La Ceiba
La Ceiba si presenta molto bene con i suoi viali alberati,
le case tipiche caribiche, con colori pastello. Scendendo dal bus,
iniziai la prima passeggiata con zaino in spalle attraverso la prima
strada, era un sabato pomeriggio e il multicolore via vai di persone,
auto, camion e biciclette dava un aspetto molto vissuto ad una cittadina
costiera popolata prevalentemente da Garifuna, un'interessantissima
etnia che sorge in Honduras nel 1635 grazie ad un miscuglio di razze
tra gli Arawak (indigeni locali) e gli schiavi importati dalla Nigeria
dai coloni spagnoli. A Ceiba la popolazione parla anche l'inglese,
con un forte accento caraibico, e il prevalente colore della pelle
e nero e mulatto. La Ceiba e' popolata da bella gente, allegra,
sorridente e ospitale. Si sente la presenza del mare, e la vegetazione
e' quella tipica dei caraibi, con palme da cocco ovunque. Dalla
città si scorge la grande montagna del Pico Bonito diventato
Parco Nazionale.
A
Ceiba e' facile trovare alloggio, tra i molti hotel a differenti
costi....ed io ne trovai subito uno di media categoria, situato
proprio a 20 metri dal mare e vicino alla Zona Viva.
Ceiba e' una cittadina costiera che conserva ancora il fascino di
dai colori delle case, al tipo di costruzioni, all'idioma parlato
dagli abitanti, che spesso e' un'inglese con forte accento caraibico.
La cittadina e' circondata da una natura esuberante, formata da
riserve naturali e Parchi Nazionali. Le spiagge di Ceiba sono ancora
in parte selvagge e incontaminate. Per la prima serata Ceibena,
decisi di sperimentare il movimento notturno dei locali della Zona
Viva, una parte della città più animata e caratterizzata
dalla presenza di molte discoteche tipiche e all'aperto, ristoranti
medio grandi e soprattutto tipici dove poter provare la cucina Garifuna.
Ho
sempre orientato la mia curiosità nei piatti tipici durante
i miei numerosi viaggi, ed a la Ceiba mi e' stato possibile realizzare
questa necessità, provando le favolose SOPAS DE CARACOL Y
MARISCO (Caracol è la carne bianca dei molluschi che si trovano
dentro le grandi conchiglie - Marisco sono i frutti di mare) cucinate
in stile garifuna con l'acqua del cocco, che da un gusto dolciastro
e molto saporito. I Garifuna rappresentano la minoranza etnica più
numerosa in Honduras, e forse quella che tutt'oggi conserva con
orgoglio una propria identità che quotidianamente viene alimentata
da riti, credenze, piatti tipici, abbigliamento. Sono un miscuglio
tra Razza africana e indigena autoctona locale, si formarono inizialmente
nel 1635 nell'isola caraibica di S. Vicente nei caraibi orientali
grazie al miscuglio tra i locali Arawak e gli schiavi importati
dai coloni spagnoli dall'Africa. La parola Garifuna significa: la
Gente che mangia la Yuca. La yucca e' un tubero che già caratterizzava
la base dell'alimentazione Africana.
Gli spagnoli chiamarono questa gente (gli Arawak) Caribes, che significa
cannibali. Questo è realmente l'origine del termine Caribenos.
In
tutta la costa dell'Honduras si trovano i Garifuna, con le loro
Aldee le comunità, i raggruppamenti. La loro cultura e' molto
forte, con grande enfasi alla musica, al ballo e alla storia. Possiedono
la loro propria religione che consiste in un miscuglio tra cattolicesimo,
credenze africane ed indigene. A causa delle loro evidenti differenze
con la popolazione Mestiza, meticcia, durante gli anni, i Garifuna
sono stati temuti e discriminati e accusati di venerare il diavolo,
il vudù, la poligamia e di parlare un idioma segreto.
Grazie alla mia curiosità, riuscii in Ceiba a fare nuove
conoscenze, alle quali come sempre rivolsi moltissime domande riguardanti
questa interessante cultura Garifuna, considerata oggi un tesoro
unico.
Il Parco Naturale di Pico Bonito
Il
sole, il mare e la natura mi hanno trattenuto vari giorni a La Ceiba,
durante uno dei quali ho intrapreso l'avventura di un trekking all'interno
del Parco Nazionale Pico Bonito, caratterizzato da zone montuose,
dove la vegetazione e' pura selva, con boschi umidi. Incontrai Oscar
Perez, il titolare di un tour operator specializzato in attività
eco-turistiche con sfondo avventuroso nei parchi Nazionale della
costa honduregna. Mi invitò a casa sua a provare una Zuppa
di pesce, e durante il pranzo discutemmo molto sul potenziale turistico
di questo Paese, su cultura e tradizioni e soprattutto su avventure
estreme nel cuore della natura del Centro America. Il giorno seguente
partimmo con una vecchia Jeep Toyota Land Cruiser per risalire le
montagne del Pico Bonito, fino ad arrivare a metà cammino
dove lasciammo la Jeep per proseguire a Piedi con zaino in spalle.
Durante la risalita il silenzio della selva era rotto solamente
dai versi dei molti animali che popolano il parco, scimmie, uccelli
tropicali multicolori, scoiattoli
Una
sensazione unica, un'aria incontaminata, lontano dalla civiltà
e dai pensieri, ossigeno puro nei tuoi polmoni; un'esperienza da
provare. Il trekking non e' stato dei più duri, ma sicuramente
uno dei più belli ed interessanti dato che il paesaggio all'interno
del Parco Nazionale del Pico Bonito cambiava di continuo man mano
che salivamo verso la vetta. La vegetazione da tropicale cambiava
in vegetazione di montagna con pini simili ai nostri in Europa,
con paesaggi montani insuperabili. Arrivati quasi alla cima, mi
resi conto che all'interno del Parco scorre un fiume molto lungo
ed abbastanza largo, le cui acque sono di un colore molto chiaro,
quasi bianche; e' il fiume Cangrejal, e proprio lungo quel fiume
saremmo discesi con un gommone per tornare alla nostra jeep.
