
Torna per la Settima Edizione -Federico Secondo e L'Assedio di Brescia.-
Dal 3 al 5 Giugno il Castello di Brescia tornerà indietro nel tempo, al 1238 con cavalieri, arceri, armigeri, dame, popolani.
Non mancheranno gli accampamenti, tutti nella zona del castello e le bancarelle del mercato dei mestieri medievali per riscoprire come si facevano le monete, la carta, come si batteva il ferro, si lavorava la legna ecc.
Tornei ma non solo quindi, una vera immersione nella storia medievale.
In una rievocazione storica estremamente realistica, che ogni anno diventa sempre più un punto di riferimento non solo per gli appassionati, ma anche per il pubblico generico che è sempre più curioso di conoscere la propria storia.
Tre giorni in cui chi avrà l'occasione di salire al bellissimo castello di Brescia, dove ha sede anche un fornito museo delle armi, sarà catapultato in ambientazione medievale.
Non mancheranno bancarelle con prodotti fatti come un tempo. Ideale per portare la famiglia!
L'ingresso è completamente gratuito.
Questo il programma dettagliato:
Venerdì 03/06/2011
Apertura del Festival Medioevale presso il Castello di Brescia.
ore 21.30 - Spettacolo e danze con il fuoco e a seguire
Concerto “Celtic Arp Orchestra”
Sabato 04/06/2011
ore 10.00 - Apertura dei campi storici e visite guidate per il pubblico
ore 16.00 - Torneo di spada
ore 18.30 - Santa Messa in latino con rito medioevale
ore 21.30 - Spettacolo e danze con il fuoco e a seguire
Concerto “Saor Patrol”, dalla Scozia
Domenica 05/06/2011
ore 10.00 - Torneo di spada
ore 15.30 - Combattimento di spada “a contatto pieno” a cura della compagnia Aquila Bianca
ore 17.30 - Rievocazione storica dell’Assedio di Brescia
ore 21.30 - Concerto dei “Folkstone”, musiche medioevali lombarde dal XIII sec.
www.confraternitaleone.com
Cosa fare a Brescia

“Una Festa tra le vigne” il 6 luglio nella tenuta di Russiz Superiore di Capriva del Friuli (Go), fra le più conosciute maison friulane, portabandiera della migliore enologia del Collio.
Un percorso del gusto fra i vigneti e i giardini che circondano la cantina, con raffinati abbinamenti fra cibo e vini e tanta musica, per una festa che vuol far avvicinare i giovani alla cultura del vino e al bere consapevole. Russiz Superiore apre quindi le porte ai visitatori dall’imbrunire a notte fonda e si racconta, in modo semplice, informale e festoso, proponendo in degustazione la gamma dei suoi raffinati vini: un’occasione per tutti gli appassionati di apprezzarli nell’impagabile cornice della terra da cui provengono.
Dall’alto della collina di Russiz Superiore, da cui lo sguardo spazia sulle alture del Collio fino al mare, gli ospiti potranno godersi il tramonto sorseggiando un aperitivo e poi incamminarsi lungo il percorso del gusto scandito da varie postazioni in cui alcuni ristoratori di “Friuli Via dei Sapori” proporranno le loro creazioni estive, abbinate ciascuna ad un vino di Russiz Superiore. Dopo cena, ecco la musica con Dj Zippo, in una carrellata Anni’ 70, ’80 fino agli ultimi successi di discoteca, per ballare fino nel cuore della notte.
Per informazioni e prenotazioni: Russiz Superiore 331/6636919 www.russizsuperiore.it

Sagre popolari in provincia di Ravenna: a Solarolo e Castel Bolognese due interessanti eventi tradizionali
In Romagna le feste e le sagre di origine religiosa – diventate negli anni veri eventi d’intrattenimento popolare, rimanendo fedeli alle proprie vocazioni originarie - hanno sempre ricoperto un ruolo importante di aggregazione e di cultura, tramandate dai padri ai figli. Alcune di queste feste possono vantare moltissime edizioni, addirittura centenarie, che nei decenni hanno perpetuato le antiche tradizioni.
