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Egitto: le mille ed una notte... (2 di 5)

La prima parte del racconto

La visita prosegue anche alle piramidi di Macerino e Chefen. La sera vengono illuminate per lo spettacolo "Luci e Suoni". La piramide di Micerino è aperta al pubblico, basta pagare il biglietto d'ingresso di 20 Pound. All'interno non è possibile fotografare, quindi lasciate la macchina ad un amico che vi aspetta fuori. La discesa è ripida è ci porta nel ventre della piramide. Testa bassa e occhio alle zuccate. L'aria è calda e viziata, se soffrite di claustrofobia non entrate. Dopo la visita, veloce salto al punto di vista per riempirsi gli occhi del panorama generale. Deserto, città e piramidi. Qui vi è la possibilità di fare un giro in cammello e di ammirarle come lo facevano una volta. Mi raccomando però contrattate sempre il prezzo della gita. Qui nulla è gratis. Se vi dicono sali e prova, sappiate che il problema è scendere dal cammello! Se non vi piace il cammello avete a disposizione anche i cavalli. Quindi via verso la Sfinge. Le case quasi la circondano ormai e da una strana impressione vederla in rapporto alle piramidi, ma è comunque bellissima. Tutta l'area brulica di turisti, scolaresche, venditori ambulanti e di militari che sorvegliano la zona. Una volta la strada era aperta la traffico, ma ora è stata chiusa per evitare danni causati dallo smog. La Sfinge va vista con tranquillità. Sedetevi ed ammirate il panorama. Tutt'intorno negozi di souvenir, bar, negozi di materiale fotografico, inoltre se temete di aver finito i rullini c'è anche quello ufficiale by Kodak, con prezzi non da vampiri. Se desiderate una maglietta speciale proprio a destra della Sfinge c'è l'Hard Rock Cafè del Cairo.Il panorama delle piramidi a Giza.

Il tempo vola e via verso la fabbrica del papiro. Qui viene insegnata l'antica arte per fare i fogli di papiro. Vi spiegano tutto e poi sperano che compriate qualche cosa. Di papiri ve ne sono di tutte le dimensioni. Alcuni sono bellissimi, grandi e coloratissimi. I prezzi sono normali. Se volete un papiro grande, per una parete, può costare anche mezzo milione di lire.
Nel pomeriggio visita alla moschea di Muhammed Alì, detta anche Moschea di Alabastro, situata nella Cittadella, al centro della città. La Moschea domina la città de Il Cairo e dall'alto si possono vedere anche le piramidi in lontananza. Il tempo varia in fretta dal sole caldo al nuvoloso. Quando il cielo si copre fa proprio freddino. La Moschea è molto bella, grande e maestosa, con i suoi minareti. Vi si accede dopo un sistematico controllo al metal-detector. Nel cortile interno un gruppo di soldati si mette in riga per il cambio della guardia. All'interno un grande tappeto rosso copre il pavimento. Naturalmente vi si accede scalzi. Il lampadario è mozzafiato, con centinaia di lampadine e i soffitti sono di mille tonalità del verde. All'interno molti i turisti e le scolari egiziani in visita. L'atmosfera è sobria, come ad un luogo di culto ma non tesa, anzi, molto pacifica, sembra che queste mura si siano abituate ai turisti.Un giovane venditore di Cuscus, volete favorire?

Visitata la Moschea ci si dirige verso l'albergo, il traffico è veramente caotico, è quasi impossibile procedere con velocità. Pensate che al Cairo vi sono nove milioni di abitanti con oltre un milione di autovetture, le strade per quanto grandi non bastano. Lo smog è onnipresente e lo si vede, anzi lo si sente.
La sera è dedicata alla visita notturna. Il Cairo di notte è illuminato da mille colori. Si comincia con la grande torre a forma di fiore di loto, da dove si ammira tutta la città. Poi gita al mausoleo del presidente egiziano Assad, dove mori ucciso da terroristi islamici. Il mausoleo è una grande piramide dal basamento di marmo lucido nero e bianco. Poi si attraversa il cimitero del Cairo, la Città dei Morti, dove migliaia di famiglie vivono all'interno delle tombe e le accudiscono. Infine fermata al Bazar, con fumata generale di narghilè, tra risate e divertimento.La Sfinge, la piramide di Keope e quella di Micerino

Khan el-Khalili Visita al mercato tra le mille e mille negozi possibilità acquisto narghilè, ottoni, lavori in rame, statuine, profumi, spezie, oro, argento, pietre preziose, tessuti, scatoline in madreperla e lavori in vetro. Nelle viuzze sarete sommersi dalla folla, gente che passeggia, fa la spesa, lavora o vende. I negozi sono uno attaccato all'altro, tutti salutano e offrono i loro prodotti. Se volete qualche cosa ricordate che contrattare è di rigore, è un'usanza araba. La contrattazione può durare anche in ora per un articolo. Ricordate che il valore effettivo è 1/3 di quello iniziale.

