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Diario

Diario dalla Terra Santa: Da Eilat a Petra

Sono stata in Israele questa primavera (ndr: primavera 2000), un viaggio che definire unico è solo un eufemismo. Molte le cose da vedere e da raccontare, luoghi ricchi d’atmosfera e significato, un viaggio che sicuramente rifarò per scoprire tutto ciò che non è stato possibile vedere per ragioni di tempo. Questo il diario delle mie escursioni a Petra, Masada e ad Eilat sperando che possa essere utile ad altri viaggiatori. (Petra: Khazneh, il Tesoro)

Petra città misteriosa.

La sveglia suona impietosa alle ore 6 e poi via con la colazione dopo mezz’ora. Il pullman ci attende alle 7 tutti puntuali! Dopo circa trenta minuti di pullman siamo arrivati alla frontiera tre Israele e Giordania. Qui si viene controllati da capo a piedi: zaini, passaporti, viene rilasciato il permesso di uscita e senza ne cibo ne bevande si attraversa la terra di nessuno fino in territorio giordano. Si sale poi su un altro pullman. Molto tempo si perde per espletare tutte le formalità doganali. Da Elat  Petra dista circa 2 ore e mezza e lungo il tragitto posso ammirare sia la stazione balneare israeliana, sia Al-Aqabah. Due cittadine molto vicine ma molto diverse. Elat è la come Las Vegas, con grandi costruzioni che troneggiano sulla spiaggia rossastra. Sono gli alberghi faraonici da oltre 300 dollari a notte, dall’altra le bianche case giordane, in armonia con il paesaggio circostante. Penso che nel mio prossimo viaggio da queste parti mi fermerò un po’ di più ad Al-Aqabah. Durante il viaggio il deserto è sicuramente il protagonista, anche se è aridissimo cambia colore in ogni momento: rosa, rosso, giallo, con chiazze verdi che punteggiano e circondano i centri abitati. Le guide ci spiegano che la Giordania non ha petrolio e le sue vere ricchezze sono il fosfato e il potassio. Da queste strade passano un milione di camion ogni anno, è per questo che le strade sono così malridotte. Il deserto finisce ad Apetrol dove si scende dal nostro mezzo di trasporto.(Dopo un tortuoso ma affascinante cammino si scopre la bellezza di Petra)

Petra è vicina.

Il sito archeologico copre un’area di circa 30 km quadrati, me l’aspettavo più piccolo, un giorno non è abbastanza… Partiamo con lo spirito da Indiana Jones per fare  6 km a piedi, consiglio scarpe comode, crema solare protettiva, pantaloni comodi. Per i più pigri l’escursione si può fare anche a cavallo o in carrozza. Il primo tratto è sotto il sole, sale l’attesa alla ricerca del tesoro. Il cammino per Khazneh, Il Tesoro, è emozionante. Attraverso un canyon largo solo 5 metri e dalle pareti altissime. Colori d’oriente mescolati come crema, canaloni, scavi e fenditure nella roccia, archetti si susseguono mentre passeggio tra queste alte mura, nel ventre della terra. Ovunque posi il mio sguardo c’è qualcosa da vedere. Poi finalmente si arriva al Khazneh. Non è un mausoleo, ne un tempio, o forse è tutte due le cose. E’ alto, maestoso, impressionante. Arte ellenistica, dal sapore arabo, il tutto in mezzo al deserto. Unico. Visitiamo l’interno ma non vi svelo cosa vi ho trovato, per fare viaggiare la vostra fantasia. L’escursione prosegue e poco dopo scopro un teatro romano, scavato anche questo nella roccia e poi tombe, edifici, una città che un tempo era viva e pulsava. Ma il tempo vola ed è ora di rientrare. Trovo il tempo per acquistare un ricordino, una bella teiera in bronzo, del peso di circa sei chili… Il ritorno è un pochino faticoso. Salgo sul pullman per ritornare ad Eilat, senza tuttavia un piccolo fuori programma alla frontiera. Gli israeliani passano per ben 6 volte ai raggi X la mia povera teiera, che viene visitata sia dentro che fuori. Una giornata da favola per una città antica e misteriosa.(Questo il famoso Mar Morto!  

