, cosa
non da poco, la proprietaria parla perfettamente inglese! Dopo cena
di corsa in albergo a ritirare i bagagli e taxi diretto in stazione!
Ore 22:30 Siamo sul treno per Lao Cai (Sapa). Il treno è
divertentissimo. Ha anche il vagone ristorante (e noi che ci siamo
portati beveraggi e cose varie…) Turisti sempre molto pochi.
Italiani zero.
Abbiamo salutato Hanoi da qualche minuto ed è giunto il momento
di fare dei commenti:.
“Ci è sembrata una città moderna, molto più
di quanto ci aspettassimo, ed anche pulita. Ovviamente collocata
nel contesto asiatico. Il caotico traffico delle strade a modo loro
è ordinato. Se si riesce a dimenticare il ns. codice stradale
si può affermare che esiste una normativa stradale organizzata.
I semafori sono un optional come le precedenze ma se tu impari ad
affrontare il traffico a modo loro funziona. Quando attraversi le
strade ad esempio non sei tu che ti devi preoccupare se arriva qualcuno
a destra. o a sinistra (anche perché in questo caso non attraverseresti
fino a tarda sera) ma sono loro a darsi da fare per scansarti. Tu
devi solo attraversare con calma e con un’andatura costante.
È sicuro che arrivi dall’altra parte illeso. Quello
che non abbiamo capito è il metro del costo della vita e
del potere d’acquisto. Sappiamo che uno stipendio minimo è
intorno ai 25 euro al mese ed abbiamo notato che i Bancomat forniscono
anche solo l’equivalente di 50 cent di euro ma, nello stesso
tempo, per due etti di lichies vogliono un euro e se provi a trattare
piuttosto non te li vendono. Al tempo stesso in Hanoi e dintorni
non abbiamo ancora notato molta povertà, non almeno a livello
del Sud America o dello Sri Lanka. Non abbiamo visto bambini sporchi
o malvestiti girovagare per le strade. Mendicanti pochissimi, nemmeno
fuori dai templi. La prostituzione non è evidente ma sicuramente
esiste, come il problema della droga, altrimenti non avrebbe senso
l’esistenza di tutte quelle organizzazioni che si battono
per i diritti dei minori. Noi però non dobbiamo dimenticare
che siamo una famiglia e che quindi è difficile che ci approccino
per motivi strani. Anche la Carlotta si è accorta che qui
lavorano solo le donne o meglio che i lavori piú pesanti
e piú evidenti sono svolti dalle donne. Abbiamo letto che
anche durante la guerra del Vietnam si sono distinte come soldatesse,
peccato che poi nessuno abbia mai dato loro i giusti riconoscimenti.
E che dire della gente?! Rispetto alle altre nostre esperienze in
Asia, le persone qui in Vietnam (ad Hanoi per lo meno), sono molto
dure, sorridono poco. Non che siano scostanti ma… Forse sono
gli anni della guerra non così tanto lontani... o forse più
semplicemente sono caratterialmente più simili al popolo
cinese.”
Ore 23:30 Giampaolo ed io siamo nel vagone ristorante. Matteo e
Carlotta già dormono. Li capisco. In due giorni abbiamo fatto
e visto talmente tante cose che persino a me sembra una settimana
che siamo qui! Lo scompartimento è bellino. L’aria
condizionata (per mia fortuna) non c’è e comunque non
serve… I materassi sono discretamente morbidi, i letti sono
larghi. C’è lenzuolo di sotto, copertina e cuscino!
Oltre ad abatjour, portabagagli e tavolino! Nel vagone ristorante,
a parte noi e due ragazze australiane che incontreremo nel corso
del ns. viaggio più di una volta, non ci sono turisti ma
solo vietnamiti (o cinesi?), d’altronde la linea ferroviaria
è quella che va in Cina.
6 Dicembre
(Lao Cai - Sapa)
ore 7:30 siamo sulla Jeep che ci porta a Sapa!
