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La prima parte del racconto
La visita prosegue anche alle piramidi di Macerino e Chefen. La
sera vengono illuminate per lo spettacolo "Luci e Suoni".
La piramide di Micerino è aperta al pubblico, basta pagare
il biglietto d'ingresso di 20 Pound. All'interno non è possibile
fotografare, quindi lasciate la macchina ad un amico che vi aspetta
fuori. La discesa è ripida è ci porta nel ventre della
piramide. Testa bassa e occhio alle zuccate. L'aria
è calda e viziata, se soffrite di claustrofobia non entrate.
Dopo la visita, veloce salto al punto di vista per riempirsi gli
occhi del panorama generale. Deserto, città e piramidi. Qui
vi è la possibilità di fare un giro in cammello e
di ammirarle come lo facevano una volta. Mi raccomando però
contrattate sempre il prezzo della gita. Qui nulla è gratis.
Se vi dicono sali e prova, sappiate che il problema è scendere
dal cammello! Se non vi piace il cammello avete a disposizione anche
i cavalli. Quindi via verso la Sfinge. Le case quasi la circondano
ormai e da una strana impressione vederla in rapporto alle piramidi,
ma è comunque bellissima. Tutta l'area brulica di turisti,
scolaresche, venditori ambulanti e di militari che sorvegliano la
zona. Una volta la strada era aperta la traffico, ma ora è
stata chiusa per evitare danni causati dallo smog. La Sfinge va
vista con tranquillità. Sedetevi ed ammirate il panorama.
Tutt'intorno negozi di souvenir, bar, negozi di materiale fotografico,
inoltre se temete di aver finito i rullini c'è anche quello
ufficiale by Kodak, con prezzi non da vampiri. Se desiderate una
maglietta speciale proprio a destra della Sfinge c'è l'Hard
Rock Cafè del Cairo.Il panorama
delle piramidi a Giza.
Il tempo vola e via verso la fabbrica del papiro. Qui viene insegnata
l'antica arte per fare i fogli di papiro. Vi spiegano tutto e poi
sperano che compriate qualche cosa. Di papiri ve ne sono di tutte
le dimensioni. Alcuni sono bellissimi, grandi e coloratissimi. I
prezzi sono normali. Se volete un papiro grande, per una parete,
può costare anche mezzo milione di lire.
Nel
pomeriggio visita alla moschea di Muhammed Alì, detta anche
Moschea di Alabastro, situata nella Cittadella, al centro della
città. La Moschea domina la città de Il Cairo e dall'alto
si possono vedere anche le piramidi in lontananza. Il tempo varia
in fretta dal sole caldo al nuvoloso. Quando il cielo si copre fa
proprio freddino. La Moschea è molto bella, grande e maestosa,
con i suoi minareti. Vi si accede dopo un sistematico controllo
al metal-detector. Nel cortile interno un gruppo di soldati si mette
in riga per il cambio della guardia. All'interno un grande tappeto
rosso copre il pavimento. Naturalmente vi si accede scalzi. Il lampadario
è mozzafiato, con centinaia di lampadine e i soffitti sono
di mille tonalità del verde. All'interno molti i turisti
e le scolari egiziani in visita. L'atmosfera è sobria, come
ad un luogo di culto ma non tesa, anzi, molto pacifica, sembra che
queste mura si siano abituate ai turisti.Un
giovane venditore di Cuscus, volete favorire?
Visitata
la Moschea ci si dirige verso l'albergo, il traffico è veramente
caotico, è quasi impossibile procedere con velocità.
Pensate che al Cairo vi sono nove milioni di abitanti con oltre
un milione di autovetture, le strade per quanto grandi non bastano.
Lo smog è onnipresente e lo si vede, anzi lo si sente.
La sera è dedicata alla visita notturna. Il Cairo di notte
è illuminato da mille colori. Si comincia con la grande torre
a forma di fiore di loto, da dove si ammira tutta la città.
Poi gita al mausoleo del presidente egiziano Assad, dove mori ucciso
da terroristi islamici. Il mausoleo è una grande piramide
dal basamento di marmo lucido nero e bianco. Poi si attraversa il
cimitero del Cairo, la Città dei Morti, dove migliaia di
famiglie vivono all'interno delle tombe e le accudiscono. Infine
fermata al Bazar, con fumata generale di narghilè, tra risate
e divertimento.La Sfinge, la piramide di
Keope e quella di Micerino
Khan el-Khalili Visita al mercato tra le mille e mille negozi
possibilità acquisto narghilè, ottoni, lavori in rame,
statuine, profumi, spezie, oro, argento, pietre preziose, tessuti,
scatoline in madreperla e lavori in vetro. Nelle viuzze sarete sommersi
dalla folla, gente che passeggia, fa la spesa, lavora o vende. I
negozi sono uno attaccato all'altro, tutti salutano e offrono i
loro prodotti. Se volete qualche cosa ricordate che contrattare
è di rigore, è un'usanza araba. La contrattazione
può durare anche in ora per un articolo. Ricordate che il
valore effettivo è 1/3 di quello iniziale.
