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Prendete uno
shaker da barman e aggiungete un ¼ di Cina, ¼ di Tailandia,
¼ di Francia aggiungete un pizzico di India, una spruzzatina
di Hong Kong e due chicchi di Russia e una spolveratina di Svizzera.
Shekkerate bene e servite freddo: questo è il Vietnam un
cocktail di culture, usi e costumi che solo apparentemente ricordano
questi paesi. Il Vietnam terra di sogni e da un passato turbolento,
oggi terra di pace e d'incredibile bellezza.
Questo è il diario di un viaggio in Indocina dal nord al
sud per oltre duemila chilometri, scoprendo un paese in bilico tra
oriente ed occidente, un paese incredibile, ricco di cultura e di
storia, dalla popolazione incredibilmente giovane e gentile.
Se non ci credete programmate il vostro prossimo viaggio seguendo
le nostre orme, non ve ne pentirete. In questa prima parte del Diario
dal Vietnam parleremo della romantica Hanoi, dello stupendo spettacolo
della Baia di Halong, del viaggio verso il sud fino a toccare la
storica Huè. Nel prossimo numero scopriremo la turistica
Dha Nang, la vivace Na Trang, e arriveremo alla mitica e moderna
Ho Chi Min City, o Saigon. Vi daremo indirizzi, informazioni e consigli
per programmare il vostra prossima vacanza in questa mitica terra.
Buona lettura e buon viaggio!
Perché
Vietnam?
Quando abbiamo
deciso di programmare la vacanza in Vietnam era marzo 2001. Non
c'è stato un particolare motivo per questa scelta, volevamo
solo una destinazione inusuale, fuori dalle rotte del turismo comune.
Non avremmo mai immaginato di trovare un Paese talmente organizzato
con i turisti da fare concorrenza alla Thailandia.Quando dicevamo:"Vado
in Vietnam in vacanza
" la maggior parte delle persone
ci guardava increduli e titubanti dicendo "A fare che c'è
la guerra?". Questa era la reazione comune alla nostra destinazione.
Per la cronaca: innanzitutto la "guerra "è finita
da un bel po', circa 30 anni. Inoltre non solo il paese non è
più comunista, ma è nazionalista. Poi sono anni che
i francesi vanno in vacanza li e l'organizzazione turistica in loco
è veramente impressionante. Ma questo lo avremmo scoperto
poi.
Per risparmiare qualche soldino abbiamo deciso di volare con la
compagnia di bandiera Russa: Aeroflot. Che dire
Mai più.
La partenza
Volo
Su 286 il 19 agosto con destinazione Mosca. Partiamo in orario.
A proposito i rullini a Malpensa costano il doppio. Chek-in rapido
ed indolore, anche se a Mosca bisogna rifarlo. L'Airbus è
abbastanza nuovo, il film è in inglese con doppiaggio in
russo. Pranzo commestibile, per forza è preparato in Italia.
Nota per chi vola Aeroflot: quando vi portano l'aperitivo cercate
di non berlo subito, infatti quando passeranno poi con il lunch
non vi serviranno più da bere. Se non volete patire la sete,
tenetevi stretta la lattina di birra. Le bibite poi vengono servite
solo a bicchiere.
Alla mia richiesta di una lattina di birra dopo aver avuto come
aperitivo un succo di pomodoro la teutonica hostess mi ha fato notare
che potevo ordinare solo acqua. Meno male che il volo non è
un charter. Chissà se questa mattina si è svegliata
dalla parte sbagliata.
Dopo due ore e mezza si arriva a Mosca. L'aeroporto è triste
e lugubre. Sembra un corridoio a cui sono stati aggiunti dei negozi.
Oltretutto cari: tramezzino e birra 10 dollari, ventimila lire
Se
andavo all'Harris Bar a Venezia spendevo meno. Inoltre verso le
dieci e quindici tutti chiudono ed il viaggiatore si ritrova solo.Chiudono
in apparenza perché sono aperti ma non ti servono più,
anche se paghi. Purtroppo come simpatia i moscoviti non brillano.
La struttura è comunque vecchia e poco illuminata. I bagni
non sempre hanno la carta e di sapone nemmeno l'ombra. Inoltre gli
inservienti addetti alle pulizie non vanno per il sottile: se non
si è rapidi a spostarsi ti danno una bella lavata, insieme
al pavimento. Ma al peggio non c'è mai fine.
Se pensate che volare con un vecchio Ilyushin 92 sia rilassante
scordatevelo. L'aereo è si spazioso, con nove passeggeri
per fila, ma mostra tutti i suoi anni
Naturalmente il cibo
è orrido e le hostess sono anche più scortesi. Bravi
invece i piloti sia nella partenza che all'atterraggio. Atterriamo
infine ad Hanoi: l'avventura comincia, o forse è cominciata
da qualche ora...
Hanoi: romantico passato
La capitale
del Vietnam è sostanzialmente divisa in tre zone. La vecchia,
nel centro, dove trovare hotel piccoli e a buon mercato. Il centro
è come un grande mercato, un dedalo di vie vivaci, sempre
affollate. Ogni strada ha un prodotto tipico: può quindi
capitare di passare da quella dei negozi di giocattoli a quella
dei sarti, da quella dei venditori di souvenir, a quella dei tessitori
di corde, da quella dei fabbri a quella degli erboristi. E' possibile
passare da quella degli intagliatori di lapidi a quella dei macellai,
da quella degli artigiani del bambù a quella dei pittori.
Immaginate decine e decine di negozi, tutti vicini e stretti, che
vendono la stessa cosa. Innumerevoli motorini, biciclette, venditori
di frutta, e di ogni genere di souvenir che affollano le strade.
I motorini sfrecciano in tutte le direzioni, si incrociano, suonano
il clacson, e si evitano.
Può risultare incredibile alla vista ma l'incredibile intreccio
funziona. L'unico problema è attraversare la strada. Dopo
un po' si impara il trucco: basta camminare piano ed essere decisi.
Saranno gli altri ad evitarvi. Certo tenete gli occhi aperti, anche
quelli dietro la testa
Le case hanno quel tocco di coloniale, vecchie ma non fatiscenti,
romantiche. I negozi sono anche la casa dei vietnamiti: nel retro
si scorgono letti e cucine. I rumori di Hanoi sono lo scoppiettio
dei motorini, l'inferno dei clacson e il trillare dei campanelli
delle biciclette. Gli odori sono innumerevoli ed indecifrabili talmente
si mischiano, danno però alla città un aroma particolare.
Intenso ma non spiacevole, unico al mondo e da assaporare con calma,
visto il caldo e l'umidità.
Cosa vedere
Molte
sono le cose da vedere ad Hanoi: le pagode, il Mausoleo di Ho Chi
Min , i vari mercati, la via delle ambasciate con le sue case coloniali,
il quartiere dei ristoranti di serpenti, il vecchio ponte cimelio
di guerra con il Red River, il teatro delle marionette. Tutto questo
potete vederlo in automobile, con i mezzi pubblici oppure, se avete
tempo facendo un giro in risciò. In Vietnam il mezzo di trasporto
tipico in città e appunto questo, portano di tutto. Il costo
di un ora è di 20.000 Dong poco più di duemilacinquecento
lire. E' un'esperienza bellissima. Ve la consigliamo magari la sera,
quando il traffico è meno intenso e la città è
più godibile.
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