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OUTBACK – L’ESSENZA DELL’AUSTRALIA!

L’Outback rende l’Australia differente da qualsiasi altra parte del mondo. La straordinaria ricchezza della sua flora e fauna, l’immensità del paesaggio, l’ancestrale tradizione della cultura aborigena e la gente che vi abita sono il simbolo indiscutibile della singolarità dell’Australia. La biblica maestosità del Kimberley, il mistero che avvolge l’Arnhemland e la drammaticità dei Flinders Ranger sono solo alcuni dei luoghi più intensi dove scoprire il cuore dell’Outback. Avere anche contatti con la gente che vive qui può arricchire la vostra esperienza nel cuore rosso dell’Australia.

Apprezzamento artistico, Mount Borradaile, Northern Territory

Il tempo è caldo e umido e vi state inerpicando sull’arenaria color ruggine che affiora come una torre sopra le pianure erbose dell’Arnhemland, il comfort è ormai un ricordo lontano. Strisciando lungo le pareti della caverna che si spalanca davanti a voi c’è un dipinto con un enorme serpente, con la mascella aperta e la lingua di fuori: una pittura che vi lascerà senza fiato. Questo è il serpente arcobaleno, la figura centrale della creazione della cosmologia aborigena. La pittura che vi sta di fronte risale a molte migliaia di anni fa. Sebbene questo dipinto appartenga a un genere artistico successivo e più sofisticato, in questa regione sono state ritrovate anche pitture rupestri più semplici che risalgono a circa 60.000 anni fa, rappresentando la più antica forma di espressione creativa rinvenuta in tutto il mondo.

Questo è Mount Borradaile, un tratto di 700 km2 nell’Arnhemland Occidentale di proprietà del clan aborigeno Ulbu Binitj, che l’ex cacciatore di bufali Max Davidson affitta ai turisti che vogliono fare una reale esperienza di vita nel bush. L’arenaria affiora come un punto sulle pianure del monte, che è pieno di caverne, una volta ripari per gli aborigeni della zona e “tele parietali” per i loro dipinti. I più grandi tesori artistici del Mount Borradaile si trovano in un’area da Max chiamati "Major Art", una piattaforma rocciosa di circa 2 km2 scavata dal mare, e che lascia l’arenaria a formare una specie di catacombe con grotte e caverne. Mentre Max passava a stento in mezzo al labirinto trovò canne di fucili, punte di metallo per le lance, pezzi di pietre e bottiglie con marchi olandesi, probabilmente importati da commercianti Macassar. Il punto principale del luogo è un’elevata piattaforma protetta da una lunga parete che si curva fino a formare un tetto. La parete rocciosa è completamente ricoperta da stencil fatti a mano, figure totemiche che ritraggono deliziosi animali, uccelli e dipinti magici dai colori predominanti del rosso, del giallo e del bianco e, a testimonianza del contatto con gli europei, la tintura blu che i missionari usavano per tingere i loro collarini bianchi.

In crociera con Bruce, Bush Camp Faraway Bay, Western Australia

Il nome parla da solo. Collocata nel cuore di una larga baia chiusa nella punta settentrionale del Kimberley, Bush Camp Faraway Bay era così lontana da non avere ancora un nome, quando Bruce Ellison prese questa direzione, mentre cercava un posto speciale dove costruire l’alloggio dei suoi sogni, ma a Bruce, Faraway Bay parve subito un’ottima scelta.

A parte lo splendido scenario, (e i coccodrilli che si fermano sulla spiaggia e gli squali che gironzolano nella baia), qualcos’altro ha attratto Bruce in questo luogo: la vicinanza al King George River. A bordo dell’imbarcazione-casa lunga 13 metri, la Diamond Lass, si percorre solo un breve viaggio a est e per i successivi 11 chilometri, il fiume scorre attraverso una gola stretta, orlata da pareti giganti. Il King George River ha speso milioni di anni a scavare un passaggio attraverso l’arenaria della scarpata costiera, lasciando cumuli rocciosi che pendono dalla parete rocciosa, in attesa del momento in cui perderanno l’equilibrio e cadranno in acqua.

Considerando la spettacolarità della zona, nono sarete preparati alla vista che vi si presenterà nel momento in cui si affronta l’ultima curva e ci si trova di fronte alle King George Falls. Qui il fiume si divide in un abisso immenso a forma di Y con cascate su entrambe le estremità. Durante la stagione delle piogge il rumore è quasi assordante, il rombo dell’acqua che fa eco contro le pareti e che manda una leggera pioggia di spruzzi su nel cielo, spesso confuso con fumo proveniente dal bush. Da metà anno il flusso rallenta fino a diventare un rigagnolo e che alla fine si prosciuga del tutto. L’abisso alla base delle cascate diventa una silenziosa cattedrale dove ogni rumore è amplificato, così quieto che si può sentire persino il gocciolio dell’acqua a distanza di 50 metri, e lo sbattere d’ali di una leggerissima rondine che si affanna alla ricerca di insetti.

Volando con Ian, Angorichina Station, South Australia

A un certo punto durante la permanenza presso la Angorichina Station, c’è la possibilità che Ian Fargher vi offra un passaggio a bordo del suo Cessna. Alcuni ospiti danno solo un’occhiata all’accidentato solco che passa attraverso la pista di atterraggio di Ian ed educatamente declina, ma è un errore.