E’ questo il caso della Festa dell’Ascensione di Solarolo e della Sagra di Pentecoste di Castel Bolognese, due comuni distanti fra loro solo pochi chilometri, siti in provincia di Ravenna, nell’area di pianura del comprensorio turistico delle “Terre di Faenza”.
La Festa dell’Ascensione di Solarolo è in programma dall’1 al 5 giugno. La festa nasce nel 1730, in occasione del trasferimento della targa ceramica devozionale della Beata Vergine della Salute dalla originaria celletta alla Collegiata del Paese. Forse volutamente, questo trasloco fu fatto coincidere con la pratica delle Rogazioni minori, cioè i tre giorni precedenti l'Ascensione, e da allora la data non subì mai variazioni, a parte il prolungamento dei festeggiamenti. La festa, istituita per volere della Confraternita dell'annunziata o dell'Ospitale, si trasformò ben presto in sagra paesana, anche se risale al 1780 la prima testimonianza in merito.
Il programma della festa prevede appuntamenti musicali, spettacoli, animazioni per le vie del paese e mostre, enogastronomia.
La Sagra di Pentecoste di Castel Bolognese è giunta alla sua 380a edizione ed è una delle sagre più antiche d’Italia. In questo 2011 si svolgerà dal 9 al 13 giugno. Affonda le proprie radici nella miracolosa preservazione della città dalla peste bubbonica che infuriava in Romagna negli anni 1629 e 1930. Il popolo castellano ritenne che tale protezione fosse una speciale grazia della Beata Vergine della Concezione, a seguito di solenne processione con l’immagine della medesima il giorno 15 giugno 1630, e decise così di ringraziarla in perpetuo.
Il programma di quest’anno prevede una serie di appuntamenti d’intrattenimento: spettacoli di danze ed esibizioni di ginnastica ritmica, la sfilata dei carri e la rievocazione di antichi mestieri, spettacoli musicali e folcloristici, mercatino dell’antiquariato, mostra, eventi sportivi . Non mancherà la tradizionale enogastronomia locale e non solo.
Info Festa dell’Ascensione: Pro Loco di Solarolo tel. 335 6511592 www.terredifaenza.it

FRANCIACORTANDO: Grande successo per la seconda edizione
Grande successo per la seconda edizione di Franciacortando il 7 e 8 maggio, ha raccolto oltre 2500 visite nelle aziende (+25% rispetto all’edizione 2010) di questa terra straordinariamente vocata alla viticoltura, con cui si identifica il suo prodotto più pregiato, il Franciacorta, re italiano delle bollicine di qualità.
Sono stati più di 300 i visitatori che hanno partecipato alle escursioni a piedi lungo i 5 itinerari che hanno portato i turisti a scoprire l’anima più vera e sconosciuta di questa terra, esplorando il Monte Alto, il balcone della Franciacorta, i santuari e le vigne del Montorfano, la suggestiva campagna fra Ome e Monticelli Brusati, Borgonato con i suoi antichi borghi e filari, le ville e i cascinali di Erbusco e le cascate del torrente Gaina presso Monticelli Brusati.
Percorsi da scoprire non solo a piedi. Sono state molte le persone che hanno deciso di percorrere gli itinerari in bicicletta, facendo registrare il tutto esaurito nei due punti di noleggio biciclette di Rovato ed Iseo.