La mattinata si è già rivelata sufficientemente caotica
e stressante. Per prima cosa alle 5:50 ci hanno svegliato bussando
sulla porta e urlando LAO CAI LAO CAI… Io, che mi ero addormentata
convinta che il treno proseguisse per la Cina, sono andata in panico
(facendo la mia bella figuraccia!) per cui per prima cosa ho provato
a chiedere al controllore per quanto tempo si fermava (ma non capiva
nulla) quindi, per non perdere altro tempo, ho cominciato ad agitarmi
gridando a tutta la mia famiglia…” sbrigateviii…
dobbiamo scenderee… velociiii…” Solo dopo aver
praticamente buttato Matteo giù dal treno con una scarpa
in mano ho osservato che nei vari scompartimenti del nostro vagone
tutti si stavano tranquillamente infilandosi calze, scarpe, ecc.
…BELLA FIGURA! (mi è venuta in mente la vecchia pubblicità
No Alpitur Ahi Ahi Ahi Ahi). Intanto nella foga di tirare giù
i bagagli la telecamera è caduta rompendosi definitivamente
(s’è rott’)! Comunque siamo arrivati a Lao Cai.
Dato poi che eravamo stati svegliati improvvisamente e scesi di
corsa, senza il tempo di andare alla toilette, io avevo urgente
bisogno di fare pipì per cui, nonostante l’incaricato
del Mountain View (hotel prenotato via Internet) - che era venuto
a prenderci - insisteva nel dirci di seguirlo, io mi sono precipitata
nel primo bar a disposizione… E siccome avevo addosso zainetti,
giubbotto fotografico e mega marsupio e dato che c’era la
classica turca, per mantenere l’equilibrio, mi sono semi slogata
un’anca e quindi sono uscita dal bagno zoppicando.
Dopodiché ci si presenta un altro problema… L’albergo
Mountain View, cui avevo ordinato la jeep privata per andare a Sapa
(essendo in quattro ci costava poco di più del minibus),
non l’ha procurata… un incaricato ci comunica che c’è
il bus! Io mi arrabbio (oltretutto li ho chiamati anche ieri sera
per confermare…)! Con la mia testardaggine mi impunto: voglio
la mia macchina! Dopo varie discussioni con diverse persone alla
fine arriva la jeep. Una vecchia jeep (russa?). L’autista
è anche simpatico. È lo stesso che ci dovrà
portare a zonzo più tardi. E parla anche qualcosina di inglese.
Alle 9:00, dopo nemmeno un’ora di strada SUPER ASFALTATA (ci
chiediamo a cosa serviva una jeep?), arriviamo a Sapa, cittadina
che subito ci appare discretamente elegante e turisticamente ben
organizzata. Nella piazza centrale, dove si trova il ns. albergo,
ci accoglie un gruppo di ragazzine ‘hmong’ (tribù
del nord). Alla reception altra sorpresa: Non ci sono le ns. stanze
(dejá vu)… Comunque ci mandano nel hotel a fianco (il
Royal) per lo stesso prezzo (nota positiva: abbiamo un albergo migliore
ad una cifra inferiore). Facciamo colazione, posiamo i bagagli in
camera, ci rinfreschiamo velocemente e poi partiamo con la ns. jeep
alle volte della cascata di Thac Bac e del passo di Tram Ton. Sulla
strada del ritorno, il nostro autista ci porta a visitare un vivaio
locale con serre; niente di particolarmente interessante per noi,
ma capiamo che per loro è importante, in questa zona c’è
un clima tale che riescono anche a coltivare le prugne, quel vivaio
è uno dei maggiori produttori di piante d’appartamento
esportate in tutto il mondo. Il Fansipan, come da manuale, è
ricoperto da nuvole spesse. Però non piove (nota positiva!)
Al ritorno visitiamo il mercato di Sapa e veniamo letteralmente
circondati ed assaltati dalle varie venditrici Hmong, vendono di
tutto e con un’insistenza incredibile. Compriamo due oggettini
da alcune bambine. Per il tessuto tipico che mi piace molto, invece
noto purtroppo che all’interno del mercato, nelle bancarelle,
è venduto a meno della metà. Pertanto non compro nulla
né da loro né alle bancarelle. Andiamo a pranzo in
un ristorantino e ci sediamo sulla terrazza. C’è un
bel sole e quindi ne approfittiamo. Ma dopo tre minuti siamo nuovamente
circondati dalle venditrici quindi ci spostiamo all’interno
(ecco perché tutti i turisti erano a mangiare dentro!). Al
pomeriggio la parte maschile della ns. famiglia va in albergo a
riposarsi mentre la parte femminile (Carlotta ed io) decide di andare
in giro per Sapa. Visitiamo una chiesetta cattolica, mangiamo le
caldarroste nelle bancarelle (ce le sbucciano pure!), chiacchieriamo
un po’ con la gente del posto e con due ragazzine, ci facciamo
spiegare un po’ di cose dalla proprietaria di una “pseudo
farmacia” dove vendono tutti questi prodotti curativi per
noi inconsueti.. giganteschi funghi secchi, alghe, spezie ed erbe
sconosciute, vari distillati “aromatizzati” al serpente,
scorpione, ecc.
