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Petra & Taba: emozioni da non perdere...

Era da un po’ che ero curioso, volevo andare alla scoperta di un luogo mitico; un luogo che fin da piccolo mi aveva colpito, mentre al cinema con mio padre, con occhi colmi di emozione e sogni guardavo Indiana Jones e L’ultima Crociata: Petra.

Ora grazie alla visita guidata di un Tour operator per conoscere le strutture avevo l’opportunità di aggiungere questa mitica e favolosa città alla mia “collezione” di antichità che ho potuto visionare nei miei 37 anni. Dopo le Piramidi Maya, i Templi di Angkor Wat, le piramidi di Giza, il Taj Mahal, il Colosseo… Ora era tempo di scoprire la città nella roccia.
Cosi lo scorso maggio ho preso la decisione di aggregarmi ad un fantastico gruppo di agenti di viaggio che il Turchese portava in visita in Giordania e a Taba, in Egitto.
Partenza come previsto molto presto da Bergamo e dopo quattro ore e mezza di volo ecco dall’alto il Canale di Suez ed infine ecco in uno stretto angolo di terra la punta più settentrionale del Mar Rosso. Qui quattro paesi vi si affacciano: Giordania, Egitto, Arabia Saudita e Israele.

Le differenze saltano subito all’occhio: L’Arabia con le sue stazione di pompaggio del petrolio. Israele con i suoi mega-palazzi di Eilat in stile Montecarlo, dalle mille luci. L’Egitto con le sue alte montagne ai piedi di Taba. La Giordania con le sue strutture alberghiere di Aquaba, la grande bandiera giordana e il deserto alle spalle.
Proprio come un ponte tra l’occidente e l’oriente all’interno del Mediooriente, la Giordania unisce le tradizioni di un Islam moderato, con un occhio al futuro e all’occidentalizzazione, una vera fiusion.

Aqaba è una città portuale carina, divisa tra le strutture dedicate all’imbarco delle navi, le spiagge degli alberghi, i centri commerciali e le moschee. Il luogo è sempre in piena attività, qui atraccano le navi che portano in tutto il medio-oriente generi di prima necessità e merci. Da qui passa l’oro nero diretto in Iraq: il petrolio, e lo si intuisce dalla lunga fila di cisterne che aspettano di passae il confine.
Fatta conoscenza con la nostra guida giordana, lo “zio”, partiamo verso il deserto del Wadi Run.

Il Deserto è famoso per le sue imponenti formazioni rocciose che come isole si ergono in un mare di sabbi ocra.
La zona è parco nazionale protetto, vi sono infati anche numerose incisioni rupestri dell’era preisotorica che svelano quanto questa terra in passato fosse ricca di vegetazione e di animali. Qui il padrone è il vento che, all’improvviso può scatenare tempeste di sabbia di estrema violenza ma spettacolari. Scesi dal nostro pullman gran turismo (per la cronaca i posti dei passeggeri hanno la cintura di sicurezza) raggiungiamo il centro culturale sulla vita nel deserto. Da qui a bordo di un pick-up a 4WD scoperto, andiamo alla scoperta del deserto.

I fuoristrada sembrano galleggiare sulla sabbia, navigano in questo mare che da rosso passa a ocra e a giallo. Tutti insieme su una lunga fila di mezzi raggiungiamo una gola e il passaggio dalla luce all’ombra genera toni di luce incredibili. Dopo una breve sosta per un caffè beduino, alla base di una montagna in un campo tendato, andiamo a goderci il tramonto su un’altura da dove si gode un panorama incantevole.
Il cielo è sgombro e di un azzurro terso; le montagne a strapiombo si ergono come scogli isolati.
Il panorama è a dir poco stupendo. Le parole inutile dirlo non bastano a riempire il cuore. Naturalmente le guide sanno il fatto loro e mentre la luce del sole scende, dipingendo pennellate di rosso fuoco sulle montagne in silenzio e con un provvidenziale bicchiere di liquore brindiamo alla Giordania. L’immensità e la solennità di questo luogo rapiscono.

Dopo una cena in un altro campo tendato beduino, alla luce del fuoco e alla musica del desetro, riprendiamo i mezzi e ci dirigiamo verso l’hotel: domani ci aspetta Petra.
Partenza di mattino e poi dopo un breve tragitto arriviamo alla zona archeologica di Petra. C’è da dire che il paese prima, dove si soggiorna ha numerosi hotel e luoghi dove soggiornare. Certo il livello non è da cinque stelle ma non è comunque male se si pensa dove ci troviamo.

Tra negozi e pensioni, ristoranti ed minimarket si arriva all’ingresso del parco archeologico. Qui dopo aver pagato l’ingresso ci si avvia a piedi o noleggiano un cavallo o un calesse fino all’imboccatura della valle che poi sbuca proprio di fronte al Tesoro.

Petra era una città Nabatea, anzi lo è ancora visto che è disabitata e non ha avuto altri ospiti fino al secolo scorso. Una città interamente scavata nella roccia delle montagne.