Terzo giorno a Menfi, Saqqara passando per una tempesta di sabbia
Il
terzo giorno è dedicato alla visita del Colosso di Ramsess
II a Menfi. Nel sito archeologico, immerso nel verde, si possono
ammirare moltissime sculture. Poi si prende la direzione di Saqquara.
Qui da vedere la necropoli immersa nel deserto, si rimane stupiti
dai colori ocra e oro del terreno. In cinque ci siamo comprati la
kefiha bianca, il copricapo arabo che ripara dal sole, e funziona!!!
Lascia freschi e non pesa sul capo, inoltre protegge dal vento e
dalla sabbia.
La piramide a Gradoni di Zoser è un'altra attrazione da non
perdere, soprattutto per quanto riguarda il panorama circostante.
Bello anche il complesso funerario dove si può godere di
un po' d'ombra. Quando vedete la piramide provate a girarci attorno,
a piedi, in cammello o a cavallo. Viene alla mente il mitico Lawrence
d'Arabia. Le immense distese del deserto sembrano cantare di libertà
e voglia di sfidare l'avventura. Ma non cadete in errore, il deserto
è tanto affascinante quanto spietato. Se volete sfidarlo
dovete farlo con una spedizione a parte e questo è un altro
viaggio. Sempre nelle vicinanze del complesso funerario c'è
un grosso vagone metallico piantato nel deserto. È il bagno
pubblico, ora provate a farvela scappare
La
grandiosa piramide del faraone Keope
Finita
la visita a Saqquara breve tappa alla fabbrica dei tappeti, sosta
mal digerita da parecchi, compreso il sottoscritto. Infatti ai telai
vi erano numerosi bambini e bambine che lavoravano. Sappiamo che
questa soluzione è preferibile a quella di vederli mendicare
per la strada, ma comunque li avremmo preferiti a scuola. Ci sembravano
infatti un po' troppo piccolini.Vi siete
mai trovati in una tempesta di sabbia? Ecco quando arriva!
Mentre il resto del gruppo rimane all'interno con pochi altri andiamo
alla scoperta della zona circostante. Passeggiando a piedi, tra
i palmeti e i campi dal verde intenso, tra i locali che ci salutano
ci accorgiamo di quanto sia fertile la terra ed importante il Nilo
per questo paese.
Di rientro al Cairo altra fermata alla fabbrica del profumo e delle
fragranze. Qui io passo la mano e di mia iniziativa me ne vado a
piedi fino alla Sfinge. Rimango in ammirazione per circa un'oretta,
godendomi il sole e facendo conoscenza con qualche bellezza locale
che sorride ed ammicca dai suoi grandi occhi, neri e profondi.
Quindi si riparte verso l'albergo, ma fieri di essere abili navigatori
ed agili podisti, ci facciamo scaricare dal pullman in un luogo
non ben precisato. Il nostro compito è quello di scoprire
la bellezza del Cairo di giorno e raggiungere a piedi l'Hotal Safir.
Scopriamo tardi che senza cartina l'impresa è difficile e
ardua. Tra il traffico impazzito e i rischi nell'attraversare la
strada arriviamo sulla sponde del Nilo. Qui
il panorama è veramente incredibile, si nota il pulsare di
questa grande metropoli . Lungo il corso del fiume si può
noleggiare una feluca, l'imbarcazione tipica egiziana, oppure godersi
il sole in allegra compagnia. Mentre rientriamo vediamo all'orizzonte
qualcosa di strano. E' una tempesta di sabbia, portata dal vento.
Un attimo prima c'è il solo, poco dopo siamo investiti da
turbini di vento, sabbia e polvere. Abbiamo avuto appena il tempo
di chiudere le giacche a vento, metterci gli occhiali e la kefiha.
Con fatica raggiungiamo l'albergo, dopo solo 4 ore di camminata.
Il Cairo è enorme.Il Mercato di
Khan el-Khalili
La terza parte del racconto
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