Compriamo anche un maglioncino per Carlotta e facciamo riparare
il mio marsupio che si è scucito.
Poi rientriamo in albergo e tutti insieme decidiamo di andare a
prendere l’aperitivo al Victoria Sapa Hotel (4-stelle) ……ma
non ci piace! Non è un ambiente genuino. Sono tutti supereleganti…
assurdo. Poi costa una cifra! Quindi si va via.
Per cena cambiamo ristorante (anche perché quello di oggi
è già chiuso) e ci troviamo benissimo! Ci mettono
anche dei bracieri vicino ai piedi per scaldarci. Di sera fa abbastanza
freddo. Ci scambiamo i commenti del giorno e su un fatto siamo tutti
d’accordo: “Le ragazze delle tribù sono molto
più aperte gioviali e simpatiche delle Vietnamite. Parlano
un discreto inglese ed alcune anche il francese. Vanno a scuola
come le altre ma probabilmente hanno più interesse ad apprendere”.
Oltre ai commenti giornalieri, Giampaolo ci racconta che anche lui
ha fatto una “figuraccia” sul treno ieri sera. Quando
è andato in bagno, mentre noi già dormivano, al rientro
ha sbagliato scompartimento (facile perché da fuori sono
tutti uguali) ma non solo… si è pure seduto sul letto
di qualcun altro.. al che si è accorto che non poteva essere
il suo. Ha detto SORRY… ed è uscito. Noi ridiamo come
pazzi… Poi accompagniamo i bambini a nanna ma, giacché
noi non abbiamo sonno, torniamo al ristorante di prima a bere qualcosa.
Lì chiacchieriamo con una giovane coppia di francesi che
ci dicono che per andare e tornare da Cat Cat (villaggio delle tribù
Hmong che visiteremo domattina) ci vogliono al massimo 3 ore! Quindi
domani niente sveglia!
7 Dicembre
(Sapa – Cat Cat - Lao Cai - Treno per Hanoi)
Prima dormita colossale in Vietnam (si vede che il clima di montagna
favorisce…)! Colazione alle ore 9:00! Stamattina provo la
colazione alla vietnamita, a base di zuppa di tagliolini (completamente
insapore). Carlotta fuori dall’albergo fa amicizia con delle
ragazzine Hmong… si scambiano qualche parola nelle varie lingue,
e se le scrivono pure sui quadernetti! Partiamo per Cat Cat a piedi!
C’è il sole. Il villaggio di Cat Cat può tranquillamente
essere definito un TOURIST ATTRACTION POINT….. Altro che trekking!
Noi, che già eravamo preparati ad una scarpinata su sentieri
dissestati, siamo rimasti sorpresi. Praticamente i primi 4 km sono
asfaltati (ci vanno anche i bus!) i successivi 3 km. di tour sono
su un tracciato turistico con tanto di vialetto e scale in pietra
molto ben realizzato e comodo (mancano solo i lampioncini ai lati
per eventuali passeggiate notturne). Vedremo se nel pomeriggio l’altro
villaggio si rivelerà più “originale”.
Il paesaggio comunque è splendido con cascate, ruscelli,
risaie. Il loro villaggio, con semplici capanne in legno, è
molto colorato: la biancheria appesa lungo le strade, i bambini
nei loro vestiti tradizionali che giocano nei cortili. Compriamo
due decorazioni da due signore “Dao” (la tribù
dai turbanti rossi) che vendono i loro souvenir per strada…
Ne volevamo una sola ma alla fine una delle due ci ha convinto che
non era giusto comprare solo da lei e non dalla sua amica…
“And my friend ?”…
Ore 13:00 breve riposo sulla strada del ritorno. Beviamo qualcosa
in un bar, seduti fra enormi contenitori in vetro pieni di vino
di riso e serpenti di tutte le taglie. Stamattina abbiamo buttato
via la telecamera ormai inutilizzabile. Adesso abbiamo 5 cassette
vergini nuove di pacca!
