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La prima parte del racconto
Ci
alziamo alle 5.15 per assistere all'alba. Dobbiamo uscire dal retro
perché la porta è chiusa dall'esterno, passiamo per
il giardinetto spostando i sassi che bloccano un cancello e andiamo
al tempio del giorno prima, in cima. I rumori tipici del gallo che
canta si alternano al risveglio
sonoro del paese: in tutta
la valle risuonano echi di scatarri, sputi e cani che abbaiano.
Alle 8.00 colazione e discesa per Budhanilkantha, dove giace la
statua di Vishnu-Narayan distesa in un laghetto. Per poco ripiombiamo
nel caos di Kathmandu ma una volta preso il bus nell'ultimo tratto
tutto torna tranquillo e fuori dal tempo come prima.
Dopo pranzo sfrecciamo fino a Bodnath in bici. Appena arrivati andiamo
in hotel ( Cyber Hotel ) che è in centro, che è bello,
ma è vuoto e la sua entrata è un garage. Attorno al
gigantesco stupa molti fedeli girano in rigoroso senso orario pregando
e siamo involontariamente coinvolti nel rito passeggiando e fotografando
la piazza.
Altra camminata e andiamo a Kopan dove i monaci tibetani hanno il
loro "seminario" : con molta discrezione entriamo nel
monastero dove un gran numero di religiosi riempie la grande sala
principale rendendola ancora più ricca di colori e suoni
di preghiera. Scendiamo la collina in taxi e visitiamo ancora Bodnath.
Ceniamo alle 16.00.. Già perché i nepalesi pranzano
prestissimo e cenano ancora prima perché poi è buio
e non c'è luce. Di sera usciamo: finalmente un po' di luce
illumina lo stupa, gli occhi del Buddha che guardano i suoi fedeli
in preghiera e in continuo movimento in senso orario alla base di
esso. Ecco una cerimonia che noi atei abbiamo chiamato "del
riso", in quanto attorno ad un grosso mucchio di riso alcuni
tibetani, che qui sono in molti rifugiati, leggono le scritture
e ricevono le offerte di ogni tipo, dal riso ai biscotti e naturalmente
soldi.
Sankhu
Il giorno seguente partiamo per Sankhu , un paesino dimenticato
a 11 Km da Katmandu. Di turisti come al solito neanche l'ombra.
Saliamo a piedi per 40 minuti fino al tempio di Vajra Jogini, immerso
in un bosco di piante secolari. Molte scimmie e una guardia che
gentilmente prende la nostra bottiglia d'acqua vuota e la lancia
oltre il muro
.
Il top del nostro giro in bici è quando riprendiamo la strada
e attraversiamo le risaie: qua incontriamo donne vestite con i colori
tipici rossi, bambini splendidi, festosi e sorridenti e tanta gente
che lavora la terra con le sole mani o con una piccola zappa. Ci
si sente come indietro nel tempo e la stanchezza è ampiamente
ripagata dai paesaggi che abbiamo di fronte. Arriviamo scavalcando
una collina sulla strada da Baktapur e Nagarkot al bivio con Changu
Narayan. Qua prendiamo un bus che ci porta a Nagarkot, per capirsi
una specie di "Cortina" alla nepalese
. L'hotel si
chiama Galaxi e ci serve subito il tè. Purtroppo dell' Himalaya
neanche l'ombra, troppa foschia e ci consoliamo con una passeggiata
per il paese. Alla sera in hotel proviamo a lavarci ma finisce l'acqua
e restiamo con metà sapone addosso
poco dopo va via
anche la luce ma poco importa, le candele non mancano e ci aspetta
la deliziosa cenetta.
La
mattina dell' 08/03 ci alziamo alle 5.30 per andare in bus a vedere
l'alba alla Tower, in cima al monte. Purtroppo anche oggi non si
vede niente e dopo un po' torniamo in hotel. Alle 8.30 andiamo in
bici a Changu Narayan dove visitiamo il bellissimo tempio omonimo
e il villaggio ai piedi della collina. Ripartiamo per Baktapur e
incontriamo i primi sintomi della Holi, la festa dei colori. Caratteristiche
di questa festa è che vengono lanciati gavettoni, acqua colorata
e non su tutto e tutti, soprattutto turisti meglio se in bici. Alle
13.00 arriviamo in città e paghiamo il biglietto per visitarla,
dopo aver lasciato i bagagli in hotel ( Golden gate guest house):
centrale, palazzo storico come anche le lenzuola sembrano d'epoca,
per poi non parlare dei materassi. Incontriamo uno studente bergamasco
di medicina ayuvedica che ci descrive i principi e le qualità
di questa antica disciplina medicina così differenti e lontani
da noi.
Dopo pranzo visitiamo Baktapur, acquistiamo i primi souvenirs, girando
in bici ci becchiamo le prime lavate di gavettoni e poi andiamo
a casa del nostro amico China. La sua è una tipica casa nepalese,
dove in una stanza di mattoni di pochi metri quadri vive con moglie
e bambina di 4 anni. La moglie ha 20 anni, è analfabeta e
sa solo il nepalese. Sono assieme unicamente perché il matrimonio
è stato combinato dalle famiglie. Sono sposati da circa 7
anni. Ci offre il te dopo aver risciaquato le tazze
da qualche
parte. Visitiamo un altro tempio e poi torniamo a visitare Baktapur.
Terza città per grandezza è la più medioevale
ed è una città per pedoni, in quanto le macchine non
possono circolare. Oltre a splendidi templi come Nyatapola e Vatsala
Durga, le piazze come Potters' Square sono un salto nel passato
con i vasai che modellano l'argilla e tutto si svolge in strada.