Rafting emozionante
Il
gommone era a nostra disposizione sul campo base situato quasi alla
vetta del Parco, ed il campo base era di proprietà del mio
amico. Preparammo il gommone e l'attrezzatura i remi il giubbotto
i salvagente e le corde, e l'amico OSCAR inzio' a spiegarmi tecnicamente
come avremmo intrapreso il viaggio di ritorno in Rafting lungo le
bianche acque del fiume Cangrejal.
Il piccolo corso di 20 minuti mi diede più sicurezza data
la mia quasi totale inesperienza in materia. Pronti! Via! Siamo
partiti scendendo lungo le prime rapide, dando forza ai remi, Oscar
in coda come timone ed io in punta per accentuare le manovre di
sterzo. Le prime rapide mi tolsero il fiato e gridavo a più
non posso dall'emozione; un film! Stavo navigando lungo un fiume,
discendendo le rapide e circondato da giganteschi pini ed enormi
rocce!
Uuuaaau!!
Dentro questo Parco si sente, si vede e si ascolta l'onnipotenza
della natura, che si manifesta in tutti i suoi aspetti multicolori,
Avrei consigliato quest'escursione a qualsiasi amico o conoscente
che ami la natura e l'avventura. La fatica del rafting si fece sentire
la sera dopo la doccia, e mi rilassai in hotel pensando al proseguimento
del mio interessante viaggio.
La
città di La Ceiba, si estende lungo la costa bagnata dal
mar dei caraibi, e proprio di fronte al mare c'e' la Zona Viva della
città che secondo la mia guida, durante le serate del fine
settimane e' molto movimentata e frequentata da turisti e gente
del posto. Era Sabato sera e decisi di inoltrarmi nella zona viva
per trascorrere una bella serata. Ed iniziai provando un ristorantino
tipico dove provai pesce fritto e zuppa di crostacei, accompagnata
dalla birra nazionale Salvavida, una birra molto leggera e molto
buona. Visitai numerose discoteche e locali affollati da giovani,
pagando prezzi d'entrata molto economici, come 3 dollari in media
per entrare nelle discoteche più famose.
La Zona Viva e' molto sicura e rimane veramente vivace fino alle
3 della mattina. Mi sono molto divertito e soprattutto ho conosciuto
molti nuovi amici.
L'isola di Roatan
Il giorno seguente, decisi di partire da Ceiba e mi diressi al
molo della città, da dove partono varie imbarcazioni per
le Isole della Bahia, che secondo la mia aggiornatissima guida,
erano dei veri paradisi, poco affollati da turisti, e poco distanti
dalla costa. Comperai il biglietto al costo di 200 Lempiras la moneta
locale, pari a circa 13 dollari americani, di sola andata per l'isola
di ROATAN. L'imbarcazione era un'enorme Yacht da 300 posti, suddiviso
in due piani, al piano superiore c'era la prima una saletta chiusa
con aria condizionata, che costituitala prima classe lusso, ma io
preferii per il ponte superiore da dove certamente il panorama sarebbe
stato migliore. Il viaggio durò circa un'ora e cinquanta
minuti, e il pomeriggio durante la navigazione era ricco di sole
e di fresca aria marina. Arrivammo al molo di Roatan, dove parenti/amici/taxisti/venditori,
sostavano proprio davanti alla banchina in chiassosa attesa che
aprissero le porte della nostra barca appena attraccata. Scendendo
della barca, attraversando la folla di persone, molti mi offrivano
trasporto, hotel, ristoranti; ma decisi come sempre di arrangiarmi
e proseguire da solo con il solo supporto della mia guida e di quel
poco d'esperienza accumulata in tanti anni di viaggi e di lavori
nel settore turistico. La parte più bella dell'isola, secondo
la mia guida, era West End e West Bay, con le migliori spiagge,
ristoranti, locali ed hotel.
Io
mi diressi proprio a West End utilizzando come trasporto un pulmino
pubblico chiamato Combi che con il costo di 15 lempiras (1 usd)
mi trasportò in 10 minuti nell'altro versante dell'isola,
attraversando l'unica strada che percorre Roatan da lungo in largo,
attraverso una lussureggiante vegetazione tropicale, costeggiata
sempre dal mare, lungo la quale già dal pulmino si intravedono
idilliache spiagge e baiette...Una meraviglia! In Honduras, quando
chiedi un'informazione, nessuno mai non sa niente, nemmeno in che
punto si trova in quel momento e' una cosa molto strana, credo dovuta
a grande distrazione ed assopimento dei sensi in una routine di
vita sempre uguale... Cosa che per gli Isolenos, gli isolani, era
elevata a potenza, dato che Roatan non e' poi così grande:
60 km di lunghezza. Camminando
lungo la stradina di sabbia di West End, entrai in vari hotel a
chiedere le tariffe per una camera singola che avesse almeno il
bagno, e molti di questi erano proprio piccoli hotel, che assomigliavano
più a dei lodge africani.... Mi soffermai all' hotel PURA
VIDA, e chiedendo le tariffe delle camere, mi rispose un'italiana
con accento spagnolo fortemente sicilianeggiante...
Adriana, la proprietaria dell' Hotel Pura Vida, che con suo marito
Giacomo, da molti anni ormai vivevano a Roatan, mi offrirono un'ottima
tariffa, data la bassa stagione. Decisi di fermarmi proprio al Pura
Vida Resort di West End.
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