Angorichina è una stazione di pecore di 650 km2 nel Flinders Ranges del South Australia, un classico squarcio dell’Outback australiano. Il paesaggio è composto principalmente da pini che distendono i loro rami come a rappresentare un atto di dolore sulle colline rocciose e da fiori selvatici che compaiono come per magia dopo la pioggia, i Flinders offrono una bellezza desolata e quasi surreale, rendendolo uno dei luoghi preferiti da registi, pittori e fotografi.

Se si vuole comprendere meglio tutto ciò, bisogno vederlo dall’alto. A 1.000 piedi di altezza si possono ammirare i diversi strati delle antiche arenarie spinte in alto da lastre tettoniche, in seguito a uno scontro, diventando un disegno omogeneo. Ogni strato rappresenta una tavolozza di colori stesa oltre 600 milioni di anni fa, quando era ancora un letto marino.

Ian è un pilota di comprovata esperienza, appartenente alla quarta generazione dei Farghers, famiglia specializzata nell’allevamento di pecore a Angorichina. Oltre a godere di un fantastico scenario, il volo ha anche un proposito pratico. Quando ha bisogno di radunare le sue pecore o controllare che i suoi mulini stiano ancora pompando acqua per il suo rifornimento, Ian prende il volo. Mentre vola, egli fa un resoconto sul paesaggio che ama, ma contemporaneamente conta il bestiame e le capre selvatiche.

Dopo aver parcheggiato il suo velivolo, Ian fa ritorno a casa – una deliziosa costruzione circondata da un giardino verde fatto di siepi, rose e lavanda – e dove probabilmente troverà pronti una torta o un piatto di biscotti. Come qualsiasi altra cosa, questo piccolo gesto è un segno dell’ospitalità del bush e del soggiorno ad Angorichina.

Pescare con Rocky, Kimberley Coastal Camp, Western Australia

Poco prima dell’alba c’è un pazzo dalla barba incolta che cammina vicino alla tua porta cantando “I Still Call Australia Home” a squarciagola, vestito solo di pantaloncini stracciati e una maglietta con le maniche tagliate; è chiaro che è un uomo a cui non puoi disobbedire. Questo è Rocky Terry, e questa è la sua idea di sveglia mattutina: alzarsi, salutare a modo suo il mattino, preparare il caffè e uscire in cerca di pesci.

Rocky vive per pescare, come presto lo sarà anche per voi che provate quest’esperienza. Nonostante sia possibile visitare il Kimberley Coastal Camp, scoprire l’arte rupestre Aborigena, lo scenario e la natura, questo è uno dei posti migliori dove pescare di tutta la costa: un nome che viene sussurrato in modo reverenziale tra gli amanti della pesca.

Da questo momento dovrete arrampicarvi sulle rocce fino alla piccola spiaggia al riparo di Mackerel Point dove Rocky ormeggia la sua barca, poi basta rallentare fino a Steep Head Island, una delle numerose isole che costellano l’Admiralty Gulf. Il golfo è famoso per la presenza dei barramundi, numerosi soprattutto tra aprile e maggio, alla fine della stagione piovosa. In altri momenti dell’anno ci sono fingermarky, mangrove jack, tonni, barracuda, trevally giganti, trote corallo, squali e granchi tra le mangrovie. Vengono pescati solo pesci come trofeo e un numero sufficiente per mangiare. La maggior parte del giorno viene speso a pescare e liberare, ma il pesce viene sempre sfilettato, immerso in una salsa di succo di limone, aceto e coriandolo fresco a marinare, lasciato per 15 minuti ed ecco pronto un ottimo piatto di pesce crudo. Per una colazione come questa, essere svegliati dalla canzone di un pazzo è un piccolo prezzo da pagare.

Alzare il gomito, William Creek Hotel, South Australia

La maggior parte delle città di campagna hanno un pub o due, ma il William Creek Hotel è l’unico nella cittadina di William Creek, con una popolazione di 16 abitanti. L’Hotel è una leggenda dell’Outback. Costruito nel 1883 per dare ristoro a lavoratori e viaggiatori della Overland Telegraph Line, ha condotto il suo commercio illegalmente per 60 anni, mentre le autorità chiudevano un occhio, riconoscendo il suo ruolo fondamentale.

All’interno, il pub ha un’atmosfera particolare. Il décor è un involontario museo di lavoro e gioco nell’Outback: fruste, palle da cricket che penzolano da ogni trave, berretti, magliette e anche articoli di biancheria intima, da ricordare la visita di Fiona dalla Contea di Durham, Sven dalla Svezia e Alison da Dubbo.. e così via.

Il desiderio di una birra ghiacciata e di un po’ di compagnia attira una clientela cosmopolita. Si entra a stretto contatto con gruppi di turisti che partecipano a safari in sella a cammelli e che arrivano da ogni parte del mondo, di solito ci sono pochi allevatori nei dintorni di Anna Creek Station, la più grande proprietà di bestiame al mondo. Il pub è anche un’attrattiva per gli esploratori: infatti il vasto lago salato Lake Eyre è a soli 40 chilometri a est da qui. Quando il lago è in piena attira un gran numero di uccelli e anche una frotta simile di turisti. Quando partite, vi dovete assicurare di guardare da entrambi i lati della strada, prima di attraversare e non scordare di guardare anche all’insù. La strada principale di William Creek diventa a doppia corsia come fosse una pista di atterraggio, e spesso piloti assettati parcheggiano i loro aeroplani di fronte all’ingresso principale dell’hotel.
Per maggiori dettagli sull’Outback australiano, visitate il sito www.australia.com

 


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