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Riapre
il Revolving
Museum a Lowell USA, un luogo dove la concezione artistica è
spinta oltre ogni limite... |
Scherza solo in parte
Jerry Beck, quando riferendosi a se stesso si definisce “un danno
positivo”.
Studente presso un istituto artistico, dice infatti che “non fu
mai in grado di produrre arte popolare”, una forma d’espressione
che lui adorava.
Beck ha lavorato per due anni come guardia presso il Museum of Fine Arts
durante la sua vita studentesca; il contatto con questa tipologia di museo
ha rafforzato la sua idea negativa in relazione agli artefatti culturali
utilizzati per accrescere il potere delle élite dominanti che definiscono
così cosa sia o non sia meritevole in ambito artistico.
Nasce in questo modo l’idea di quello che oggi è chiamato
Revolving Museum, uno spazio che Beck definisce un “non museo”
per l’estrema originalità delle opere che vi vengono esposte,
che si spingono oltre ogni limite della concezione artistica.
Il Revolving Museum è un laboratorio di creatività per persone
di ogni età e provenienza, accomunate dalla percezione dell’incredibile
potere trasformistico dell’arte.
Nel
1984 Jerry Beck aprì il museo con “The Little Train That
Could…Show”, un’installazione composta da 12 carrozze
ferroviarie abbandonate.
Quest’opera ha marcato l’inizio del ruolo del museo come un’aggregazione
d’artisti focalizzati sulla trasformazione dello spazio pubblico
in innovativi progetti d’arte visiva.
Questi progetti erano creati per instaurare un dialogo in relazione all’arte,
allo spazio naturale e a quello urbano, ai siti storici e a quelli sociali,
per creare un senso di coesione tra artisti e pubblico.
Tra le varie opere realizzate si ricordano un’esibizione all’interno
di un’antichissima fabbrica di rum, un palazzo fatto di carta di
giornale nel Queens a New York, una barca che attraversava le acque agitate
della guerra civile ricreata in una piccola isola nel porto di Boston
e molti altri progetti realizzati su larga scala ed esposti nei centri
commerciali e nelle aree metropolitane di Boston.
E’ solo nel Marzo del 2002 che il Revolving Museum si trasferisce
da Boston a Lowell, grazie allo straordinario sforzo della città
che ha fortemente voluto accogliere quest’ente e a Jerry Beck che
è riuscito a comprare l’edificio che oggi ospita il museo.
Si viene così invasi da un senso d’umana irresponsabilità
ed allegria non appena si svolta l’angolo tra Merrimack Street e
Shattuck Street. La Lowell Gas Light Co eresse quest’edificio nel
1859: mattoni rossi, una porta arrotondata all’angolo delle due
strade, un tetto elegante e un cortile interno rendono l’edificio
sufficientemente grande per ospitare il Revolving Museum che oggi è
situato al primo piano.
Un tratto tipico delle manifestazioni promosse da quest’incredibile
centro creativo è la rappresentazione dei burattini che ha luogo
alla fine di settembre; i pupazzi stessi sono stupendi, un’intera
stanza è loro dedicata all’interno del museo, dove i bambini
sono invitati a giocare con queste straordinarie creazioni.
Un’icona
di questa stanza è una marionetta realizzata da uno studente: rappresenta
un uomo che indossa la bandiera a stelle e strisce come biancheria intima
e ha la testa immersa nella televisione; oltre a queste opere di carattere
più popolare, sono presenti anche rappresentazioni di artisti più
conosciuti, ad esempio Big Nazo (www.bignazo.com) .
Da culla della Rivoluzione Industriale, Lowell è stata trasformata
da Jerry Beck in culla della “Rivoluzione Creativa”.
Il fondatore di questa rivoluzione vive in un appartamento sopra il museo
con la moglie e il figlio, e continua a lavorare per espandere arte ed
installazioni al centro della città; collabora incessantemente
anche con grandi musei dedicandosi a preservare e rendere pubblica la
storia di Lowell attraverso l’arte.
Al Revolving Museum, il punto di forza non sono gli oggetti in esposizione,
bensì “la creatività, fatta da persone che spingono
oltre ogni limite il concetto base di ciò che è un museo”.
www.revolvingmuseum.org
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