“Vorrei ringraziare tutti i nostri Soci, che hanno partecipato con entusiasmo a questa seconda edizione di Franciacortando - commenta il presidente della Strada Gianluigi Vimercati Castellini - La Franciacorta è la terra di bollicine più amata dagli enoturisti in Italia. Non solo, secondo un’indagine del Censis, è ai vertici fra le zone turistiche per l’eccellenza nell’accoglienza, oltre che per i suoi straordinari vini. Un risultato lusinghiero che ci sprona ad andare avanti secondo la linea che abbiamo tracciato: fare sistema fra vino e territorio, crescere insieme, creare una rete di assoluta qualità a supporto del turismo. Siamo convinti che la qualità nell’accoglienza sia uno dei cardini per il successo di una destinazione turistica e da anni stiamo lavorando in questo senso: Franciacortando è stata l’occasione per darne una dimostrazione corale e pratica, un invito a venire a trascorrere da noi una vacanza”.
Ad affollare cantine, ristoranti, agriturismi non solo enoturisti ed intenditori di vino, ma anche famiglie, gruppi di giovani, persone spinte dalla voglia di conoscere la Franciacorta, i suoi vini, le sue bellezze artistiche e naturali, i suoi straordinari prodotti (grappe, salumi, dolci).

Per tutto il 2011 a Lugo ci sarà il “Mercato del Contadino”: sulle bancarelle sarà possibile trovare frutta, verdura e altri prodotti provenienti esclusivamente da aziende della provincia di Ravenna
Dopo il successo raccolto lo scorso anno, anche per tutto il 2011 Lugo avrà il suo “Mercato del Contadino”. Dislocato nella parte rialzata di piazza 1° Maggio, il Mercato vuole diventare l’appuntamento fisso del sabato mattina (dalle ore 8.30 alle ore 13.30) per quelle persone che ricercano i prodotti agroalimentari di qualità. Sulle bancarelle sarà possibile trovare frutta, verdura e altri prodotti (formaggi e latticini, salumi, marmellate e confetture, miele, uova, ecc.) provenienti esclusivamente da aziende della provincia di Ravenna, nel pieno rispetto della filosofia “slow” del “prodotto a Km 0”, biologico e non.
Attualmente le aziende che partecipano al mercato sono 8, con la possibilità (come previsto dal regolamento predisposto dal Comune di Lugo per questa iniziativa) di raggiungere il numero massimo di 14. Il sabato mattina sarà quindi possibile acquistare i prodotti delle Aziende Agricole: Baroncini Mirco e Fabio di San Bernardino, Baldini Bruno di San Potito, Martoni Lauro di Voltana, Zanoni Mauro di Fusignano, Graziani Roberto di Solarolo, Lanzoni Mauro di Massa Lombarda, Zaganelli Emilio di Alfonsine, cui si aggiunge l’Apicoltura Faentina di Morigi Bruno di Faenza. Acquisto che avverrà a prezzi vantaggiosi e direttamente dalle mani dei produttori, che sono anche disponibili a intrattenersi con i clienti per soddisfare richieste e domande sulla propria azienda, sul proprio modo di lavorare e sul mondo dell’agricoltura “artigianale”.
Una delle finalità del “Mercato del Contadino”, infatti, è anche quella di promuovere modelli di sviluppo sostenibile, con iniziative per favorire l’incontro tra domanda e offerta di prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità. L’obiettivo è, quindi, di fornire a produttori e consumatori un’opportunità per accorciare la filiera d’acquisto, riducendone i passaggi intermedi con conseguente riduzione del prezzo finale, offrendo al produttore locale nuove opportunità di vendita e rendendo direttamente percepibile al consumatore la qualità dei prodotti locali e di quelli biologici.
Nel corso dell’anno verranno realizzate attività culturali, didattiche e dimostrative (come le degustazioni) legate ai prodotti alimentari tradizionali e artigianali presenti nel territorio regionale.
Informazioni per il pubblico:
Servizio Attività Economiche dell’Unione della Bassa Romagna, tel. 0545-38388
IL GENIO DI SALVADOR DALÌ a Otranto
Il Castello Aragonese di Otranto ospita per tutta l’estate sessanta opere del maestro spagnolo Dal 28 maggio al 25 settembre (ingresso 6/4 euro) il Castello Aragonese di Otranto (Le) ospita “Il genio di Salvador Dalì”. La mostra, a cura di Alice Devecchi, apre la terza stagione artistica del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dalla Società cooperativa Sistema Museo di Perugia e dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie. Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato 90mila presenze complessive, il Castello apre le porte a uno dei più importanti artisti contemporanei del ‘900, affermandosi come punto di riferimento per l’arte e la cultura a livello nazionale e internazionale.