Dopo un buon pranzetto ci avviamo in hotel per pagare il conto e
per recuperare il ns. nuovo taxista (organizzato presso l’Hotel
Royal) che prima di portarci a Lao Cai in stazione (con breve tappa
a vedere il confine cinese) ci deve portare nel villaggio tribale
di Tha Pinh per una breve tappa (un paio d’ore?). Questa gita
la ho organizzata ieri nel ns. hotel perché mi sono lasciata
convincere che era più economico del ns. taxista di ieri.
Ma comincia male… Al posto di una jeep o di una macchina normale
arriva un super-scassato pulmino… va bhé, passi. Poi
lungo la strada l’autista comincia a far salire varie persone
locali, amici, parenti.. ad un certo punto siamo in dieci! Una ragazza
(l’unica che parla inglese) ci spiega che lei e i suoi famigliari
devono andare a LaoCai e non c’è più il bus.
Va bene! Questo per noi non è neanche un grosso problema
(è pure folcloristico).. Il grosso problema subentra quando
arriviamo all’ingresso del Villaggio di Tha Pinh, dopo una
deviazione di 8 km. dalla strada principale. Ci dicono che non possiamo
entrare perché servono dei permessi che dovevamo procurarci
precedentemente a Sapa! Io vado su tutte le furie perché
la richiesta di un transfer privato era stata fatta per avere l’opportunità
di visitare il villaggio tribale di Tha Pihn, lungo il percorso;
quindi era l’organizzazione del hotel che avrebbe dovuto procurarmi
i permessi oppure dirmi dove potevo procurarmeli! A quel punto,
dopo varie discussioni, l’autista ci dice che in tutti i casi
non c’è tempo quindi meglio dirigerci direttamente
a Lao Cai. La cosa mi puzza un po’ di truffa quindi: ESIGO
DI TORNARE A SAPA perché pretendo anche i miei soldi indietro!
(… ma perché non mi sono rivolta al mio taxista di
ieri???)
Dopo mezz’ora noi, con tutti i passeggeri che man mano riscendono
alle varie tappe…, arriviamo in hotel e lì facciamo
casino. I want back my money!! Si solleva un putiferio. Uno della
reception ci strappa la ricevuta e la butta a pezzetti sotto il
banco della reception… Un paio di turisti francesi seduti
al tavolinetto del hotel che stanno organizzando un’escursione
ci guardano con stupore (secondo me cambieranno agenzia). Alla fine
facciamo intervenire la figlia della proprietaria del Mountain View
(in fondo è lei che mi ha dirottato al hotel Royal) e dopo
l’intervento suo, della sua mamma, e di non so chi altro,
finalmente ci ridanno i soldi (22 usd). Ormai purtroppo non c’è
più tempo per il villaggio tribale né per approfondire
la storia dei “permessi d’ingresso”, vera o falsa?
Pazienza. Comunque l’ingresso del villaggio era molto simile
a Cat Cat, le strade super-asfaltate e di conseguenza supponiamo
fosse stato sulla falsariga del precedente. Considerazioni: “Credo
che per vedere qualcosa di particolare si dovrebbe poter stare in
zona almeno 4 o 5 giorni ed organizzare un’escursione più
allargata, scendendo al di là del Passo di Ta Throm e rientrando
dal lato nord. La vicinanza ad una cittadina così turistica
come Sapa probabilmente ha ormai cambiato la genuinità di
questi popoli. Solo i costumi sono rimasti tradizionali ma sotto
il costume indossano le scarpe da ginnastica, della Puma o dell’Adidas!”
Tramite il Mountain View, recuperiamo il ns. tassista affidato per
farci condurre a Lao Cai.
Al confine cinese scattiamo qualche fotografia. Qui solo un canale
del fiume Rosso separa la Cina dal Vietnam. Ormai è buio
si vedono solo le insegne pubblicitarie multicolore ed i vari palazzi
illuminati. Il ponte pedonale è già chiuso.