Terzo giorno a Menfi, Saqqara passando per una tempesta di sabbia

Il terzo giorno è dedicato alla visita del Colosso di Ramsess II a Menfi. Nel sito archeologico, immerso nel verde, si possono ammirare moltissime sculture. Poi si prende la direzione di Saqquara. Qui da vedere la necropoli immersa nel deserto, si rimane stupiti dai colori ocra e oro del terreno. In cinque ci siamo comprati la kefiha bianca, il copricapo arabo che ripara dal sole, e funziona!!! Lascia freschi e non pesa sul capo, inoltre protegge dal vento e dalla sabbia.
La piramide a Gradoni di Zoser è un'altra attrazione da non perdere, soprattutto per quanto riguarda il panorama circostante. Bello anche il complesso funerario dove si può godere di un po' d'ombra. Quando vedete la piramide provate a girarci attorno, a piedi, in cammello o a cavallo. Viene alla mente il mitico Lawrence d'Arabia. Le immense distese del deserto sembrano cantare di libertà e voglia di sfidare l'avventura. Ma non cadete in errore, il deserto è tanto affascinante quanto spietato. Se volete sfidarlo dovete farlo con una spedizione a parte e questo è un altro viaggio. Sempre nelle vicinanze del complesso funerario c'è un grosso vagone metallico piantato nel deserto. È il bagno pubblico, ora provate a farvela scappare…La grandiosa piramide del faraone Keope

 Finita la visita a Saqquara breve tappa alla fabbrica dei tappeti, sosta mal digerita da parecchi, compreso il sottoscritto. Infatti ai telai vi erano numerosi bambini e bambine che lavoravano. Sappiamo che questa soluzione è preferibile a quella di vederli mendicare per la strada, ma comunque li avremmo preferiti a scuola. Ci sembravano infatti un po' troppo piccolini.Vi siete mai trovati in una tempesta di sabbia? Ecco quando arriva!
Mentre il resto del gruppo rimane all'interno con pochi altri andiamo alla scoperta della zona circostante. Passeggiando a piedi, tra i palmeti e i campi dal verde intenso, tra i locali che ci salutano ci accorgiamo di quanto sia fertile la terra ed importante il Nilo per questo paese.
Di rientro al Cairo altra fermata alla fabbrica del profumo e delle fragranze. Qui io passo la mano e di mia iniziativa me ne vado a piedi fino alla Sfinge. Rimango in ammirazione per circa un'oretta, godendomi il sole e facendo conoscenza con qualche bellezza locale che sorride ed ammicca dai suoi grandi occhi, neri e profondi.
Quindi si riparte verso l'albergo, ma fieri di essere abili navigatori ed agili podisti, ci facciamo scaricare dal pullman in un luogo non ben precisato. Il nostro compito è quello di scoprire la bellezza del Cairo di giorno e raggiungere a piedi l'Hotal Safir. Scopriamo tardi che senza cartina l'impresa è difficile e ardua. Tra il traffico impazzito e i rischi nell'attraversare la strada arriviamo sulla sponde del Nilo. Qui il panorama è veramente incredibile, si nota il pulsare di questa grande metropoli . Lungo il corso del fiume si può noleggiare una feluca, l'imbarcazione tipica egiziana, oppure godersi il sole in allegra compagnia. Mentre rientriamo vediamo all'orizzonte qualcosa di strano. E' una tempesta di sabbia, portata dal vento. Un attimo prima c'è il solo, poco dopo siamo investiti da turbini di vento, sabbia e polvere. Abbiamo avuto appena il tempo di chiudere le giacche a vento, metterci gli occhiali e la kefiha. Con fatica raggiungiamo l'albergo, dopo solo 4 ore di camminata. Il Cairo è enorme.Il Mercato di Khan el-Khalili

La terza parte del racconto


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