La mostra - che sarà inaugurata il 27 maggio alle ore 18.00 – accoglie sei scultureoriginali in bronzo, tra le quali “Elefante cosmico” (di grandi dimensioni - h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di cinquantaquattro litografie originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacità grafica del maestro spagnolo. Dal clima gotico travasato in surrealismo bianco/nero del “Castello di Otranto”, ai colori pallidi delle “Fiabe Giapponesi”, al vuoto di colore della carta lasciata nuda in “Tristano e Isotta”, al nero e oro glitterato degli “Amours Jaunes”, Dalì precipita con la sua gamma espressiva multiforme nel vero Castello Aragonese di Otranto. Lo invade, lo trasforma, semina il panico con il suo ingombrante mistero, proprio come il gigantesco elmo che mette in moto la trama del romanzo di Walpole che l’artista spagnolo illustra in una delle serie di incisioni in mostra. Dalì si muove, agile e rapido come un gatto, tra testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con l’unico filo rosso che è l’indubbia riconoscibilità delle sue figurette allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua irreprensibile indole provocatoria. Le sculture in bronzo paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica.
Personalità complessa e ricca di fantasia, Salvador Dalì (Figueras, Catalogna, 1904-1989) ha operato con vivace sensibilità e singolare estro creativo in vari campi dell'arte: pittore, scultore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Le sue molteplici manifestazioni artistiche hanno suscitato da parte della critica giudizi contrastanti che coinvolgono assieme all'opera anche l'uomo, anzi, il personaggio, per taluni atteggiamenti di vistoso gusto eccentrico.
La curatrice Alice Devecchi ha frequentato il liceo classico C. Beccaria di Milano, conseguito la laurea triennale in Scienze dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Milano nel 2005 e la laurea specialistica in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Lavora a Urbino, con due architetti, un grafico e una storica dell’arte nel campo della progettazione di allestimenti di mostre e di musei, cura di cataloghi, realizzazione di prodotti multimediali per esposizioni, cura di mostre. Ha ottenuto una menzione speciale per il saggio “Il ventre del pentagono. Geometria magia e salute nel Lazzaretto di luigi Vanvitelli”, nell’ambito del premio Ucare per l’Arte 2009 bandito dalla Fondazione Quarta Onlus di Milano. Ha pubblicato “Ca’ Romanino. Una casa di Giancarlo De Carlo a Urbino”, Argalia editore, Urbino 2010.

“I primi cent’anni di Whirlpool, sognare e osare”. Gli elettrodomestici che hanno rivoluzionato la vita degli italiani in mostra per un anno al Centro Operativo Europeo di Comerio.
Venticinque pezzi, dagli anni Quaranta a oggi, tracciano la storia di Ignis e dell’Italia che cresce dopo la Guerra. In mostra anche le casacche delle squadre Ignis, le tute di lavoro, le pubblicità del Carosello e un video girato per la collaborazione di Whirlpool alla Missione Apollo. La curatrice Giovanna Marini: «Occuparsi di memoria aiuta un’industria a qualificare strategie di marketing»
C’è il “milionesimo”, il frigorifero dorato con cui la produzione di Ignis tagliò il traguardo dei sei zeri, realizzato e offerto nel 1962 dai dipendenti a Giovanni Borghi; c’è una cucina economica a gas, del 1944, che fu tra le prime a uscire dalla fabbrica di Comerio; c’è la rivoluzionaria lavatrice K5, anno 1963, primo modello con carica dall’alto e con motore a due velocità, per lavaggio e centrifuga. E c’è anche il disegno del frigorifero Fiat, risultato dell’accordo stretto da Ignis con l’azienda torinese, il primo dei suoi terzisti. E poi due rivoluzionari “side by side”, o doppia porta del 1968, che accostavano frigorifero a congelatore, e ispirati ai modelli americani. A rappresentare tempi più vicini ai nostri uno dei primi forni a microonde, il Philips M730 – SpaceCube50 del 1987, e la cucina Space 60 della joint venture Philips-Whirlpool, classe 1989. Sono soltanto alcuni dei pezzi che, sino a maggio 2012, saranno in mostra nel Centro Operativo Europeo di Comerio (Varese) in occasione del centenario di Whirlpool Corporation. Nell’auditorium del Centro si allineano autentiche pietre miliari nella storia degli elettrodomestici, che rappresentano anche stazioni di una memoria collettiva legata alla dimensione più propriamente casalinga, quella della cucina.