In attesa della partenza del treno, ceniamo in un locale di fronte
alla stazione dove beviamo anche qualcosa con il ns. autista e ci
scambiamo gli indirizzi. Stasera abbiamo prenotato un vagone-letto
“speciale”. Non costava nemmeno molto più degli
altri: 12 usd contro gli 8 pagati all’andata e - considerato
che comunque negli alberghi e nelle agenzie i biglietti dei treni
ti costano un 50% in più – il prezzo mi è sembrato
buono. Però…. Resta il problema di averli comprati
al Hotel Royal e, dopo l’esperienza pomeridiana.. ci aspettiamo
di tutto……
Invece no.. il vagone è come quello dell’andata ma
all’interno ci sono anche i “piumoni” con i copri-piumoni
colorati e poi tendine alle finestre…. inoltre la porta dello
scompartimento ha anche il vetro (quella dell’andata era a
grata aperta). Stasera abbiamo comprato una bottiglia di “whisky
e cognac” locale… Nel senso che da un lato c’è
scritto Whisky e dall’altro Cognac. SIMPATICO. (così
fanno contenti tutti). Ci assicuriamo che la stazione dove dobbiamo
scendere sia l’ultima tappa e quindi andiamo a nanna tranquilli.
8 Dicembre (Hanoi
– Hai Pong – Cat Ba -baia di Halong)
Ore 5:15 siamo seduti in un barettino – uno di quelli con
i seggiolini e i tavolinetti bassi bassi che non avevamo ancora
provato - appena fuori dalla Stazione di Hanoi, a sorseggiare del
the. Quello Vietnamita è stranissimo, amaro, pare più
una tisana che un the però a loro piace, quindi lo assaggiamo
anche noi. Matteo e Carlotta rimangono sul Lipton. Stiamo aspettando
il treno delle 6:00 per Hai Pong che dovrebbe impiegare un paio
di ore scarse. La stazione è già piena di gente.
Il viaggio da Lao Cai si è rivelato peggiore dell’andata
poiché, vero è che lo scompartimento era più
bellino dell’altro, ma molto più stretto…. poi
aveva l’aria condizionata al massimo e si gelava (così
ci siamo spiegati l’utilità dei piumoni!). Ho provato
a chiamare il personale in servizio sul treno: sono arrivati in
tre. Prima hanno constatato che l’interruttore dello scompartimento
era fuori uso, quindi hanno provato a mettere un lenzuolo sopra
la grata di fuoriuscita dell’aria fredda (operazione rivelatasi
impossibile) ed infine hanno deciso di abbassare il termostato generale
del vagone! BRAVI! Anche se durante la notte sicuramente devono
averlo rimesso a manetta poiché ci siamo svegliati al gelo.
6:30 Siamo sul treno per Haipong, stiamo uscendo dalla città
di Hanoi e sta nascendo il sole. BELLO. È anche molto bello
il passaggio del treno nel centro di Hanoi. È interessante
osservare il suo percorso in mezzo alle case. È come essere
in uno stretto corridoio che si insinua fra due file di condomini…
ti sembra di prendere il the con i Vietnamiti seduti all’ingresso
delle loro abitazioni. C’è gente che fa colazione fuor
dalla porta… la puoi quasi toccare. Alle sei del mattino Hanoi
é già animatissima, strade piene di gente, mercati
rionali affollatissimi, biciclette e motociclette stracariche di
merci, già perché quello che i Vietnamiti riescono
a caricare su una bicicletta non ce lo possiamo nemmeno immaginare.
Sul treno c’è un ottimo servizio, the caffè,
bibite, cose non meglio identificate da mangiare (una aveva un profumino…!
Gnamm..).
Ore 9:30: dopo l’ennesima animatissima discussione fuori della
stazione di Haipong con un procacciatore d’affari (li troviamo
tutti noi?) che spacciandosi per una guida turistica insiste sul
fatto che, al taxi che ci porta al molo bisogna dare almeno tre
dollari e che il taxametro qui non lo usano… cediamo (perché
siamo anche stanchi di discutere per un paio di dollari) e saliamo
su un taxi che ci porta al porto. Lì veniamo assaltati da
altri procacciatori d’affari che già cercano di venderti
le camere a Cat Ba… Saliamo sul primo battello (loro lo chiamano
aliscafo) disponibile e partiamo per l’isola. Arriviamo dopo
un’oretta. Il tempo é splendido. Fronteggiamo la moltitudine
di venditori di camere… diamo ascolto a tutti e raccogliamo
i bigliettini da visita… Poi entriamo in un bar a far colazione…
intanto consultiamo la Lonely Planet ed analizziamo i bigliettini
raccolti… Visitiamo quattro o cinque guesthouse sul lungo
mare (presso la terza guesthouse io cado rovinosamente dalle scale
sempre sullo stesso ginocchio dolente); e alla quinta guesthouse
ci fermiamo. Due camere doppie con terrazzo sul mare a 5 usd l’una!