Masada, la fortezza mai conquistata.

Come di consueto sveglia alle 6, ma non si dorme mai con i tour operator? Si parte verso nord, attraversando le enormi distese di sale del Mar Morto. Dopo 2 ore Masada è su uno sperone roccioso sopra le nostre teste. Per raggiungere la fortezza ci sono due tragitti. I più audaci possono tentare la Via del Serpente, un sentiero ripido di un’ora e mezza, oppure una comoda cabinovia che porta in cima in cinque minuti. Decido per la seconda possibilità, fa caldo. Masada fu costruita per volere di re Erode. La fortezza proteggeva la via per Gerusalemme e controllava la zona del Mar Morto. Il Mar Morto voleva dire sale e sale denaro. Dopo la Morte di Erode e lo scoppio della guerra tra Roma e gli Ebrei la Fortezza divenne una spina nel fianco per l’esercito conquistatore. L’assedio durò anni e i romani costruirono una grande rampa per accedere alle mura. I segni dei campi militari sono ancora visibili, con mosaici, bagni romani e i massi di pietra lanciati dalle catapulte. Masada non fu mai espugnata perché tutti quelli che vi erano all’interno piuttosto che arrendersi si tolsero la vita. La fortezza è stata in parte ricostruita, e per far capire al turista come era la struttura originale vie è una linea nera. Forse era meglio l’originale distrutto, ma il panorama che si gode dall’alto toglie il fiato. Dopo un pranzo da mensa aziendale, peraltro con scarsa pulizia, ci si tuffa nelle acque del Mar Morto. Tuffarsi non è proprio la parola più adatta visto come si galleggia, anche questa un’esperienza unica. Sabbia di sale come neve ma nel deserto. Ci si può anche cospargere di fango per pulire la pelle ed è una sensazione veramente bella. Molti i negozi per acquistare i prodotti del Mar Morto, ma attenzione ai prezzi!(Lo sapevate che nel Mar Morto non ci sono pesci?)

Eilat: Mar Rosso. Cosa fare quando si ha un mare cristallino e ricco di vita come  quello che separa l’Africa dall’Asia, in una cittadina che assomiglia a Las Vegas? Basta avere fantasia. Potete immergervi e scoprire le bellezze della barriera corallina, oppure  se non siete sub salire su un sottomarino alla scoperta di fantastici fondali o viaggiare a bordo di astronavi che dallo spazio vi portano negli abissi marini, a voi la scelta. La sera è illuminata dalle vetrine di bar e negozi. Il centro è Mooll.

Ricapitolando: la compagnia aerea El-Al non è stata molto puntuale ma ha un buon servizio. Il Club Med ha raggiunto la sufficienza, il cibo era ripetitivo e la struttura dimostra qualche anno, i bagni hanno appena raggiunto la sufficienza, inoltre non c’è un accompagnatore di lingua italiana. Il villaggio gode però di una posizione strategica, proprio vicino all’osservatorio sottomarino. Purtroppo si nota la presenza della polizia e per un turista straniero è un po’ stressante. Molti i controlli, anche all’interno dei centri commerciali. Quando partite dall’Italia sarete chiamati in disparte dalle forze di sicurezza ed interrogati sui motivi della vostra visita in Israele. Ritardi a parte (molti) la Terra Santa è proprio bella anche se un poco cara. Costo del viaggio: 2.100.000.(Il Deserto del Negev)

Consiglio: meglio evitare i gruppi che effettuano tour, creano molta confusione e fanno perdere molto tempo nelle formalità doganali. Stupende le escursioni, tuttavia per chi vuole il Mar Rosso è meglio Sharm El Sheikh in Egitto.(Relax sulle rive del Mar Morto, da non perdere i bagni di fango).

Giorgia


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