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La prima parte del racconto
Houmt Souk
Nemmeno
il tempo di scendere dal mezzo, ed un tassinaro, fermo sul suo veicolo
proprio dove ci stavamo parcheggiando, mi chiamò e mi portò
da suo fratello il quale possedeva un negozio in una delle vie centrali.
Queste sono sempre gremite di gente e grida e richiami riempiono
l'orecchio. Oltre al mercato turistico vi è la possibilità
di comprare meglio allontanandosi da queste strade frequentate,
così da vedere anche un pò di realtà locale.
Si scoprono case in costruzione, le scuole, le piccole botteghe,
e quanto di meglio ci riporta la tranquillità di un tempo.
Mi diressi poi verso la costa, dove sapevo esserci una piccola fortezza,
Bordj el-Kebir, del xv secolo. L'ingresso è simbolico, uno
virgola uno dinari tunisini. Non è niente di particolare,
ma è affascinante pensare a quante storie sono state vissute
fra quelle mura che danno sul mare. Come vi dicevo è stata
abitata anche da pirati barbareschi che la fortezza proteggeva dai
popoli cristiani. Il magico tramonto sulle
acque della Tunisia. Con un tramonto così chi può
resistervi?
Tornando all'hotel scoprii che per lo stesso percorso il taxi chiedeva
6 dinari mentre l'autobus solo uno, ma era così affollato
e non ero sicuro della destinazione in cui mi avrebbe portato, cosi
presi al volo il solito mezzo. Arrivato mi concessi un riposo pomeridiano.
Osservai i canali televisivi satellitari, canali musicali, naturalmente
i canali francesi andavano per la maggiore. Seguivano le reti Rai,
i canali locali e pochi altri.
Quando tornò la compagnia mi raccontò l'avventura
che potei sbirciare poi a casa attraverso le foto della mia macchina
che prestai a Marco. Il tour era molto bello ma dei fenicotteri
nemmeno l'ombra, colpa dell'orario in quanto la prima barca che
arriva, per far notare i fenicotteri li spaventa facendoli volare
ed atterrare un mezzo chilometro più avanti. Così
è anche possibile non vederli. Anche i delfini si videro
da lontano, l'acqua in compenso era magnifica e il cibo, a base
di pesce, era ottimo. Alcune esibizioni dei marinai di bordo accompagnarono
il tragitto. Inoltre era possibile osservare il fondale con una
barca dalla chiglia trasparente. Non vi
ricorda il vecchi Far West? Pensate è a solo 2 ore di volo
da casa...
Il fascino del deserto e i treni di Tozeur
Partì
da qui un escursione di due giorni nel deserto dove le tappe fondamentali
erano Tozeur e Douz. Mezzo di locomozione pullmann. L'isola è
collegata alla Tunisia grazie ad un ponte, un vecchio argine romano,
lungo 7 chilometri che collega El Kantara Ile a El Kantara Continent.
Con la fantasia indovinate quale dei due è sull' isola?Il
deserto salato,basta scavare è si trova l'acqua salata. Qui
vi sono le famose Rose del deserto.
Prima
sosta obbligata Medenine cittadina con un antico mercato perenne
dentro un vecchio deposito granario, appartenuto alla Confederazione
degli Ouerghamma, il complesso di granai fortificati più
importante della Tunisia del sud.
Mi sentii preso in agguato poiché decine e decine di mercanti
sono lì ad aspettare il pullmann di turno che, come in un
vecchio rito, porta a sacrificio l'ipnotizzato turista. Qui tentano
e spesso riescono a vendere qualcosa, ad ogni costo.
Ripartimmo per la volta di Temine. Il gruppo si separò poiché
alcuni scelsero di fare il giro sui fuoristrada verso Chebikha e
Metlaoui con pagamento a parte.
Noi proseguimmo per Tozeur attraversammo il lago salato di Chott
el Jerid e arrivati, visitammo la cittadina.Canyons
e distese aride...