Con Tv, bagno, frigorifero, abat-jour, comodini, …. Tutto!
IL My Ngoc Hotel é anche un indirizzo calorosamente consigliato
dalla Lonely Planet e difatti non ci pentiremo della scelta. Ci
facciamo procurare delle mountainbike e verso le 12:00 partiamo….
Poffarbacco… le salite non si sprecano… arriviamo al
ristorante distrutti. Il ristorante però promette bene….
È il ristorante galleggiante Xyan Hong. Ci portano sul retro
dove ci mostrano tutti i pesci, crostacei e molluschi disponibili…
belli, vivi nelle vasche! Anche qui non parlano inglese quindi scegliamo
il ns. pranzo indicando le varie vasche! Loro li pesano poi li portano
in cucina. Dopo un pranzo da re (Matteo si è mangiato un
pesce da oltre un chilo alla griglia…, Carlotta 2 granchi
reali, noi i gamberi, vongoloni incredibilmente buoni, con contorni
vari, riso, tagliolini, ecc etc.), io estraggo la mia Lonely Planet
e cerco di comunicare con la proprietaria, che è anche la
cuoca! Riesco a dirle in “perfetto” vietnamita ‘mi
piace’ (Tói Thich)! Lei capisce ed è così
contenta che quasi m’abbraccia…. Poi… sempre in
vietnamita cerchiamo di prenotare un tavolo per domani sera…
ma non ci riusciamo… nel frattempo però arriva il marito,
che parla inglese, e così risolviamo il problema… I
loro figli intanto provano le ns. mountainbike sullo stretto ponticello
pensile (che noi abbiamo fatto a piedi... ah ah). Dopo un paio di
bicchierini di whisky ripartiamo…. e subito ci attende una
pendenza di 14 gradi! ... io la faccio a piedi... Andiamo a vedere
la spiaggia di Cat Co... lavori in corso anche qui. Sembra prevedano
un notevolissimo sviluppo turistico... noi però fino ad ora
di turisti ne abbiamo visti ben pochi anche se il tempo é
bello. Non fa caldo, ma nemmeno freddo. Visitiamo il porto ed il
villaggio di Cat Ba poi, dopo un meraviglioso tramonto, torniamo
in albergo.
Ceniamo lì stasera, così poi ci riposiamo un po'...
Mentre Giampaolo prende l’aperitivo sul lungomare Matteo Carlotta
ed io giochiamo dal balcone.... abbiamo una lucina laser e la facciamo
guizzare per terra davanti alle persone che camminano... é
uno spasso!. Cé chi cerca di schiacciarla col piede... c’é
chi si allontana correndo ma c’é anche chi alza lo
sguardo e..... ci coglie in flagrante! Cena con finale a base di
ottima vodka vietnamita (non la troveremo più in tutto il
viaggio N.D.R.) e nanna!
9 Dicembre
(Bahia di Halong)
ore 10:00: siamo sul barcone in legno (tipo Giunca) prenotato ieri
al ns. hotel per la gita nella Baia di Halong. Barca riservata solo
alla ns. famiglia, per tutta la giornata e compreso il pranzo.....
a soli 40 usd totali... Non ci é nemmeno saltato in mente
di trattare..! Sono venuti a prenderci in albergo alle 8:30 con
quattro moto-bike e ci hanno condotto all’imbarco. La giornata
é splendida. Il mare é smeraldo... il panorama é
mozzafiato! Ormai ci é rimasta solo la ns. vecchia reflex
e la foto-camera digitale di Matteo... ma ci scateniamo ugualmente.
