Prefazione
Questo mese pubblichiamo un'esperienza di viaggio che ha cambiato
la vita di un viaggiatore. Molti di noi sognano di abbandonare lo
stress di tutti i giorni e di vivere a contatto con la natura, il
mare cobalto e le spiaggie accecanti. Bene qualcuno ci è
riuscito e ci ha spedito il suo resoconto da una terra dove il verde,
l'azzurro e il bianco sono colori di tutti i giorni. Enrico Trevisanato
ha fatto del viaggiare il suo lavoro costituendo una società
turistica, un tour operator in una terra magnifica. Gustatevi l'Hoduras
da chi lo vive.
Un viaggiatore diventa tour operator... Viaggiando in Honduras.

Dopo più di dieci anni di viaggi consecutivi, per lavoro
e per diletto, vi racconto oggi il viaggio in un Paese che mi ha
coinvolto, mi ha attratto e momentaneamente mi ha fatto smettere
di viaggiare...L'Honduras. Nel 1999, precisamente a Novembre, iniziavano
le mie ferie, vivevo tra Messico e Cuba, dov'ero occupato professionalmente
rappresentando un tour operator italiano da ormai molti anni. Il
continente latino americano mi ha sempre attirato, ma non lo conoscevo
per intero, quindi decisi di intraprendere un viaggio attraverso
il continente centroamericano, ed arrivai in Honduras. Il tempo
a mia disposizione era molto, quasi due mesi, durante i quali avrei
attraversato tutto il Centro America alla scoperta di questa fetta
di America Latina, ancora vergine ai miei occhi, e a tutti i miei
sensi. Sono atterrato nella caotica città di San Pedro Sula
il 28 ottobre del 1999, i miei bagagli erano rappresentati dal mio
inseparabile zaino/valigia che ormai da più di 5 anni mi
accompagnava lungo i miei viaggi in Asia e in America Latina. La
città di San Pedro Sula mi ha immediatamente demoralizzato,
presentandosi a me in una domenica mattina molto calda, il termometro
sfiorava i 45 gradi, e le strade erano deserte e le strutture degli
edifici erano quelle di una grande città cresciuta troppo
rapidamente, senza criterio. Nella parte bassa, le catapecchie mi
riportavano a pensare alle Favelas del Brasile, mentre all'orizzonte
scorgevo enormi edifici rappresentati da banche, assicurazioni e
qualche grande hotel. Immediatamente il taxista mi ha messo in guardia
sulla sicurezza personale, sconsigliandomi di restare nella zona
bassa della città, frequentata da individui pericolosi. Iniziai
a cercare un alloggio nella zona alta, tra i grandi edifici, e i
boulevard, rendendomi conto che già mi mancava il mio Messico...La
mia Cuba. Già dal giorno dopo iniziai a muovermi con i trasporti
pubblici verso il Nord del paese, mi volevo dirigere verso le zone
rurali ai confini con il Guatemala, dove, secondo la mia guida si
trovavano le rovine Maya di Copan.
Attraversando
paesaggi naturali idilliaci, percorsi un tragitto lungo un'unica
strada in buone condizioni, attraversavo piantagioni di banano,
caffè, e mi dirigevo verso le montagne...già il mio
umore iniziava a migliorare, già sentivo la gioia di essere
inghiottito da una natura prepotente, da ambienti tradizionali,
da gente del luogo, alcuni dei quali non ancora abituati al constante
contatto con gli stranieri....tantomeno con i turisti. Parallelo
alla lunga strada scorre il Rio Copan, un fiume molto lungo che
arriva proprio alle Rovine Maya e le attraversa per seguire il suo
corso. Per i Maya il fiume, l'acqua era la benedizione degli dei,
per me era un'attraente corso d'acqua. La strada ad un certo punto
si sviluppa in curve e tornanti consecutivi che si arrampicano su
montagne non molto alte, dove scorgi appena i villaggi delle minoranze
etniche, dove la natura e' protagonista e sfoggia il meglio di se,
ammiro le numerose Ceibas dei giganteschi alberi simili al Baobab
africano che popolano il Centro America, Flamboyan multicolori,
e una varietà enorme di piante, alberi arbusti che si mescolano
alle coltivazioni degli indigeni locali. Finalmente si arriva al
caratteristico paesino di COPAN RUINAS, dove sembra che il tempo
si sia fermato...
Alla scoperta di Copan
Qui
le stradine ciottolate, attraversano il piccolo paesino di Copan
Ruinas in lungo ed in largo creando un saliscendi continuo; Gli
edifici sono antichi ed in stile ancora coloniale, e la gente del
posto si muove anche a cavallo, caricando questi poveri animali
con sacchi di riso, fagioli, farina....e' un panorama bellissimo,
contornato da montagne, ai confini con il Guatemala. Ci si può
fermare a pranzo in una delle tante locande ed a dormire in uno
dei tanti piccoli e grandi Hotel in stile rigorosamente Copaneco,
tipico, colorato, con molti fiori e piante. I colori pastello delle
case copaneche creano un arcobaleno multicolore che si scorge dall'alto
delle montagne. Il centro del Paese e' formato da una caratteristica
piazzetta con fiori, fontane e qualche monumento Maya che riproduce
le favolose estelas Maya di Copan. La gente e' introversa ma allo
stesso tempo molto ospitale...Finalmente mi sento in Centro-america.