In
questa zona il panorama è stupendo: un colle si affaccia
sul deserto, salendo da una zona boschiva dove ci sono delle piccole
case e dove si scorgono romantici canyon. Andammo a piedi fino al
canyon e qui notammo degli uomini e dei ragazzi fare il bagno in
un piccolo laghetto artificiale, cinto da palme, dotato anche di
una cascata che sgorgava da una tubatura in cemento. Frose non romantico
ma suggestivo.
Tornati gli escursionisti andammo tutti nel museo. Qui vi sono raccolti,
in un edificio che è la ricostruzione della reggia del presidente,
alcuni scenari di vita a palazzo, armi antiche, gioielli, libri,
vestiti, utensili e una piccola mostra di quadri.
La sera una miriade di stelle ricopriva questo scenario, cosi come
una calda coperta copre e protegge un bambino pieno di sogni.
Il fascino del Sahara: misterioso ma molto pericoloso...
Douz ed il Sahara
Attraversando
il lago per andare a Douz questa volta ci fermammo. Il lago salato
è un deserto dove se si scava un pò affiora dell'acqua
pregna di sale. Molte le formazioni cristalline, le famose rose
del deserto, che si formano. Assumono colorazioni diverse a seconda
della profondità in cui si trovano. Facile è trovare
chi per poco le vende.
A Douz escursione: chi col cammello, chi col carretto trainato da
dei muli. Qui infatti comincia il Sahara. Il deserto si estende
per tutta l'africa del nord. E' possibile fare escursioni in cammello
di alcuni giorni, fingendosi esploratori d'altri tempi.
Il fascino dell'oasi...Acqua e deserto insieme
Matmata
Partimmo
per Matmata dove alcune visitammo le tipiche case nella roccia.Le
costruzioni sono antiche, confortevoli durante l'inverno e il freddo
notturno, e fresche nelle ore più calde, vengono utilizzate
ancora da famiglie native. Qui pranzo in una di queste case che
era stata trasformata in ristorante. E' stata l'unica volta che
i camerieri ci hanno portato le pietanze ai tavoli. Poi ritorno
sull' isola.
Le famose case di pietra di Matmata
Tatahouine
Per non sprecare nemmeno un giorno e poiché era offerta dall'agenzia
per farsi perdonare i disguidi dell'andata decidemmo di partire
per il nostro ultimo tour.
La destinazione era Tatahouine e Chenini di Tatahouine località
del bellissimo deserto roccioso della Tunisia.
Prima
sosta a Medenine con il solito mercato.
Poi usciti , il pulman ci condusse a Tatahouine dove smontammo per
un breve giro in un mercato locale.
Entrai in un supermercato dove vi era di tutto, ed i prezzi erano
molto bassi.
Visitammo l'antica città di Tatahuine tutta in mattoni, percorsa
da stradine spoglie e schiacciate dalla presenza di alti muri. Il
tragitto che l'attraversa è lungo meno di un chilometro.
Andammo poi a Chenini, paesino di montagna con casupole in pietra
uscenti dalla roccia fino alla sommità da dovesi può
assistere ad un bellissimo panorama. Nella zona sono stati girati
numerosi colossal come Guerre Stellari. Al ritorno sosta in un piccolo
ristorante e poi visita ad un vecchio granaio fortificato, per la
vertà non molto famoso, boh! La
cinta muraria di Tatahouine, il pianeta natale del giovane Skywalker...(Usa
la forza Marco!)
La
partenza
Giorno della partenza, il gruppo si separa già all'alba quando
Massimo, Silvia e Regina partono per l'Italia. Tra poco tocca anche
a noi. Una triste solitudine invade questa bella terra. Porta ad
un percorso misterioso, di uomini vissuti in diversi periodi storici
e di molteplici influenze. Alcuni passi solitari chiudono la pagina
di questo diario che è nella mia anima, aggiungendo esperienza
di vita. Grazie magica Tunisia. Come resistere
ai colori d'Africa...
Marco P.
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