All’uscita del porto passiamo nel villaggio galleggiante dei
pescatori (cosa non citata dalla Lonely Planet). Fenomenale. Sono
vere e proprie case poste su galleggianti, con balconi, finestre,
piante e fiori, antenne televisive ed anche animali domestici (cani
per lo più)... l’unica differenza é che al posto
delle strade fuori dalla porta c’é il mare e per andare
da qualche parte bisogna prendere la barca. Nell’escursione
di oggi avremo modo di passare attraverso altri villaggi galleggianti,
ce ne sono molti intorno all’isola di Cat Ba. Ci sono anche
le scuole galleggianti, in effetti non bisogna dimenticare che il
Vietnam é uno dei paesi con il più alto indice di
scolarizzazione dell’Asia (siamo intorno al 92%).L’escursione
ci porta attraverso gli scorci più belli della baia, sotto
gallerie naturalmente scavate negli immensi faraglioni che scendono
a picco nelle acque immobili. Sotto una di queste gallerie ci addentriamo
con una piccola canoa ed alla fine di essa ci sorprende un paesaggio
meraviglioso... c’é come un piccolo lago interno racchiuso
tra le rocce altissime. Al ns. rientro sulla barca ci attende il
pranzo! Caspita, a prua ci hanno preparato, bene allineati su una
stuoia, tutta una serie di piattini e ciotoline contenenti riso,
verdure alla soia, insalata fresca, pesci arrosto, calamaretti...
e VAIII! Altro che pranzo al sacco. Dopo aver mangiato, ci mettiamo
tutti in costume, poiché é venuto anche caldo. Sulla
strada del ritorno infatti, passando dalla Bahia di Lan Ha ci fermiamo
sull’Isola dell’Ananas, alla spiaggia delle scimmie,
dove facciamo anche il bagno! Le scimmie sono molto carine ma ce
n’é un paio discretamente aggressive infatti un gruppetto
di turisti é già in fuga.
Al tramonto, mentre rientriamo in porto con la barca, il villaggio
galleggiante vicino al porto di Cat Ba ci appare ancora più
bello e pittoresco.
Ore 19:00 siamo al ristorante galleggiante di ieri... stavolta però
siamo venuti in taxi! Altra luculliana mangiata e per concludere,
Matteo ed io ci lanciamo nell’assaggio del vino al geco! Non
male.. e, dato che te lo portano a tavola nei bicchierini, basta
non pensare che tale liquorino proviene da quel vaso di vetro con
dentro quattro o cinque enormi gechi, che é lì esposto
sul banco del bar. Con un apribottiglie rimasto sul tavolo ci mettiamo
poi a giocare al „gioco della bottiglia” ...- dire o
fare - ... fatto sta che a me tocca andare sul retro (che poi é
un’altra terrazza galleggiante) ad aiutare a lavare i piatti,
ovviamente alla loro maniera e quindi accovacciata per terra come
una perfetta Vietnamita! Ma coloro che si sono divertiti di più
sono senza dubbio quelli del ristorante che, sicuramente ci hanno
presi per matti, ma ridevano di gusto!
Alle 21:20 siamo già in albergo e ci sediamo un po’
al bar. Facciamo due chiacchiere con il proprietario che parla bene
inglese ed inoltre é la persona più corretta che abbiamo
incontrato in Vietnam fin’ora! Quasi esageratamente corretta,
tanto da consigliarci di spostarci domani a Nihn Binh in bus perché
lui stesso sostiene che il trasporto privato é troppo caro!
Ci ha comprato anche i biglietti dell’aliscafo senza nessuna
maggiorazione di prezzo... Siamo contenti di aver conosciuto una
persona come lui perché purtroppo le esperienze vissute fino
ad oggi ci avevano fatto diventare molto diffidenti! A Cat Ba in
effetti tutte le persone che abbiamo conosciuto erano molto gentili,
disponibili, amichevoli e persino sorridenti. Persone speciali insomma.
Viva Cat Ba! Giochiamo ancora con la lucina laser... stavolta gioca
anche Giampaolo (che invece ieri sera ci aveva criticato!)... adesso
però la maggior parte della gente del posto, che passeggia
sul lungo mare, ci conosce già e quindi diventa un gioco
di gruppo! Ore 21:45 arriva al bar un massaggiatore... perché
no... proviamo col mio ginocchio.. un successo! Tanto che riesco
a fare anche i piegamenti. Poi prova anche con Giampaolo ma lui
soffre, povero....
|