Ceniamo alle 17.00 e poi di sera usciamo di nuovo e siamo naturalmente
assaliti dai bambini. Stupenda la città illuminata di sera.
Partenza
alle 8.30. Facciamo colazione a casa della guida che gentilmente
ci offre quello che di solito mangiamo in un giorno, l'accoglienza
e la gentilezza di questi popoli ci lasciano sempre imbarazzati.
Visitiamo il resto della città continuamente assaliti da
gavettoni. Alle 12 pranzo a casa di China con il classico DHAL BAT
vegetariano e yogurt. Partiamo alle 13 lasciando l'high way per
Kathmandu, passiamo per Thimi e altri paesini percorrendo strade
semideserte e paesini pieni di gente che "giocherella"
con l' acqua. Siamo nel bel mezzo della festa Holi e per la nostra
prossima meta dobbiamo attraversare villaggi dove adulti e bambini
ci aspettano sui tetti delle case per
darci il benvenuto.
Grazie Silvia, ottima scelta per la prossima meta
Dopo i primi
timori iniziali, e dopo soprattutto una serie infinita di gavettoni
e spruzzate di colore, alla fine ci divertivamo a fare da bersaglio,
si sentivamo addirittura contenti di essere in mezzo a loro ed essere
dipinti dai gruppi che anche per strada giravano "armati"
di polvere colorata. Andiamo verso Pashupatinath, il tempio indù
più importante del Nepal, posto lungo le sponde del fiume
Bagmati. Il più importante luogo di culto consacrato a Shiva
di tutto il continente indiano e meta di continui pellegrinaggi.
Saliamo sulla riva opposta dove si vedono i riti della cremazione:
disposta la pira, vi si distende sopra il corpo avvolto in un lenzuolo,
si accende il fuoco e si dà luogo alla breve cerimonia. Noi
siamo ricoperti di colore e il nostro imbarazzo, specie in un luogo
così sacro e devoto come questo, si attenua alla vista di
altri turisti colorati e sorridenti. Torniamo in hotel dove ci aspettano
i sorrisi dei nepalesi e le facce un po' sconvolte dei nuovi viaggiatori
ignari forse della festa. Non sanno cosa si sono persi!!
Finalmente ci laviamo !!! Dopo le 17 la festa si calma i negozi
riaprono e si può ricominciare a camminare per le strade.
Dakshinkali
e altre mete
Altro giorno e altre mete : scendiamo come al solito alle 8.30
e partiamo alle 10 dopo il soliti te nepalese la solita trattativa
ecc. Andiamo a Dakshinkali tempio della Dea Kali a 30 Km dove c'è
una massa di gente in attesa per offrire il proprio animale alla
dea. L'ingresso è esclusivo degli indù e una lunga
coda di persone aspetta il proprio turno. Beviamo un te in una casa
da te e poi ripartiamo, naturalmente sempre in salita, per una scalinata
fino ai templi di Gorakhnath, Vajra Jogin e Sekh Narayan, lungo
paesini, strade in terra ecc. Poi pranziamo a Pharping nel solito
posto deserto e andiamo a Chobar e Kirtipur. Ritorniamo in Hotel
oramai a sera.
Il giorno dopo andiamo in taxi a Jawalakel e visitiamo il campo
profughi tibetano, dove si possono vedere come fanno i tappeti,
l'idea di prendere un bus per Bungamati ci passa quando vediamo
il mezzo arrivare
.va bene coraggiosi ma chi ci resiste un'ora
e mezza dentro una specie di camion stipato di ogni specie vivente?
Svoltiamo a destra e prendiamo un taxi per Bungamati, tra l'altro
siamo anche fortunati, il tassista parla tre parole di inglese e
ci farà da guida. Andiamo a Khokna, dove la via principale
è molto animata e tra le molte attività si vedono
donne filare la lana. Torniamo poi a rivedere Patan dove facciamo
colazione in piazza e giriamo un po' alla ricerca di souvenirs.
Andiamo ancora a Swayambhunath, Kathmandu per rivedere con calma
gli splendidi templi e le piazze. Oramai la vacanza sta per finire..
Tornati a Thamel all'hotel ci offrono la cena e la colazione al
mattino. Nel salutarci ci regalano sciarpette, piume di pavone come
augurio e ci pagano il taxi per l'aeroporto. Oramai scaltri e incalliti
viandanti riusciamo a sfuggire ai bambini che ti afferrano le borse.
Ecco che Silvia si dimentica che siamo in Nepal e si agita quando
sul display il nostro volo non è annunciato. Niente paura,
il check-in è a tutte le ore e si fa quando capita, non c'è
un orario prestabilito
..
Un grazie a China Lama, la nostra guida, professionale, disponibile
e simpatico; al manager del New Hotel Florid a Thamel che con grande
cortesia e serietà ci ha organizzato, rispettando il tempo
nepalese, i nostri spostamenti.
Un "non grazie" alla compagnia aerea Tyrolean Airways
che al ritorno da Vienna-Venezia ha fatto "sparire" un
nostro souvenirs, senza dare tante spiegazioni e con fare tipicamente
austriaco..
LA NOSTRA PREZIOSA GUIDA, CHINA LAMA, CONSIGLIATA SENZ'ALTRO PER
CHI VUOLE VISITARE IL NEPAL , SCRIVETEGLI : chinammb@hotmail.com
Silvia e Marco
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