«I primi cent’anni di Whirlpool, sognare e osare” è un percorso di conoscenza incentrato sulla nascita, la crescita e lo sviluppo della Ignis, quindi sulla sua trasformazione attraverso l’acquisizione prima da parte della Philips poi della Whirlpool e fino ai nostri giorni –spiega la curatrice, l’archeologa Giovanna Marini–. Il visitatore può ripercorrere questa vicenda aziendale e le vite di alcuni dei suoi protagonisti attraverso documenti, prodotti d’epoca, foto e filmati. Whirlpool Corporation è stata, infatti, creata e resa grande dal sogno di persone che, affrontando con coraggio rischi e sfide, sono riuscite a realizzarlo, anche grazie all’aiuto di migliaia di uomini e donne straordinari che ne hanno condiviso i passi, le difficoltà e le conquiste». Frutto delle ricerche in azienda e presso privati, sforzo di memoria dei testimoni di quella Ignis che era diventata sinomino di elettrodomestici nel Paese, la mostra si presenta realmente come opera collettiva, composta, oltre che con pezzi di proprietà Whirlpool, con contributi dalla famiglia Borghi e dei dipendenti, ma anche di realtà che gravitavano nell’orbita Ignis, come la pallacanestro Varese, e del Cral.
Per restituire la ricchezza del mondo Ignis, in mostra, accanto a venticinque modelli di elettrodomestici che segnano l’evoluzione di cucine a gas, frigoriferi, lavatrici dall’immediato dopoguerra sino ai pezzi di oggi, forni a microonde e cucine in primis, sono esposte altre testimonianze del patrimonio aziendale: la divisa sportiva della stagione 1969 -1970 del cestita Paolo Vittori; le divise delle squadre di ciclismo e canottaggio; divisa e giacca di un operaio “equiparato” del reparto Attrezzeria – Stampi; una lastra in marmo posizionata all’inaugurazione di un condominio per dipendenti Ignis a Cassinetta di Biandronno. Saranno inoltre visionabili i video del Carosello targati Ignis, che ebbero testimonial d’eccezione, fra i quali Nino Manfredi; un video degli anni Sessanta sulla collaborazione di Whirlpool alla Missione Apollo, in cui l’azienda si occupò della cucina di bordo delle navette e dell’alimentazione degli astronauti. Ma vi sono anche i ritagli dall’house organ Ignis, che informava dall’interno sulla vita aziendale, accanto ad aree tematiche specifiche che propongono approfondimenti su iniziative sociali e sponsorizzazioni, per spingersi sino a uno dei temi più attuali e sentiti, l’efficienza energetica. Gli oggetti sono accompagnati da pannelli che sintetizzano la storia dell’azienda, dei suoi uomini, raccontano curiosità, danno numeri e costruiscono una galleria per immagini di una vicenda che ha tagliato il traguardo del primo secolo di vita.