La prima notte ho dormito in una bellissima hacienda, situata a
10 minuti dalle Rovine Maya, ed ubicata nel mezzo di un idilliaco
paesaggio naturale, proprio nel mezzo di una verde vallata. La Hacienda
el Jaral, e' un'antica Hacienda cafetalera dove trasformavano il
caffè per la vendita all'ingrosso, aperta nel 1842 e tutt'oggi
esistente... Dopo una curata ristrutturazione e' diventato un luogo
meraviglioso dove i turisti si possono rilassare in una delle tante
villette. Il giorno seguente, comprai un'escursione a cavallo e
visitai in groppa al mio nuovo fedele amico, le montagne circostanti,
ricche di corsi d'acqua, di piantagioni di caffè e di tabacco,
una giornata entusiasmante... Mi fermai a pranzo da una famiglia
di coltivatori di caffè provando le prelibatezze della cucina
tipica Copaneca: lo consiglio.
La
sera, Copan non offre molte possibilità di svago, ma sicuramente
dopo un' intensa giornata di visite ed escursioni, resta solo il
piacere di una buona cena ed un meritato riposo nella meravigliosa
hacienda. Il terzo giorno mi preparai, emozionalmente per visitare
le maestose rovine Maya di Copan. Da dieci anni studio l'affascinante
mondo della cultura Maya, e fino a quel giorno avevo già
visitato molti centri cerimoniali Maya, come Chichen-Itza, Palenque,
Cobà, Cabà, Uxmal in Messico e Tikal in Guatemala,
ma sempre avevo letto ed ascoltato che il fascino di COPAN non lo
avrei incontrato in nessun'altra antica città MAYA...
All'ingresso
delle rovine di Copan, c'e' un grande plastico rappresentativo della
antica città, e poi, subito si entra attraverso un ingesso
formato da un viale alberato , costeggiato da una vegetazione lussureggiate,
e si procede in silenzio, verso il centro cerimoniale, ascoltando
il verso dei pappagalli, e di molte altre specie di volatiti che
popolano il Parco Archeologico di Copan. Alla fine del vialone d'ingresso,
si apre la grande piazza, e si rimane con il fiato sospeso, per
la presenza di imponenti statue Maya (estelas) mai viste fino ad
ora. La mia Guida locale, Giovanni, iniziò a raccontarmi
la storia, dei vari imperatori che con gli anni hanno dominato Copan,
soffermandosi nell'ultimo, ritenuto uno dei più esteti, stravaganti
e artistici imperatori Maya della Storia.
18 Conigli era il suo nome che in spagnolo diventa Dieciocho Conejos,
il quale ha incaricato molti lavori artistici durante il suo regno...
Ed io stavo proprio li' ammutolito ad ammirare questi meravigliosi
lavori, che rappresentano il "barocco" Maya. Le figure,
i glifi, i volti, escono dalla pietra...Alcuni dei quali ancor oggi
conservano i loro colori tipici.....magnifico. Proseguo la visita
inoltrandomi nella rete di tunnel sotterranei, attraverso i quali
si possono ammirare le tombe di importanti imperatori.
Ci
sono 100 km di tunnel sotto la città Maya, ma solo 5 km sono
aperti al pubblico, e con questi tunnel si apre proprio una grande
finestra sul passato, nonostante gli spagnoli abbiamo distrutto
gran parte della documentazione necessaria per decifrare i glifi
ed i linguaggi Maya. Termina la visita con l'ingesso al museo di
scultura Maya, unico nel suo genere: unico nel Mundo Maya... Qui
quando ci si trova di fronte alla rappresentazione in misura naturale
della toma-tempio Rosa Lila, con tutti i suoi colori rosso, verde,
bianco sgargianti, il visitatore inizia a pensare molto ai Maya,
ed alla loro potenza, alle loro capacità. Ho effettuato una
visita alle rovine di circa 8 ore, ma sarei tornato varie volte
per soffermarmi di più di fronte a questo splendore.
Al
quarto giorno, preparai il mio zaino e decisi di partire per la
costa, per provare il clima dei caraibi, per vedere il mare, per
scoprire un'altra cultura importante... Il viaggio da Copan a La
Ceiba e' durato circa 5 ore, utilizzando un bus diretto, in partenza
alle 7 del mattino da Copan. Attraversai nuovamente la città
di San Pedro Sula con il bus, e notai l'enorme differenza di paesaggi
di gente di ambiente con i luoghi che avevo appena visitato. Da
San Pedro Sula a La Ceiba, si attraversano immense piantagioni di
frutta Ananas e Banane e immense piantagioni di Palma Africana...Uno
spettacolo magnifico, che interrompeva il leggero pisolino in un
comodo bus con aria condizionata. Qualche tratto di strada e' ancora
mal messo per il passaggio del potente Uragano Mitch del 1998, ma
il piccolo viaggio per raggiungere la cittadina costiera di La Ceiba,
scorre bene e rapidamente.
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