Andare
alla scoperta della laguna di Venezia può riservare molte
piacevoli sorprese. Tutti sappiamo quanto è bella Venezia
con le sue calli, i suoi canali, le sue gondole e le chiese. Non
tutti conoscono però quello che circonda questa bellissima
ed unica città. Isole ricche di storia e di tradizione che
portano il viaggiatore alla scoperta di un mondo lontano, ricco
di tradizioni e usi di una volta.
Cominciamo questo viaggio con un percorso poco abituale, partendo
non da Venezia ma da Jesolo, lungo la costa est della laguna veneta.
Il
percorso
Da Jesolo Lido si costeggia la strada lagunare e si va verso ovest,
verso Preporti.Si tratta di un piccolo e grazioso paesino dove si
trovano ristoranti che accomunano un ottimo pesce ad un ragionevole
prezzo. Parcheggiando nell'ampio parcheggio dell'ACTV, l'azienda
dei servizi di Venezia, si possono raggiungere le isole in poco
tempo. Una gita per la laguna di Venezia non ha un costo elevatissimo:
con 7 Euro e 75 centesimi avete 12 ore per visitare quello che volete
e poi ritornare alla base di partenza. A bordo degli ampi battelli
della linea n.° si raggiunge la prima tappa: Burano. Pochi minuti
e si attracca all'imbarcadero dell'isola.
Burano
e Mazzorbo: i colori della laguna
Subito colpisce il campanile, alto e decisamente storto, tanto inclinato
da far temere che tra pochi istanti possa precipitare.
Burano e Mazzorbo sono due piccole isolette unite tra loro a una
serie di ponti, una parentesi colorta tra cielo e laguna. Il bello
di Burano è proprio questo. Le sue case multicolori in stile
veneziano, le sue fioriere colorate, le sue calli strette e i suoi
ponti antichi, i sua canali trafficati.
Da non perdere la chiesa e la canonica dove sono conservate le
vestigia di Santa Barbara.
A
Burano si sente vicino il mediterraneo. Inoltre godendosi la tranquillità
dell'isola si possono acquistare i famosi merletti, tento belli
e candidi quanto cari. Passeggiando per le calli, sfiorando i canali
dove l'acqua salmastra quasi sembra voglia uscire dal suo invaso,
arriviamo a Mazzorbo dove regna la tranquillità più
assoluta. Qui il tempo sembra scorrere lentamente fino a fermarsi.
Non è raro rimanere a guardare bambini che giocano a palla
o anziani che chiacchierano in dialetto veneziano:" Ciò
ti ghà sentio còssa ghà dito quèo
"

Dopo esserci fermati ad una fontana, una delle numerose che si
trovano passeggiando, per dissetarci in questa calda estate e dopo
una ristorativi pausa in uno dei Campi all'ombra di qualche antica
pianta proseguiamo per un'altra visita. L'Isola di Torcello.
Torcello,
isola misteriosa...
Innanzi tutto bisogna dire che Torcello non è abitata, almeno
se si escludono il guardiano e i proprietari del famosa locanda
I Cipriani, quello vero. E' un'isola staccata dal percorso dei vaporetti
E' la più esterna della laguna. Vi si arriva da Burano, tappa
di passaggio obbligata per raggiungerla. Si sbarca su di un molo
solitario e subito l'isola colpisce. C'è qualcosa di diverso
nell'aria, magia, mistero, misticismo, qui sembra di fare un salto
nel passato
Scesi dall'imbarcadero si costeggia il canale
che porta alla famosa locanda e che porta al vero tesoro celato
in questa isola.
Passeggiando
si sentono la cicale che diffondono il loro ronzio nell'aria. A
metà percorso, che peraltro è piuttosto breve, il
canale si biforca per rigettarsi in laguna. Guardando sulla vostra
destra potete scorgere una casa rossa dall'ampio balcone in legno,
posto sul tetto come in molte case veneziane. Questa per un certo
periodo fu una residenza del famoso Hernest Heminguay. Lui sì
che sapeva come trascorrere le vacanza, il luoghi carichi di atmosfera.
Lungo il tragitto a piedi i turisti stranamente non schiamazzano
ma rimangono in religioso silenzio. In pochi minuti si raggiunge
il Ponte del Diavolo e la locanda omonima. Qui di diabolico ci sono
solo i prezzi, ma si sa siamo a Venezia
Ammirando questo ponticello
ci chiediamo come mai in tutti i paesi che visitiamo c'è
sempre un ponte del Diavolo
Ma non faceva le pentole???
Ancora pochi minuti di cammino e dopo aver superato un altro antico
ponte e la famosa locanda I Cipriani facciamo un salto nel passato.
L'Abazia di Torcello con il suo alto e tipico Camapanile, i suoi
chiostri il museo e la sua chiesa stupenda colpiscono fortemente.