«Quelle presenti in mostra sono testimonianze che costituiscono il cosiddetto patrimonio culturale immateriale di Whirlpool –conclude Marini–. È un dato ampiamente acquisito che gran parte della produzione culturale della nostra epoca non si formi più nelle grandi istituzioni culturali o educative, ma proprio nelle aziende e sui luoghi di lavoro. Per Whirlpool, convinta come è del fatto che “oggi è una conseguenza di ieri”, è stato naturale concepire e organizzare, in occasione dei cento anni, una mostra per fare memoria. Occuparsi di memoria, per un’industria, non è un controsenso: è, anzi, utile per qualificare strategie di marketing e per valorizzare il brand. Rappresenta, inoltre, uno strumento aggiuntivo di comunicazione, essendo un serbatoio ricchissimo di spunti».
Con l’avvio del prossimo anno scolastico, in autunno, la mostra ospiterà le scuole del territorio, per le quali saranno organizzate attività didattiche e piccoli laboratori.
La mostra, aperta sino a maggio 2012, è visitabile su appuntamento dal lunedì al venerdì (ore 9.00 -17.00) scrivendo all’indirizzo iprimicentanni@whirlpool.com.
A ndare alla scoperta dei colori più vivi che la bella stagione può offrire, il rosso del tramonto, il verde delle valli, il bianco della stella alpina, il blu del cielo. Dove? Nelle Dolomiti Friulane, splendide vallate alpine in provincia di Pordenone, che da aprile fino a tutta l’estate propongono ai visitatori inconsuete escursioni di tutti i livelli di difficoltà, per guidare il loro sguardo in alto, alla ricerca di scorci paesaggistici fiabeschi, e in basso, per cercare fiori dai colori vivaci e dalle forme singolari.
Quando le montagne si tingono di rosso
Chi si trova nelle Dolomiti Friulane, dichiarate nel 2009 Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, non può non rimanere incantato di fronte ai loro tramonti unici, che non mancano mai di emozionare. Quando il sole cala dietro le creste e le cime, infatti, le montagne si infuocano colorandosi di rosso: è l’enrosadira, un fenomeno unico al mondo, dovuto ai minerali ferrosi e alle vene argentifere di cui le Dolomiti sono ricche che, quando vengono toccate dagli ultimi raggi di sole, ne riflettono il colore cremisi-fuoco.
Proprio per far ammirare ai turisti questo scenario spettacolare, sono organizzati i “Crepuscolari”, itinerari guidati attraverso i luoghi più affascinanti delle Dolomiti Friulane all'imbrunire, momento magico sospeso fra giorno e notte: camminate di scoperta, per vedere come vanno a dormire le valli e come si colorano al tramonto i monti.
L'itinerario “L'ANELLO DI ERTO” porta ad esempio alla scoperta del paese del noto scrittore Mauro Corona, dove si percorrono i sentieri che hanno visto generazioni di carbonai trasportare a spalla il carbone vegetale proveniente dai boschi della Val. Oppure da Cimolais la passeggiata “IL LAGO FANTASMA E LA SCARPETTA DI VENERE” attraversa una valle incantata, protagonista di numerose leggende su un lago fantasma, alla ricerca della scarpetta di Venere, orchidea selvatica che sta rischiando l'estinzione a causa della raccolta selvaggia. Ai più sportivi è dedicato l'itinerario “ANDREIS NORDIC CREPUSCOLARE”: una serata di Nordic Walking con scarponi e bastoncini, per recuperare energia e tono muscolare. Si esploreranno le alture di Andreis godendo dello spettacolo del tramonto sulle Dolomiti.
I colori dei fiori
Una straordinaria varietà di fiori, dai colori intensi e dai profumi delicati, si alterna da marzo all’autunno nei prati e nel sottobosco del Dolomiti Friulane. Alcune specie sono molto rare, come il Raponzolo delle rocce o la Stella Alpina, altre addirittura si possono trovare solo in questi luoghi, come l'Arenaria di Huter o la Genziana di Froelich. Certo è che non si può non rimanere affascinati di fronte a questi tesori di natura: per farli scoprire sono organizzate escursioni guidate da esperti, che porteranno i visitatori nei luoghi e nei momenti di massima fioritura e racconteranno la storia, gli aneddoti e le leggende che circondano questi bellissimi fiori. Portare la macchina fotografica è quasi un dovere.
