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Proseguiamo
il nostro viaggio attraverso la grande e bella terra del Vietnam.
Da Hanoi sono molteplici le possibilità di luoghi da visitare:
si può andare a nord fino a Diem Bien Pur oppure dirigersi
verso est e raggiungere il mare e la famosissima baia di Ha Long.
Per organizzare il viaggio basta rivolgersi alla reception dell'
hotel dove alloggiate. Sicuramente vi proporranno gite a prezzi
competitivi. Altra possibilità è recarsi presso i
vari Sing Cafè un'organizzazione presente su tutto il territorio
e segnalato anche dalla Lonley Planet. I Sing Cafè sono veri
e propri tour operator per viaggiatori fai da te, potete comperare
biglietti dei bus, aerei, organizzare escursioni anche in Cambogia
e Laos, prenotare alberghi, cambiare dollari (anche se il cambio
non è proprio il più economico) e usare le postazioni
internet per leggere la posta elettronica. In Vietnam infatti non
conviene telefonare a casa, pratica molto onerosa, ma scrivere:
con internet spenderete pochissimo e le vostre e-mail arriveranno
in un baleno!
La baia di Ha Long
Decidiamo così che la nostra nuova meta sarà la famosa
Baia di Ha Long.
La Baia di Ha Long ha un'estensione di oltre 1500 Km quadrati, comprende
1.969 isole e dal 1994 è stata dichiarata patrimonio mondiale
dell'Unesco. La partenza è alle prime ore della mattina,
poi tutti a bordo di un pulman granturismo e via verso est. La partenza
del bus è un'altra avventura: mentre aspettiamo di partire
venditori di ogni genere passano avanti e indietro offrendoci pane,
frutta secca, bevande e ogni genere i souvenir. Naturalmente il
gruppo è formato da europei di ogni genere: francesi, spagnoli,
belgi, tedeschi, danesi.
Il viaggio verso Ha Long dura circa 4 ore e si snoda su strade in
buono stato. Il panorama è quello del film di Oliver Stone
: "Tra cielo e terra". Campi immensi di riso, di un verde
luccicante, inframmezzato da piccoli villaggi e qua e la piccoli
cimiteri e tempietti.
E' molto bello vedere come i contadini lavorano i campi, come adacquano,
come arano con i buoi. Tutti naturalmente con il classico cappello
vietnamita.
Prima di imbarcarci per attraversare la Baia di Ha Long e di raggiungere
così l'isola maggiore di Kat-Bha, dove hanno sede gli alberghi,
facciamo una piccola pausa pranzo a Hai Phong.
Appena siamo scesi dal bus siamo assaliti da un'orda di venditori
ambulanti e di mendicanti. Tutti chiedono denaro.Tuttavia quello
che colpisce di più è vedere i mendicanti; lascia
un segno. Vedere un uomo che si fa largo chiedendo elemosina strisciando
a terra sulla strada, oppure persone con malformazioni che chiedono,
aiuto apre il cuore. Ci si ferma a riflettere soprattutto sui metodi,
tutti occidentali, di trattare con le altre culture. Il Vietnam
è stato devastato da guerre per quasi sessant'anni nell'ultimo
secolo:i cinesi, i giapponesi, i francesi, gli americani. Nell'ultima
guerra tra nord e sud, dove sono intervenuti gli americani, sul
territorio del Nord sono state sganciate un'enormità di tonnellate
di esplosivo e sono stati utilizzati defoglianti chimici tossici.
Forse alcune di queste persone portano ancora segni della guerra.
Come
li portano gli americani nel subconscio. Questo paese ora merita
pace che si respira nei sorrisi dei suoi giovani e dei suoi vecchi.
Ma il ricordo del passato aleggia ancora nell'aria: farete fatica
a vedere uccelli, insetti, pesci e altri animali autoctoni, la guerra
ha colpito anche loro.
Dopo un pranzo tipicamente e squisitamente orientale con tanto
di bacchette, qui non esistono forchette, ci viene fornito il biglietto,
peraltro già nel prezzo (30.000 dong) e ci imbarchiamo per
raggiungere Kat-Bha.
Il barcone è quello tipico dei film dei pirati cinesi: una
pagoda con vela rossa purtroppo ammainata perché ora si va
a motore. Dopo poco il panorama si fa subito incredibilmente attraente
come enormi torri di roccia siamo circondati a una miriade di isolotti
tutti coperti di fitta vegetazione. Tra un isola e l'altra baie
con acqua di color smeraldo ci invitano a tuffarci. Spiagge con
sabbia bianca invitano a fermarci, purtroppo la nostra meta è
lontana e quindi esitiamo. Il comandante del battello ci racconta
che il luogo è sacro per i vietnamiti. Nei momenti di pericolo
madre drago ed i suoi figli si levano da queste acque per soccorrere
il paese.
Navigando immersi in questa natura e sorseggiando una fresca birra
arriviamo alla prima tappa di navigazione le grandi grotte di Sung
Sot. Qui dopo una salita tortuosa scendiamo nelle viscere della
terra. Il caldo e l'umidità sono a livelli altissimi ma noi
stoici proseguiamo. Il panorama che si apre ai nostri occhi è
veramente incredibile: una grotta maestosa, illuminata di mille
colori, attraversabile con un percorso che porta fin al centro della
montagna. Da non perdere!
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