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SLa Parola all'immagine /due. Il segno satirico di Giovanino Guareschi 15 maggio - 30 luglio 2004

Museo Amedeo Bocchi - Plazzo Sanvitale- Via Cairoli (Parma)

Si inaugurerà sabato 15 maggio 2004 alle ore 11.00 a Palazzo Sanvitale (Parma) la mostra “La parola all'immagine/due. Il segno satirico di Giovannino Guareschi” , che si svolgerà, sino a venerdì 30 luglio, negli spazi adiacenti al Museo Amedeo Bocchi a Parma.

La rassegna rappresenta la seconda fase della serie di esposizioni che vedono coinvolte tre prestigiose istituzioni locali: la Fondazione Monte di Parma, lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione e il Dipartimento dei Beni Culturali e dello Spettacolo dell'Università degli Studi di Parma.

L'evento, dedicata all'opera grafica di Giovannino Guareschi, è la continuazione ideale della prima mostra “La parola all'immagine/uno. Illustrazione e satira a Parma tra le due guerre” , che si sta svolgendo attualmente nei locali del Museo Amedeo Bocchi a Parma fino al 30 aprile p.v.

Giovannino Guareschi nasce il 1° maggio del 1908 a Fontanelle di Roccabianca, a sei anni si sposta con la famiglia a Parma, dove frequenta il Reale Ginnasio, qui incontra Cesare Zavattini, che faceva l'istitutore, con il quale stringe una sodale amicizia. La fama internazionale ottenuta da Guareschi nel dopoguerra con le novelle del “Mondo Piccolo”, dove sono narrate le vicende di Peppone e Don Camillo, che ancora oggi continuano ad essere ristampate e tradotte in tutto il mondo, costituiscono il momento culminante di un complesso ed intenso percorso che questa mostra intende indagare. Negli anni giovanili Guareschi partecipa attivamente alla vita culturale cittadina: frequenta il “Caffè Violi”, dove si riuniscono artisti, poeti ed intellettuali del calibro di Soldati, Zavattini, Mattioli, Attilio Bertolucci, Alessandro Minardi. A Parma, intorno alla metà degli anni Venti, inizia la sua attività di cartellonista e correttore di bozze al “Corriere Emiliano”. I primi lavori, databili fra il 1929 e il 1933, escono su “La Voce di Parma”, “La Fiamma”, “Il Corriere Emiliano”; si tratta di disegni satirici in cui il giovane Guareschi mette alla berlina amici, professori, “parmigiani”.

La svolta avviene nel 1934 quando si trasferisce a Milano chiamato a collaborare al nascente “Bertoldo” da Angelo Rizzoli, su consiglio di Zavattini, amico dai tempi del ginnasio. Presso la redazione del giornale Guareschi ha la possibilità di confrontarsi con importanti grafici come Mosca, Angoletta, Steinberg che proprio in questo periodo frequenta il Politecnico di Milano. La collaborazione con Rizzoli, che nel frattempo ha iniziato a pubblicare anche le sue opere narrative, si interrompe nel 1942 quando, per avere diffamato durante una sbornia Mussolini, Guareschi viene licenziato ed arrestato.

Richiamato alle armi per punizione, dopo l'8 settembre del 1943 è internato in diversi campi di lavoro, prima in Polonia e poi in Germania.

Alla fine della guerra è nuovamente richiamato da Rizzoli per dar vita ad un nuovo giornale satirico, “Il Candido”.

La mostra intende indagare il lavoro di Giovannino Guareschi dalle prime vignette “parmigiane” fino alla collaborazione con le due importanti testate milanesi attraverso una serie di disegni inediti messi a disposizione dall'Archivo Giovannino Guareschi del Club dei Ventitré di Roncole Verdi (Parma).

I disegni esposti in mostra permettono di intendere la complessità dei riferimenti culturali di Guareschi, dal rapporto con Maccari, del quale condivide la propensione per il tratto fortemente critico e l'interesse per Grosz, Goya e l'Espressionismo, al confronto con Gabriele Mucchi, Saul Steinberg, che firma i suoi disegni con lo pseudonimo Xavier, Angoletta, all'uso di un linguaggio articolato, caratterizzato dalla rielaborazione del fotomontaggio. La ricerca di Guareschi è, infatti, caratterizzata dall'uso di diversi linguaggi grafici e dalla sperimentazione nell'ambito della grafica umoristica e satirica di “scritture” innovative, come il collage ed il fotomontaggio, mediate dalle elaborazioni attuate nell'ambito delle avanguardie storiche. Le opere esposte in mostra mettono, dunque, in luce la capacità di Guareschi di utilizzare linguaggi diversi ed il costante confronto con la storia, dal realismo tardo ottocentesco al realismo di Guttuso, dal surrealismo all'espres-sionismo, alla sintesi razionalista del segno.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo edito dalla Monte Università Parma Editore con un ricco apparato di illustrazioni in bianco e nero e a colori ed un testo introduttivo di Giorgio Casamatti, giovane laureato dell'Università degli Studi di Parma, che sintetizza il lavoro della tesi (relatore la Professoressa Gloria Bianchino, docente di Storia dell'Arte Contemporanea del nostro Ateneo) discussa nell'autunno del 2003. Nel catalogo si pubblicano anche una biografia, una bibliografia ragionata ed un esaustivo apparato delle schede relative alle opere presenti in mostra.

La mostra sarà l'occasione per ammirare il Museo permanente dedicato ad Amedeo Bocchi, il pittore nato a Parma nel 1883 e morto a Roma nel 1976, considerato un protagonista di rilievo dell'arte italiana del Novecento. Il Museo consente di ripercorre l'intero iter creativo dell'artista attraverso l'esposizione, in cinque sale, dei nuclei tematici più cari ad Amedeo Bocchi.

Negli spazi del Museo Amedeo Bocchi a Parma seguirà un nuovo appuntamento con la terza rassegna dedicata a “Parma si racconta: la città e i suoi miti. I luoghi della pittura .” che si focalizzerà sull'analisi di alcune opere di quattro artisti emblematici come Gaibazzi, Mattioli, Padova, Zoni (data da definire).

Tel. 0521 228289 – 0521.234166 www.museobocchi.it

Orari: da martedì a domenica 10.30 – 13.00 (lunedì chiuso) – ingresso gratuito

 


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