Per esempio, partendo da Cimolais ci si avventura fra le “PRATERIE D'ALTA QUOTA” per scoprire le genziane delle Dolomiti. Sul Passo Cason di Lanza invece si percorre “L'ANELLO DEI RODODENDRI”, che si snoda fra incredibili fioriture rosseggianti. Per i mattinieri c'è l'itinerario “ALBA UNESCO E LA STELLA ALPINA” : attraversando un’area particolarmente ricca di esemplari di edelweiss, fiore simbolo delle Alpi, si ammirerà il sorgere del sole.
Per informazioni
Guide delle Dolomiti Friulane - Franco Polo 334 8149598 - www.guidedolomitifriulane.com - francaefranco2009@libero.it
Montagna Leader - tel 0427 71775 - www.montagnaleader.org - gal@montagnaleader.org

L a rievocazione storica della visita a Pomposa dell'Imperatore OTTONE III (A.D. 1001) ed il rilascio del diploma in cui sono sanciti i privilegi imperiali all'abbazia di Pomposa e la sua autonomia da tutti i centri di potere politico e religiosi circostanti, giunge quest'anno alla sua IX edizione dopo un crescente successo decretato dalla presenza, nelle ultime edizioni, di migliaia di persone in gran parte turisti proveniente da tutta Italia e dall'estero.
Con "POMPOSIA IMPERIALIS ABBATIA" , ormai inserita a pieno titolo nel novero delle manifestazioni a maggior rilievo per la promozione turistica della provincia ferrarese, gli antichi fasti dell'anno Mille tornano a rivivere, in occasione di questo tradizionale appuntamento annuale, nella suggestiva cornice del complesso abbaziale che per secoli è stato un faro di cultura e spiritualità, oltre che riferimento per artisti e studiosi.
Centinaia di figuranti in costume dell'epoca, accoglieranno il pubblico in un'atmosfera antica, e suggestiva: armigeri, arcieri, cavalieri, dame e ancelle si muoveranno nel parco del complesso abbaziale, allestito con accampamenti degli armigeri, degli sbandieratori, ma anche con Borghi come quelli dei contadini, dei Pescatori, dei Pastori, l'Oasi del Pellegrino con la Taverna "Magna Soror" la Rocca dei Nobili, ed i percorsi espositivi con i mercati medioevali lungo la "Via delle Erbe" e la "Via delle Arti".
Mercatini tematici d’ogni genere, stand enogastronomici e possibilità di degustare le peculiarità enogastronomiche della provincia Ferrarese. Si potrà scoprire o rivedere lo splendido complesso Abbaziale e i suoi dintorni.
L'inaugurazione ufficiale dell'evento, domenica 5 Giugno, sarà caratterizzata dalla rappresentazione scenica dell'arrivo a Pomposa dell'Imperatore Ottone III e della sua scorta per incontrate l'Abate Martino.
Le rappresentazioni, spettacoli, gare, e molte altre iniziative si protrarranno per tutto l'arco della giornata fino a tarda sera. Ai sempre più numerosi turisti e visitatori (nelle ultime edizioni hanno toccato cifre attorno alle 15.000 presenze), saranno riservate invitanti proposte culturali ed enogastronomiche correlate alla manifestazione. Inoltre nella giornata di Domenica si svolgerà il 5° CONCORSO FOTOGRAFICO a premi "Rievocazione Storica Pomposa 2011" curato dal gruppo Fotoamatori di Codigoro. Saranno inoltre possibili visite guidate al complesso Benedettino.
PER INFORMAZIONI ED IL PROGRAMMA DETTAGLIATO SULLA MANIFESTAZIONE SERVIZIO TURISMO DEL COMUNE DI CODIGORO Tel. 0533 - 729511
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