Nel giardino si passeggia tra resti romani. Pietre, pezzi di altari,
tutti incisi con glifi, scudi, Santi. Simboli che ci portano alla
mente cavalieri Templari e che sottolineano la potenza di Venezia
in passato. Trovate poi il famoso Trono di Attila, dove la leggenda
tramanda che si sedette il famoso e crudele barbaro. A parte la
leggenda, la storia narra che gli abitanti della città romana
di Altino, all'epoca delle invasioni barbariche, per fuggire da
stragi e distruzioni decisero di spingersi nella laguna. Stabilitisi
qui fondarono la città che oggi è conosciuta in tutto
il mondo: Venezia.
Torcello
è infatti costellata di reperti romanici. Dopo la fotografia
di rito seduto come Conan il Barbaro sul Trono che fu del Re dei
barbari si può visitare il museo, il campanile e la bellissima
chiesa. Sottolineiamo bellissima perché quando attraverserete
la porta scoprirete sia alla vostra destra che alla vostra sinistra
un vero tesoro. Magnifici mosaici antichi, in oro e pietre colorate
riempiono la vista e impressionano per la loro superba magnificenza
Nella chiesa riposano poi le vestigia di tre santi. All'interno
è disponibile un'audioguida che vi porterà alla scoperta
dei segreti di questa chiesa.
Torcello è quindi carica di storia e religiosità.
Alle sue spalle vi è poi l'Isola dei Morti chiamata così
perché in epoca di pestilenze e malattie vi venivano seppelliti
i poveri sventurati. Si dice che il moto ondoso della laguna porti
in superficie i resti umani degli antichi abitanti di Venezia. Chissà
se nelle notti di luna piena si sentono ancora i lamenti degli spiriti
dei moribondi.
Tornati all'imbarcadero ci dirigiamo nuovamente verso Burano per
poi cambiare ed arrivare a Murano.
Visitare Torcello in Gruppo
LAssociazione santApollonia, impegnata nella valorizzazione
del patrimonio storico-artistico del Patriarcato di Venezia, garantisce
lapertura al pubblico della Basilica di Santa Maria Assunta
e del Campanile di Torcello, tutti i giorni in orario continuato.
Da due anni, grazie alla collaborazione tra la Provincia di Venezia
ed il Patriarcato di Venezia, è possibile visitare Basilica,
Campanile e Sezione Archeologica e Sezione Medievale
e Moderna del Museo Provinciale, con un biglietto cumulativo
per favorire la fruizione museale del ricco patrimonio storico,
artistico ed archeologico dellisola di Torcello e promuovere
la conoscenza della storia delle origini religiose e civili della
laguna. Acquistando il biglietto cumulativo si ha diritto allaudioguida
in Basilica e alle guide cartacee in Museo. Il materiale è
stato realizzato in 5 lingue. Su richiesta vengono realizzate visite
guidate alla Basilica e al Campanile (Associazione santApollonia,
tel. 0412702464 - fax 0412702458).
Murano
e suoi vetri
Muran come la chiamano i veneziani è la più vicina
delle isole a Venezia. Qui, nelle grandi fornaci, si produce ancora
vetro soffiato. Vetro che in passato era alla portata di nobili
e ricchi signori, e che ora è invece alla portata di tutti
o quasi. Le famose vetrerie muranesi, conosciute ed appezzate in
tutto il mondo continuano nel loro commerci, raggiungendo con i
loro prodotti tutto il globo terrestre. I maestri vetrai danno spettacolo
in pubblico producendo i più svariati oggetti, soffiando,
tagliando, torcendo il vetro incandescente.
Murano
è tipicamente un'isola industriale, qui le abitazioni sono
meno curate, ma solo perché l'attività degli abitanti
è sempre stata concentrata sulla produzione e sulla lavorazione
del vetro.
Camminando per le calli non è difficile scorgere i laboratori
dove si lavora il vetro. In molte fabbriche inoltre si organizzano
visite guidate alla produzione. Tra un "Ohì", un
"Ciò" e un "Va in mona
", il lavoro
produce oggetti unici ed irripetibili, tutti fatti a mano. I negozi
hanno una notevole offerta di prodotti: dai pagliaccetti e pesci
come soprammobili alle stupende lampade, ai famosissimi e costosi
lampadari in vetro soffiato. Lampadari così belli e splendidi,
quanto fragili, ma che comunque raggiungono tutto il mondo. Tra
un negozio e l'altro si arriva alla chiesa centrale.
Rispetto
alle altre due precedentemente visitate è alquanto spoglia
ma non fatevi ingannare. Procedendo verso l'altare si scoprono due
immensi arazzi che raffigurano scene della vita di Gesù.
All'esterno
della chiesa e costeggiando il canale si nota la famosa Torre dell'Orologio,
tutta in mattoni e si raggiunge un altro ponte dalla cui sommità
si gode un panorama stupendo della zona. Se avete ancora tempo dall'imbarcadero,
dove vi è un alto faro di marmo bianco, potete raggiungere
facilmente Venezia, ma che per l'ampiezza e la bellezza merita un
racconto tutto per lei
FB
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