Un lavoro certosino di notevole pregio e che la rende uno di luoghi mi mistici del Mondo. Nascosta tra montagne impervie e strette vallate è rimasta abbandonata per secoli, per poi essere scoperta e resa celebre.
Mentre la valle si stringe si arriva alla spaccatura che svela il Tesoro.
Appena lo si intravede il cuore comincia a battere… E poi scoppia di meraviglia. Così grande, così fine, così incredibilmente ricca di atmosfera.

Naturalmente non siamo soli: tra venditori ambulanti di roccia e souvenir, tra turisti, tra cammellieri e cavalli, si fa un pò di fatica a concentrarsi e a godersi lo spettacolo. Tuttavia Petra non è solo il famoso Tesoro, tanto decantato nel terzo film di Indiana Jones.

Esistono infatti numerosissimi siti scavati nella roccia. Uno da non perdere è sicuramente quello detto il Monastero. Lo si raggiunge dopo una passeggiata in salita di circa un ora. Scalino dopo scalino. Qua e la bancarelle e simpatici giordani offrono i loro lavori di artigianato. Naturalmente per la salita consigliamo una bottiglia di acqua da portare con voi ed un cappello.

Lungo il cammino, tra montagne e crepacci alcuni muli sonnecchiano all’ombra. Venditrici dagli occhi colo dell’ambra sorridono mostrando i prodotti. Dopo una faticosa salita arriviamo alla cima del Monastero. Qui come per magia un bar all’interno di una grotta riesce a dissetare i viaggiatori che hanno tentato la salita. Anche qui il panorama è stupendo e merita l’ora della salita.
Finiamo la visita pranzando in uno dei ristoranti posti all’interno del sito archeologico, proprio come se fossimo in un bar in piazza S. Marco.

Certo non sarà il posto più silenzioso al mondo ma comunque merita. Pian piano si risale il tragitto verso il nostro bus. Arrivati al Tesoro scatto le ultime fotografie. Ormai e pomeriggio e davanti al tesoro, che ora è in ombra non c’è più nessuno. Con i compagni di viaggio ci fermiamo qualche minuto per assaporare il momento e poi via.

Da Aqaba a Taba.
Aqaba è una città viva anche la notte, certo non come la luminosissima Eilat in Israele, ma comune non è male. Eilat è veramente piena di vita, di locali e di discoteche. Il confine lo si può passare con il passaporto ma fate attenzione a non farmi timbrare il passaggio, altrimenti poi in alcuni paesi non potrete più entrare.
Di primo mattino ci accingiamo a raggiungere il porto per passare dalla Giordania all’Egitto.
In questo modo con una breve crociera si possono raggiungere le località balneari di Taba-Higts.

Dopo una crociera a bordo di un grosso yacht, approdiamo. Il paesaggio è ancora diverso. Qui le montagne di roccia raggiungono quasi il mare e qui e la completi alberghieri in costruzione o abbandonati fanno capolino. L’isola del Saraceno con le sue acque azzurre e chiare e la sua fortezza si incrocia a metà del percorso.

C’è da fare un chiarimento su Taba: esiste infatti una diversità tra due luoghi. La Taba al confine dove il palazzo della catena Hilton si staglia, ricostruito dopo il tragico attentato di oltre un anno fa e Taba-Highs, più lontana a circa 50 minuti di strada dal confine.

Qui un vero e proprio paese è stato progettato per diventare un nuovo posto di attrattiva per i turisti. Zona commerciale, campi da Golf, strutture dalle grandi piscine o dalle lagune di forma strana, vi sono numerosi alberghi di notevole spessore e sicuramente molto belli da vedere.
Taba-H. è una città costruita per i turisti e per il loro relax. Non vi sono villaggi di beduini. Vi sono solo strutture alberghiere. E’ in teoria il luogo ideale dopo un paio di gironi passati in Giordania per un mini tour.

Le spiagge di Taba-H. sono di sabbia ocra. Tuttavia in alcune zone l’ingresso in acqua è reso difficile dai sassi. Vi sono poi degli ingressi sgombri dove poi entrare senza problemi. Per ovviare a tale problema moltissime strutture hanno creato delle lagune artificiali di acqua cristallina e salata dove chiunque può bagnarsi senza problemi.

Qui le attività principali da fare sono gli sport acquatici od il relax . Diving, vela, para-saling, escursioni in quad (facendo attenzione a non ribaltarsi) per le gole rocciose, le escursioni in caicco a vela fino all’isola del Saraceno.

La sera dopo un drink presso l’aera commerciale, si può raggiungere con la propria guida il Castello.
Luogo veramente incredibile dove si gode di un panorama mozzafiato sul mar rosso. Da non perdere!

Passiamo qui altri 4 giorni scoprendo tutto quello che Taba nasconde. L’Egitto dopo Sharm, Hurgada e Marsa Alam mi ha fatto scoprire un’altra sua carta segreta.
Al ritorno verso la Giordania, tutti siamo un po’ stanchi, abbiamo sicuramente vissuto questo periodo intensamente.

Come ultimo regalo, per un arrivederci in grande stile il nostro caicco incrocia un branco di delfini. E’stato un altro viaggio memorabile, soprattutto grazie a tutti i ragazzi che hanno reso questa esperienza indimenticabile.

FB


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